SEO e link building: intervista a Giovanni Castellini (teliad)

L’ottimizzazione sui motori di ricerca (SEO) è un’attività in continua evoluzione. Google e i frequenti aggiornamenti del proprio algoritmo mettono a dura prova i responsabili SEO aziendali e di agenzie di web marketing stimolando il mercato dei motori di ricerca, in continua espansione, a trovare nuove soluzioni. Questa crescita aumenta la concorrenza in specifici settori industriali (turismo e finance), in diversi ambiti (a Google si aggiungono i social network, che altro non sono che metamotori nei quali le persone possono trovare informazioni di vario tipo) e aumentano le fonti di informazioni attendibili con le quali le aziende e le loro agenzie devono confrontarsi e che minano il loro posizionamento (Wikipedia, Yahoo! Answers, Liquida, …).

In un contesto incentrato sul cambiamento, come è possibile orientarsi e soprattutto esiste un punto fermo che ancora abbia un valore universalmente condiviso all’interno delle strategie di SEO?

Partendo dal presupposto che “Content is king” sia ormai un dato di fatto, un fondamento imprescindibile per chi si occupa di ottimizzazione sui motori di ricerca, il vero caposaldo, quello che da il vantaggio competitivo rispetto a chi svolge solo una mera attività “on-page” (curando i contenuti, i meta tag, gli h1, gli alt tag, ecc.), è quello che succede al di fuori della propria pagina web, quindi tutto quello che è ottimizzazione “off-page.

Lo strumento principale per chi cerca di scalare il ranking sui motori sono i link in ingresso, ovvero i back link che un sito web riesce ad accaparrarsi da un dominio terzo, attività nota come link building.

Se si tralasciano i vari metodi gratuiti e abbastanza abusati di ottimizzazione off-page, come possono essere l’article marketing, l’inserimento di un link in directory gratuite, lo scambio link e i post all’interno dei blog, lo strumento più efficace rimane il link diretto “one way da un sito web tematicamente affine al proprio. Chi si è già imbattuto in questa attività, sa quanto sia dispendioso, sia in termini di tempo sia in termini di efficacia, andare a contattare personalmente i proprietari di siti web, i webmaster, e convincerli ad inserire un link esterno. A cominciare dalla scelta di un sito adatto e con una buona reputazione sul web, fino ad arrivare al controllo giornaliero che il link inserito sia sempre presente, ci sono tutti i presupposti per perdere la pazienza e farsi facilmente scoraggiare.

Una soluzione a questo problema è però disponibile sul mercato sotto forma di cosiddetti market-place per la compravendita di text link, ovvero spazi virtuali che, aggregando al proprio interno publisher che mettono a disposizione link in uscita in forma di testo, permettono di acquistare back link che hanno un impatto diretto sul posizionamento dell’advertiser all’interno dei risultati organici sui motori di ricerca. Al fine di approfondire l’argomento dei link a pagamento proponiamo qui di seguito un’intervista ad uno dei player più conosciuti a livello internazionale e presente anche sul mercato italiano: teliad.

Giovanni Castellinistrong - Country Manager Italy - teliadGiovanni Castellini, Country Manager Italy in teliad, ci ha spiegato in cosa consista la loro offerta sul mercato e quali siano anche, in generale, le caratteristiche di una buona strategia di link building agli occhi dei motori di ricerca, soprattutto a quelli di Google, leader indiscusso del settore.

Grazie per l’intervista, Giovanni. Partiamo dall’inizio, chi è teliad e cosa offre esattamente?
teliad è un’azienda tedesca che nasce da un’iniziativa individuale del nostro CEO, Andreas Armbruster, nel 2005 e presto diventa leader in Germania nel link building. Da allora siamo cresciuti fino ad espanderci a livello internazionale e occupare la posizione sul mercato di provider di riferimento in ambito SEO. Oltre ad un market-place per la compravendita in autonomia di link testuali rilevanti ai fini dell’ottimizzazione del ranking sui motori di ricerca, offriamo un servizio consulenziale di link building.

Come funziona nel dettaglio il vostro market-place?
Il nostro market-place mette in contatto advertiser/SEO che desiderano acquistare back link per le proprie strategie sui motori di ricerca con publisher che invece vogliono monetizzare il proprio sito web e il proprio contenuto originale vendendo spazi di link testuali. Si tratta di acquisti/vendite per un periodo minimo di un mese, prolungabile automaticamente. teliad si pone come intermediario e offre inoltre la possibilità di dare in outsourcing tutta l’attività di link building per i clienti o le agenzie che non posseggano il know-how o il tempo necessario.
Le offerte di link testuali sul nostro market-place sono di alta qualità (ogni dominio che si propone a noi viene attentamente analizzato prima di entrare a far parte di teliad) e diamo moltissime informazioni sui siti web dei publisher, come il PageRank, i link in uscita e in ingresso, l’indirizzo IP della pagina ecc. Questi però sono dati standard, il vero vantaggio informativo offerto da teliad è la possibilità di conoscere, per ogni pagina web offerta sulla nostra piattaforma il ranking che essa ha per le parole chiave per le quali è ottimizzata e il loro grado di competitività. Non ci fermiamo qui, abbiamo da poco introdotto e lanciato una nuova unità di misura che valuta la qualità del ranking di una pagina web. Grazie al nostro “RankingScore” riusciamo a determinare per un gruppo potenzialmente infinito di keyword, che tipo di posizionamento ha qualsivoglia URL (non solo quelle che fanno parte del nostro market-place), pesando il ranking a seconda del grado di competizione delle parole chiave.

Cosa succede dopo l’acquisto? Come si fa a sapere che un link è sempre presente sul sito del publisher?
teliad ha sviluppato internamente un crawler, uno spider simile a quello utilizzato da Google, che va a controllare ogni giorno che il back link oggetto di prenotazione sia sempre inserito correttamente (posizionamento e testo concordati, attributo do-follow sempre presente).
Il nostro crawler ci consente anche di tenere monitorati i publisher del nostro market-place, al fine che la qualità delle offerte rimanga sempre alta e che questa corrisponda anche ad un corretto pricing applicato.

Come reagisce il mercato italiano alla compravendita di link testuali rilevanti ai fini SEO?
Se parliamo di come reagiscono le agenzie di web marketing e i più importanti advertiser italiani al servizio che offriamo, il riscontro è molto positivo. Abbiamo un posizionamento unico rispetto ai concorrenti di mercato e la trasparenza e la qualità che offriamo vengono riconosciute nel settore dell’online marketing del nostro paese. Se poi pensiamo che per l’acquisto di link il mercato italiano è abituato alla trattativa privata con i webmaster, a prezzi altalenanti e a un dispendio di energie notevole, non possiamo che trovare terreno fertile sul quale lavorare. Da noi la ricerca dei link è molto veloce (sia per parola chiave sia inserendo direttamente l’URL di destinazione nel campo di ricerca), il prezzo è determinato secondo criteri uniformi per ogni publisher (PageRank, rilevanza del contenuto, ranking della pagina su Google – vedi RankingScore -, tipo di posizionamento del link testuale, quantità di link esterni e interni, inserimento su sottopagine, data di creazione del dominio, ecc.) e si ha la certezza che i link sia sempre presente per il periodo prenotato.
Se parliamo invece del feedback che ci danno i publisher italiani, dipende molto dal tipo di sito web/blog con il quale entriamo in contatto. I publisher che fanno parte del nostro mercato di solito hanno già esperienza di online marketing e/o fanno parte di un network di siti che gestisce gli spazi per conto loro. Difficilmente in Italia si trovano invece piccole realtà con ottimo contenuto e posizionamento che capiscano che possono trarre profitto indipendentemente da quante pagine viste facciano al mese Questo atteggiamento però è anche riconducile al livello non ancora allineato che ha l’Italia nel settore del SEO rispetto al Nord Europa. Da noi molti degli investimenti sui motori di ricerca confluiscono in AdWords piuttosto che sul posizionamento organico, anche lato publisher.

Quale è la posizione di teliad in riferimento alle linee guida di Google sul commercio di link?
Tutti conosciamo la posizione ufficiale di Google sulla compravendita di back link ed essa è anche comprensibile. È però altrettanto incontrovertibile che i link in entrata siano alla base dell’algoritmo di Google e che su di esso sia stato basato il principio della determinazione del ranking all’interno delle SERP. Se Google azzerasse completamente il valore attribuito agli inbound link, ciò vorrebbe dire fare crollare il sistema sul quale egli trae fondamento.
È quindi assolutamente chiaro che una pagina web abbia bisogno di back link per migliorare il suo ranking. La domanda quindi è e rimane sempre, dove si possano reperire questi back link. Si possono intraprendere tante strade: chiedere link senza alcuna rilevanza tematica a pagine amiche, farsi linkare all’interno di un network di siti, effettuare scambio link. A conti fatti, poi, un sito deve comunque ottenere back link. È, per esempio, impossibile valutare se due pagine amiche si siano linkate a vicenda a pagamento o meno. Noi in teliad ci focalizziamo su link di alta qualità e per questo sviluppiamo anche tool come quello della ricerca per rilevanza tematica, con il quale è possibile ricercare e trovare link provenienti da siti publisher con contenuto affine rispetto alla parola chiave inserita, piuttosto che addirittura all’URL stesso di una pagina web.
Questo nostra funzionalità avanzata è particolarmente importante visto che Google, ad onor del vero, non punisce un link discriminandolo per il suo carattere pecuniario (in teliad in ogni caso, si tratta di link HTML, senza script né codici, quindi perfettamente naturali agli occhi di Google), bensì andandolo a penalizzare principalmente per assenza di rilevanza semantica tra pagina linkante e pagina linkata. Se si andasse, ad esempio, ad inserire il proprio URL in molte directory gratuite e lo si facesse molto velocemente senza alcuna attinenza di contenuto, il probabile risultato sarebbe quello di essere etichettato da Big G come spammer.
teliad, in ogni caso, prende chiaramente le distanze da raccolte di link e link farm, il cui obiettivo principale risiede unicamente nell’innalzamento indiscriminato e a breve termine del grado di visibilità presso i motori di ricerca. Al contrario, teliad consiglia di dare il giusto peso a criteri come la qualità, il content e la rilevanza del contenuto.

Carbonite, innovativo servizio di Backup online: intervista a David Orban

A fronte dei due comunicati dove si parla dell’acquisizione di Mozy da parte di EMC e dell’esclusiva italiana di Questar con Carbonite mi sono sentito in dovere di intervistare David Orban, CEO di Questar, per cercare di fornire indicazioni a possibili utilizzatori italiani di questi servizi di Backup online.

D: David quali sono, a tuo modo di vedere, i pro del nuovo servizio?

R: Carbonite è un servizio di backup trasparente e automatico, che per un costo annuo molto basso di €49.90 iva inclusa, permette di effettuare le copie di riserva dei file sul proprio pc, senza limitazioni di dimensione… 5GB, 10GB, 100GB che sia il disco del PC.
Le procedure di ripristino, sullo stesso PC iniziale oppure su uno nuovo, sono altrettanto facili e immediate. Queste sono in fondo le più importanti! Infatti, non mi interessa che i miei file siano al sicuro: voglio potervi accedere quando mi servono, quando li ho persi dagli archivi locali. Non è il backup che conta, ma il ripristino! :)

D: Carbonite quali sistemi operativi è in grado al momento di supportare e quali i piani di sviluppo in questa direzione?

R: Al momento è disponibile la versione per Microsoft Windows e la versione Macintosh entrerà nella fase di test entro un mese.

D: Domanda più cattivella: i server sono solo ed esclusivamente quelli di Carbonite?
Sono previste altre possibilità?

R: Il sistema è rivolto al consumatore finale non specialista che non vuole e non saprebbe nemmeno gestire i server per i backup. I dati risiedono sui server di Carbonite, con un grado di protezione elevatissimo, sia in fase di backup, che di immagazzinamento, che di ripristino.

D: Spiegami bene il significato di questo punto e le garanzie che Carbonite può fornire al cliente.

Le procedure di Carbonite per la gestione dei dati, dalla cifratura del traffico, alla crittografia dei dati, alle verifiche di accesso fisico al data center sono estremamente approfondite. Carbonite oggi gestisce diversi miliardi di file, con uno storage che supera il petabyte e un tasso di crescita mensile cumulativo che va a due cifre!
I clienti del servizio sono molto soddisfatti, proprio per la sua affidabilità unita alla sua semplicità.

Grazie David Orban
Carbonite offre la possibilità di provare il servizio gratuitamente per 15 giorni

Gabetti: una chiaccherata con Matteo Penzo

Dopo aver seguito e pubblicato alcuni annunci di Gabetti mi ha fatto molto piacere poter scambiare quattro chiacchere (in effetti una chat skype) con Matteo Penzo.

D: I media hanno pompato fino a ieri SL ora iniziano a dire sta scoppiando la bolla, le aziende scappano e Gabetti?
R: Sai già (avendolo pubblicato sul blog) che abbiamo aperto delle posizioni come Agente immobiliare virtuale; questa operazione fa il paio (e supporta) un business plan Settembre-Dicembre MOLTO aggressivo (rilasceremo il 24 Settembre una nuova isola residenziale). Quindi: investimenti da parte del Gruppo Gabetti in aumento. Ti segnalo poi che per noi Luglio e’ stato il mese a maggior fatturato inworld nel periodo Marzo-Luglio. Dati che mi sembrano in netto contrasto con quanto comunicato in questo periodo dai media. La mia personalissima opinione è che le aziende che sono uscite ora da SL probabilmente avrebbero dovuto pianificare meglio la loro strategia di virtual business.

D: Non mi dire che l’attività SL di Gabetti è già in positivo?
R: Assolutamente; tieni però presente che il nostro è stato un ingresso inworld MOLTO accorto (la fase di analisi è durata da Luglio a novembre dello scorso anno) e ogni mossa è stata pianificata con cura. Proprio per questo abbiamo deciso per un progetto pilota che ci permettesse di valutare attentamente le potenzialità del mezzo. Pensa che il budget erogato ai bright five ad inizio progetto (250000 L$) non è praticamente MAI stato toccato in quanto sono riusciti ad autosostentarti con business che generava nuovo business.

Q: I risultati ad oggi ottenuti oltre a quelli finanziari?
R: Corretto riposizionamento del brand con una fortissima connotazione di innovation.
Creazione di un profondo know-how all’interno dell’azienda su tematiche virtual business.
Innovazione dei processi di vendita real world (l’isola che lanceremo a Settembre, Myrsine, è una replica di un cantiere RL che proprio il 24/9 vedrà i primi mezzi al lavoro) che verrà utilizzato sia per fare business virtuale che per permettere, ai clienti RL, visite immersive agli immobili (che saranno pronti nel 2009). Generazione di attenzione estera verso il marchio Gabetti (chi mai se lo sarebbe aspettato un articolo sul Washington Post e su CNN Money?)

Ho espresso il mio dubbio che probabilmente per il progetto … Google Earth era forse una soluzione più indicata.

Q: programmi a medio lungo termine
R: al momento riesco ad arrivare a fine anno. Attiveremo una serie di sperimentazioni, i cui risultati ci diranno come proseguire col progetto.
1) massiccia forza vendita inworld = crescita tendente a lineare del fatturato?
2) replica di immobili reali = miglior posizionamento del prodotto sul mercato? Queste sono le due domande fondanti a cui vogliamo dare risposta.

Q: al momento il tutto è in mano a tecnici, marketing, …?
R: in realtà direi che tutte le attività commerciali sono in mano alle due ragazze che capitaneranno le attività commerciali su SL, di cui una è un agente immobiliare, l’altra lavora per Human Resources & Organization. Il mio (IT) è un ruolo di strategia e supervisione e il marketing funge da supporto. Sono insomma rappresentati un po’ tutte le anime dell’azienda.

Ho fatto i miei complimenti a Marco!
Mi è sembrata la prima azienda italiana con idee chiare sull’utilizzo almeno a medio termine di Second Life.
Mi ripropongo di risentirlo a breve!

SLnn.it: intervista a Luca Maria Spoldi

Un nuovo portale su Second Life!
Non erano già troppi?
Inoltre il dominio SLnn.it forse è un po’ troppo simile al famoso SLnn.com ;)

Stranamente questi due aspetti negativi mi hanno fatto venire voglia di intervistare l’ideatore (Luca Maria Spoldi) e di sentire le sue motivazioni.

D Perché hai sentito il bisogno di aprire SLnn.it?
R Mi è parso che non esistesse ancora una comunità di utenti che spettegolasse o commentasse i fatti di SL come se fosse (e in effetti è per certi versi) un mondo reale.
Vedevo solo articoli stile La Repubblica o Il Corriere su quanto è bello e quanto cresce il gioco virtuale della Linden Lab.
Io invece volevo qualcosa sentito da dentro e infatti racconto in parte la mia vita, il mio gioco di ruolo, ma anche gli avvenimenti a cui mi capita di assistere.
SLnn.it è basato sulle opinioni personali e soggettive di chi scrive.
Da SLnn.it deve emergere l’aspetto emotivo ed esperienziale.

D Sicuramente questa è una parte ancora poco esplorata di SL e di sicuro interesse. Su SLnn.it ho travato qualcosa di ancora oltre: The dark side of SL.
Puoi approfondire questo punto?
R: Il dark side, il lato oscuro di Second Life, ma direi meglio di ognuno di noi, è sempre stato poco trattato.
A parte qualche crociata, sacrosanta, contro pedofilia e sfruttamento della prostituzione, in poco si sono chiesti quali possano essere le fantasie oscure di coloro che entrano in Second Life.
Io anzichè demonizzare, stigmatizzare o giudicare, vorrei tentare di capire.
E parto di me e del mio rapporto D/s (Dominazione/sottomissione) con una signora irlandese, Zeta Bellow, che dopo essere stata mia amica per varie settimane gradualmente ha accettato di provare a descrivere questa esperienza dal di dentro.
E’ nato così, per curiosità e voglia di fare un minimo di chiarezza, My name is Zeta Bellow – diario di una slave, appuntamento quotidiano sul lato oscuro di SL.
Spero possa servire ai tanti, troppi, che in questa oscurità vedono solo il male e non sembrano capire che SL è anche questo, un luogo in cui sperimentare le proprie fantasie sapendo di poterlo fare in modo sicuro e consensuale, purchè si sappia cosa si sta facendo e con chi, come cerchiamo di spiegare nel diario partendo anche da esperienze molto poco piacevoli che Zeta ebbe all’inizio della sua vita in SL.
Inoltre spesso il lato oscuro fa emergere, con l’intensificarsi della conoscenza e del rapporto tra i giocatori, le storie personali, le sofferenze, i disagi fisici o psicologici di chi sta dall’altro capo della linea, dietro l’avatar così bellino ed eternamente giovane.
Abbiamo conosciuto in SL (io, Zeta, mia moglie Nunzia Mayo) tante persone in apparenza normali che poi rivelavano sofferenze o disagi insospettati che ci hanno fatto capire come ci siano tanti talenti diversi in SL e come la diversità, se gli dai un giusto spazio, anche virtuale, possa essere fonte di ricchezza.

Luca ti auguro che SLnn.it ottenga un ottimo successo e mi piacerebbe risentirti tra qualche mese per conoscere nel dettaglio i lati esempi concreti dei lati più oscuri di SL!

In un mondo vettoriale sarà semplice leggere?

2L ITALIA WORLD - Port Chase (83,172,22)2L Italia World è stato il primo magazine italiano su Second Life in Second Life!
Pochi giorni fa è uscito il secondo numero.
La mia curiosità  è tanta: uscirà anche il terzo, il quarto, …
Per questa ragione li ho contattati ed ho chiesto di fare quattro chiacchere.

D: Il numero uno avrà fatto il botto, complimenti per essere stati i primi! Chi vi ha intervistato, recensito?
R: Abbiamo avuto una recensione a caldo da Zambardino (penso Vittorio Zambardino il coordinatore editoriale di Repubblica.it e responsabile dei progetti multimediali). Pezzi su La Stampa.it, Rai.it, Il Riformista, una valanga di blog.

D: Il numero due?
R: E’ uscito ieri, è stato un parto leggermente più elaborato perché la notorietà del primo implicava dovessimo tenere il livello alto e nello stesso tempo accogliere e filtrare le proposte di collaborazione. Il primo numero aveva 30 pagine, il secondo 46.

D: E’ veramente leggibile un “giornale” in SL?
R: La tua domanda ha a che fare con i limiti tecnici di SL ed insieme con i limiti tecnici di qualsiasi prodotto editoriale “letto” allo schermo di un pc o di un qualsiasi altro display. In internet grazie al pdf, documenti ben fatti, si riescono a leggere bene. Molte persone però preferiscono ancora stampare i documenti più lunghi.
In SL (il regno del vettoriale) le cose peggiorano, come avrai notato sfogliando il giornale. Tutti scontano il fatto che su HUD le pagine vengono piazzate sotto forma di jpg (nel regno del vettoriale bisogna leggere da jpeg!) ed il jpg o altri formati grafici non consentono una lettura agevolissima, salvo con dimensione dei font molto elevate.
Finché SL non si svilupperà ulteriormente i prodotti su HUD saranno utilizzati per farsi una prima idea, per sfogliare esattamente come ti capita di sfogliare un libro o una rivista prima dell’acquisto, poi c’è il momento dell’acquisto e cioé il pdf. La mia è una metafora il nostro magazine è freepress.

2L ITALIA WORLD: la rivista SLD: Avete i dati sui lettori SL e Internet per poterli raffrontare?
R: E’ evidente che la dieta mediatica dei nostri lettori è alquanto variata e soprattutto usa il web come base di partenza. Dalla metà del mese di maggio ad oggi, data di esordio della prima testata italiana in Second Life, abbiamo registrato 34.980 download tra versione integrale (da sola 24.115) e quella di anteprima (10.865). Su SL circa 1500 hud scaricati nel primo numero.
1500/34.980.

Altre considerazioni a ruota libera:

La First Life e la Second Life sono complementari ed incluse tutte nella Real Life, questa la mia visione. Noi abbiamo scelto la linea editoriale di essere ponte tra le due dimensioni del reale.
Il nostro è un prodotto che cerca di porsi su più target di livello medio e medio alto ed alfabetizzati informaticamente sebbene non dei geek.
Persone con attenzione alla socialità, ai temi impegnati etc.
Non facciamo una rivista bensì un magazine, nel senso che scriviamo pezzi da cronisti non da analisti. Abbiamo “riscoperto” un modo di lavorare diverso, direi dal sapore antico: andarsene sul campo, “a piedi”, bussando porte e nello stesso tempo verificando in una dimensione dove però domina il verisimile e quindi con rischi e fatica maggiori.

Convergenza sembra sia la parola d’ordine di 2L Italia World ed un uccellino mi ha detto che potrebbe esserci a breve un’uscita cartacea RL!

ilGiornale.it: intervista ad Andrea Pontini

Andrea Pontini è il responsabile del recentissimo progetto Second Life di ilGiornale.it (il primo giornale italiano presente in SL).
Appena riceuto il comunicato stampa ho capito l’importanza del progetto in business tradizionali come i quotidiani ed ho chiesto la possibilità di un’intervista.
La disponibilità è stata massima e dopo un disguido iniziale RL (il numero di telefono comunicato era errato) ho telefonato ad Andrea Pontini.
L’approccio è stato molto disponibile ed aperto.
Da entrambe le parti sembrava un amarcord:
io con il mio tormentone SL = internet di 15 anni fa,
Pontini che paragonava l’euforia del progetto SL alla sua new economy (fondatore di Soldionline.it). Sembra che il progetto dato per abbandonato sia poi riemenso e portato a compimento grazie a giovani esperti SL trovati casualmente e buone birre ghiacciate per combattere il caldo opprimente ;)

Entrati in configenza mi sono permesso di avvisare di non trasformare questo importante ed innovativo progetto in un’ennesima isola desolata.
Andrea in tono di piacevole sfida mi ha detto “risentiamoci tra un mese”, io l’accetto e conto di risentirlo ogni mese in tutto il 2007!

C’è bisogno di un po’ di aria nuova, soprattutto nei settori legati alle competenze informatiche, in questa Italia e chissà se possa essere proprio ilGiornale.it ad iniziare questo faticoso cammino.

Intervista a David Orban su Storage & Backup


Oggi intervistiamo David Orban, fondatore e Amministratore Delegato di Questar. Appassionato di tecnologia è attento osservatore degli scenari tecnologici internazionali e partecipa attivamente all’evoluzione delle opportunità che il mondo del software e quello online offrono.
Questar commercializza Acronis

David cosa ne pensi del nuovo progetto Storage & Backup (S&B)?
E’ un’area strategicamente di un’importanza enorme.
Ci sono aspetti che non solo il pubblico ma nemmeno gli specialisti colgono.
Per esempio:

  • ci sono indicazioni che il crollo del Dow Jones sia dovuto non tanto alla Cina, ma ad un backup che entrava in linea in ritardo
  • il trasporto sulle reti a fibra ottica è veloce, ma lo sneaker-net ancora lo è di più. Una lumaca che trascina dei DVD da una scrivania all’altra batte tutte le reti di trasporto esistenti.
  • un’azienda che usa i computer e che dopo una mancanza di continuità (incendio, alluvione, rete elettrica, ecc.) perde i dati senza riuscire a ripristinarli entro 24 ore ha statisticamente una probabilità di fallire entro un anno superiore al 50%

Questo elenco di spunti rappresenta solo una piccola illustrazione di come il mondo digitale abbia permeato la società in cui viviamo.
Tutti noi ci siamo evoluti in un mondo che ci ha abituato a considerare le cose più importanti affidabili e permanenti.
Nel digitale non è sempre così ed è per questo che l’accesso affidabile e la gestione dei backup è uno dei fondamenti dello sviluppo anche futuro dell’informatica.

David, grazie per le tue analisi sempre puntuali.
Spero tu voglia a breve fornirci altri spunti di riflessione!