martedì, marzo 15, 2005
Blog e carriera
Tim Bray, che attualmente lavora per la Sun, ha pubblicato un decalogo di come i blog possano contribuire alla carriera (traduzione del sottoscritto):
- dovete farvi notare per essere promossi;
- dovete farvi notare per essere assunti;
- le persone si impressionano molto quando dite “Oh, ho scritto un pezzo su quell’argomento, fai una ricerca su Google e mi troverai tra i primi risultati” oppure “Ricerca il mio nome su Google”;
- non importa quanto siete grandi, la vostra carriera dipende dalla comunicazione. Il modo per migliorare, anche nella comunicazione, è la pratica. Bloggare è una buona modo per far pratica;
- i blogger sono meglio informati dei non–blogger. Una maggior conoscenza è un vantaggio per la carriera;
- la maggior conoscenza significa anche una maggior disponibilità a trovare offerte di posizioni professionali interessanti;
- essere inserito in una rete è una cosa buona per la carriera. Bloggare è un buon modo per incontrare persone;
- se siete dei tecnologi, bloggare vi metterà in contatto con la regola che nella maggior parte delle volte il peggio è meglio (giova qui citare la legge di Pareto del rapporto 80/20). Comprendere questa modalità nell'adozione della tecnologia può solo aiutarvi;
- se lavori nel marketing, hai la necessità di comprendere come le sue regole stanno cambiando nella turbolenta situazione dei nostri giorni. Sebbene nessuno ne capisca alcunché, almeno i blogger sono, in qualche modo, meno raggirabili;
- è molto difficile licenziare qualcuno che ha una voce pubblica, perché l‘evento verrà notato.
(via Business 2.0)
Il decalogo mi trova molto d'accordo sebbene il punto 8 non sia applicabile a tutti i contesti della tecnologia e sarebbe più formalmente corretto affrontare il discorso dal punto di vista della semplicità, piuttosto che della povertà. Ma è comunque vero che, come affermava spesso il mio ultimo capo, "il meglio è nemico del buono" e prodotti non perfetti hanno avuto più successo che prodotti ricchissimi di funzionalità, ma più difficili da usare (vedi articoli Propensione alla semplicità e RSS e la semplicità).
Un articolo di Stefano Bonacina
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