giovedì, novembre 22, 2007

Fluttuazioni sinusoidali di Google. Facciamo il punto della situazione.

Proprio così, dopo aver scritto molto sulle onde sinusoidali delle serp di Google che talvolta colpiscono siti di tutti i settori, sono pronto a riparlarne, fornendovi un monito della situazione attuale ed alcune mie ipotesi personali. Google - Strani artifizi
Intanto, per completezza d'informazione, vi riporto i link relativi agli articoli precedenti in ordine cronologico inverso:

- Luglio 2007, Google, sito penalizzato o fluttuante?
- Marzo 2007, Google: da ballerino a surfista

Ma quando sono iniziate queste fluttuazioni?

Le prime manifestazioni sono state registrate alla fine di Febbraio 2007 e concluse entro il 20 marzo 2007. La seconda ondata ha iniziato negli ultimi giorni di Giugno 2007 e sembra non essersi ancora arrestata.

Vediamo punto per punto cosa accomuna i siti vittima di questa particolare condizione altalenante nei risultati delle ricerche del motore di ricerca Californiano.

Come capire se un sito è in fase di fluttuazione?

1) il modo più facile, aimè, è proprio quello più "doloroso", infatti basta guardare il grafico tracciato dalle visite sul sito dal nostro software di rilevazione delle statistiche web. Infatti da questo grafico sarà facilmente focalizzate tutte le onde sinusoidali che il sito ha superato. Per esempio se prendiamo questo esempio: Esempio fluttazione sinusoidale di Google

Infatti qui possiamo vedere il comportamento dei visitatori (quindi gli accessi da Google “purtroppo”) nel corso degli ultimi 5 mesi, con un down del sito inizialmente per 1 giorno, la risalita il giorno successivo, il down per circa 3 mesi, l’up per 15 giorni e la fase di fluttuazione continua che caratterizza giorno per giorno questo sito.

Da questo grafico, inoltre è possibile vedere e quantificare la frequenza delle onde sinusoidali, molto lunghe dall’inizio fino ad una settimana prima dell’export del Pagerank, mentre ora più ravvicinate nell’arco di pochi giorni.

2) le pagine del sito sono correttamente indicizzate in Google, per verificarlo basta effettuare una ricerca con site:www.nomesito.com

3) il sito non è penalizzato. Per verificarlo basta utilizzare alcune piccole query elencate in questo altro post (Capire se un sito è penalizzato su Google)

4) il sito non è più presente nelle prime posizioni di Google (prime 2 pagine) per ricerche con parole chiave che prima della fluttuazione portavano traffico al sito. Solitamente il sito per queste keywords si trova circa 10-30 risultati prima dei risultati omessi in ultima pagina (intorno alla 950 esima posizione)

5) Non tutte le keywords sono sparite, ma solamente quelle secondarie e la long-tail (coda lunga, che significa la combinazione/estensione di più parole chiave; per esempio la long-tail di “hotel roma” può essere “hotel a Roma vicino alla stazione e con vista Colosseo”).

6) Il sito, per keywords storiche o comunque principali non sembra subire “penalizzazioni” in SERP (risultati delle ricerche) se non con qualche abbassamento “naturale” di qualche posizione (al massimo 5 o 6 posizioni). Questo permette al sito di avere una riduzione del traffico generato da Google pari al 90% e non del 100%.

7) La fluttuazione non è fatta relativamente al sito ne tanto meno alla pagina, ma precisamente per ogni keywords. Difatti è possibile che una pagina per keywords differenti si presenti in modo naturale oppure in fluttuazione.

Cosa viene mostrato in SERP al posto del sito?

Grazie a un po’ di confronti ed analisi con colleghi ed amici web, posso affermare che solitamente al posto dei siti “declassati” vengono proposti risultati delle ricerche piuttosto singolari, oltre ai siti che "meritano" il posizionamento nel motore:
- Elenco di directory contenenti i backlink al sito in fluttuazione (sempre che questo sia stato inserito nelle directory)
- Siti SPAM (spam engine, siti che utilizzano tecniche black-hat, etc.)
- Siti con contenuti duplicati
- Siti privi di contenuti validi ed interessati per l’utente finale (per esempio un sito e-commerce che tratta materiali simili ma non possiede a quelli ricercati)

Che tipologia di siti sono stati colpiti?

A differenza delle precedenti fluttuazioni, associate a siti nuovi con poca popolarità e scarso TRUST, la fluttuazione di fine Giugno ha colpito parecchi siti molto autorevoli con centinaia di backlink, contenuti validi sia a livello SEO sia per gli utenti.

Inoltre, sembra non esserci nessuna associazione fra la natura dei siti colpiti. Infatti sono stati declassati siti internet:
- E-commerce
- Vetrina/Istituzionali
- Con/senza Adsense
- Dagli industriali ai contenuti per adulti
- Etc.

Quando si presentano queste fluttuazioni?

Il fato vuole che l’inizio o la fine delle fluttuazioni coincida con l’export/aggiornamento del Pagerank. Molto più complesso è trovare il nesso fra queste due azioni realizzate “simultaneamente” da Google.

Perché questi siti subiscono tali penalizzazioni?

Difficile a dirsi, però ciò che posso dire è che l’ipotesi di pulizia delle SERP non è più attendibile, visto che i tempi sono troppo lunghi e non garantirebbero un buon servizio all’utente finale.

Probabilmente si tratta di fluttuazioni dovute all’inserimento/attivazione di nuovi algoritmi che Google testa e ri-testa e valuta i risultati ottenuti dalle SERP.

Ma un sito come può uscire da questa situazione?

Il mio suggerimento è sempre lo stesso, continuare la promozione del sito come se nulla fosse (lo so è difficile ma attualmente rimedi immediati non ci sono) cercando di creare contenuti originali e raccogliere link spontanei magari anche da siti ad elevato TRUST (successivamente vedremo come riconoscere e captare il trust di un sito).

L'ideale sarebbe rendersi indipendenti da Google, realizzando una comunity sempre presente sul sito mediante blog o forum oppure altri servizi innovativi che prevedano la fidelizzazione dell'utente. :)

A cura di Michele De Capitani
Prima Posizione Srl - Web Marketing Agency

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lunedì, maggio 28, 2007

MSN (Live): elenco dei fattori che determinano il posizionamento

Sulla scia del precedente articolo, riguardante i fattori che determinano il posizionamento su google, ho pensato di stendere una piccola lista dei componenti on-page e off-page che caratterizzano il ranking sul motore di casa microsoft.

Motore di ricerca - MSN Live

A mio avviso, con la diffusione capillare del nuovo sistema operativo Windows Vista, MSN (ora Live) sarà il secondo motore a livello mondiale (infatti, in alcuni particolari settori, MSN presenta i primi segnali di ripresa in termini sia di traffico generato sia di advertising).

Per tanto, attualmente, considero MSN Live un settore di nicchia, principalmente per utenti giovani e giovanissimi (grazie alla divulgazione di servizi prettamente utilizzati dai giovani come: Messanger, Hotmail, etc.). Ad ogni modo, consiglio di tener sotto controllo anche Live, perchè potrebbe riservarci sorprese davvero interessanti, visti gli enormi budget a sua disposizione.

Ma torniamo all’argomento principale di questo post: l’elenco dei fattori più importanti per il posizionamento su MSN - Live.

Permetto che si tratta di valutazioni soggettive, scaturite dall’esperienze acquisite con siti miei e dei miei clienti; elencate rigorosamente in ordine decrescente d’importanza.

Fattori on-page

1. Keyword nel tag Title: inserire la parola chiave nel titolo della pagina porta sempre benefici (anche per MSN :) ) 2. Utilizzo della keyword nel corpo della pagina: 3-4 ripetizioni per pagina sono ben tollerate e premiate, ma senza esagerare 3. Parola chiave nel tag H1: una buona struttura della pagina è ben vista da Live. Pertanto una gerarchia di contenuti composta da H1 (tag di intestazione) contenente le parole chiave, aiuta la spinta della pagina 4. Keyword nel tag H2,H3,Hx: come detto nel punto precedente una buona struttura di intestazioni HTML (tag H2, H3, H4, H5, H6) aiuta la pagina a posizionarsi fra le prime posizioni 5. Parola chiave nei link della pagina: inserire le parole chiave nei link interni alla pagina migliora il ranking 6. Struttura gerarchica dei contenuti: una buona struttura gerarchica dei contenuti, tramite un’organizzazione della piattaforma di link è basilare per ottenere buone posizioni su MSN - Live, anche perchè possiede uno spider molto veloce che divora link ben scritti 7. Keyword nel nome di dominio: anche se meno importante di qualche mese fà. 8. Parola chiave nel nome pagina/directory: come per Google, sta sempre perdendo importanza ma comunque ha ancora una sua forza, soprattutto se accorpata con i punti precedenti. 9. Keyword nel tag Bold: “strong” e “b” 10. Parola chiave nel meta description: in questo momento viene quasi totalmente ignorata, ma è molto importante per racimolare click sui propri link, infatti, proprio come Google, anche MSN - Live utilizza questo tag mostrandolo nei risultati delle ricerche (naturalmente se la parola chiave è presente nella descrizione) 11. Chiave nel metatag “keyword”: proprio come per tutti gli altri motori di ricerca, questo tag ormai è completamente ignorato

Fattori off-page

1. Popolarità globale del sito: è il fattore, esterno alla pagina, più importante per il ranking in MSN (che mira soprattutto alla quantità dei backlink senza curarsi troppo della loro qualità) 2. Keyword nell’anchor text dei backlink: fino a qualche mese fa, questo fattore non era molto considerato da MSN - Live, mentre oggi è fra quelli più importanti, ed ha superato anche fattori on-page quali l’inserimento della keyword nei tag H2,H3,Hx. 3. Età del documento: l’ho messo fra i parametri off-page perchè MSN si comporta molto stranamente con i nuovi domini, che per circa 2 mesi vengono ignorati e quindi non indicizzati (sembrerebbe una sorta di sand box fissata ad un asse temporale ben definito), mentre per documenti nuovi su domini già presenti nel suo database non ho notato particolari comportamenti di penalizzazione o agevolazione 4. Link provenienti dal SocialBookmarking: anche se solitamente questi siti propongono backlink con l’attributo “nofollow” (quindi lo spider non dovrebbe seguire il link e quindi attribuirgli importanza), sembra proprio che MSN (e non è l’unico) tenga in forte considerazione tali link, soprattutto se provenienti dagli USA 5. Anzianità dei backlink

Fattori che danneggiano il posizionamento

1. Tempi di down del server dove risiede il sito: avendo uno spider molto veloce e reattivo, MSN è fra i più veloci ad accorgersi di problemi di reperibilità del sito sul server 2. Utilizzo di tecniche spamming: quali, keyword stuffing, testo nascosto, etc. 3. Lentezza del server: stesse motivazioni del punto nr.1

Come per l’elenco dei fattori che caratterizzano il posizionamento su Google, anche questa lista dev’essere presa solamente come spunto, un punto di partenza per iniziare a studiare siti ottimizzati, non solo per Google, non solo per MSN, non per tutti i motori di ricerca ma esclusivamente pensando agli utenti. Perchè è proprio a questo che i motori puntano: ad avere tanti visitatori, quindi cercano di dare ai propri utenti ciò che stanno cercando, in modo da fidelizzarli.

A cura di Michele De Capitani Prima Posizione Srl - Consulenza web Marketing

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