Intervista a Mario Gerosa su Second Life

Lunedì al BarCamp Veneto ho sentito l’intervento di Mario Gerosa su Second Life.
Uno dei miei più grossi limiti è quello di non conoscere nessuno e ancor peggio di non ricordarmi mai nomi e cognomi di quei pochi che ho conosciuto.
Ma l’intervento di Mario Gerosa difficilmente me lo farà dimenticare.
Un modo asciutto di esporre, senza fronzoli e ricco di polpa!
Mi sono sentito in dovere di fare una domanda-osservazione e di placcarlo mentre scendeva dal palco carpendogli un biglietto da visita.
Ovviamente ieri gli ho scritto un’email chiedendogli la possibilità di pubblicare un’intervista ed oggi sono fiero di pubblicarla!

Ha ancora senso cercare di essere “i primi” in SL?
Attualmente c’è una vera e propria corsa per accaparrarsi l’attenzione dei media, conquistandosi i posti rimasti dei “primi”, cercando di meritarsi la qualifica della “prima azienda di calzature in SL”, di prima società sportiva, di prima società che realizza giunti per tubature ad essere presente in SL.
Contestualmente a questa ricerca spasmodica di essere primi, affiora però un’altra questione. Ormai le caselle dei “primi” si stanno esaurendo ed essere in SL diventa più una necessità che una virtù.
Prima esserci era un segno di distinzione, ora non esserci è indice di emarginazione, non essere in SL vuol dire essere out.
Di questi tempi inoltre prevale una sorta di “guerrilla marketing” che punta esclusivamente sull’esserci, e soprattutto sull’esserci in fretta. Quindi non è detto che quello che si costruisce sia di grande qualità, basta farlo in tempi brevi. Purtroppo, facendo così, si vanifica la riflessione su un’ipotesi di marketing ponderata, non si creano location ed eventi originali, e si rischia anche di creare degli ecomostri virtuali.

Hanno senso le architetture commerciali di SL?
Le architetture-totem di SL, pensate come icone pubblicitarie, sono tristemente vuote, e andrà riconsiderato tutto il modello di maketing interno, che per ora è piuttosto semplicistico, basandosi perlopiù sul ritorno di immagine ottenuto con poca spesa nel mondo vero.
Un altro grosso problema, che penalizza il marketing in SL, è la mancanza di un motore di ricerca sensibile. In SL non c’è l’equivalente di Google: o conosci il nome esatto di quello che cerchi, oppure non lo trovi. Sarebbe invece auspicabile creare un motore di ricerca più raffinato, che possa addirittura contemplare e calibrare le preferenze dell’utente.
Recentemente io e Laura Cassarà, un’ingegnere siciliana, abbiamo partecipato con un progetto per un motore di ricerca a un concorso per un businessplan indetto in SL. La nostra proposta consisteva nell’elaborare un motore di ricerca in grado di reindirizzare continuamente l’utente da un luogo all’altro, elaborando i suoi gusti e le sue preferenze.

Mario, confidando di riuscire a breve di farti qualche altra domanda, ti saluto e ti ringrazio.

Leave a Reply