veneto.to e non veneto.it: perché?

Veneto.to è il portale ufficiale della Regione Veneto.
L’ho scoperto la prima volta in un cartellone in autostrada ed ho pensato:
molto strano, stai a vedere che veneto.it era già stato occupato.
Oggi navigandolo ho scoperto che veneto.it appartiene alla regione Veneto anche se www.veneto.it sembra non esistere. Il sito istituzionale della regione veneto è www.regione.veneto.it.
Domanda: perché veneto.to?
Se non si poteva usare www.veneto.it e www.veneto.com era impegnato perché non yourVeneto.it o …?
Alcuni punti:

  1. Veneto.to sembrerebbe il sito votato al turismo della Regione Veneto (il Veneto è una regione votata al turismo). Domanda: turismo soprattutto italiano o internazionale? E se internazionale soprattutto tedesco o mondiale (e quindi per lo più di lingua inglese)?
  2. Veneto non è certo lo Toscana (Tuscany) a livello di brand internazionale
  3. Se si voleva, con una strategia a medio lungo termine, far sapere agli stranieri che il Veneto è:
    1. in Italia
    2. che nel Veneto ci sono Venezia (Venice), le ville Palladiane, Verona, il lago di Garda, le Dolomiti, Cortina, il delta del Po, …

    perché non si è utilizzato veneto.it?

  4. .to è il dominio di Tonga. Forse gli stranieri non impareranno mai che il Veneto è in Italia ma magari potrebbero imparare che è a Tonga.
  5. E per gli italiani? Che il Veneto sia ora sotto TOrino? Sono tornati i Sabaudi?
    Peggio veneto.toh! con relativo segno dell’ombrello.

12 Replies to “veneto.to e non veneto.it: perché?”

  1. Forse noi veneti ne abbiamo le tasche piene dell’Italia e cerchiamo in tutti i modi di distinguerci nella speranza di separarci?

  2. Allora perché non utilizzare veneto.ve?
    Almeno VE potrebbe stare per Venezia (anche se in teoria sarebbe Venezuela) 😉

  3. Il suffisso .to è utilizzato per i siti di turismo (“to” da tourism)
    ne fanno uso anche altre regioni, ad esempio il trentino

  4. Forse a voi veneti vi fa male Bossi e la sua filosofia, però quando è estate e come se venite a rompere il cazzo al sud perchè c’è un tempo migliore e altrettanti posti belli che normalmente non potete vedere se rimanere sopra il confine del Po.

    Aho diamoci una svegliata, siamo lo zimbello dell’Europa con sti pensieri del 700. E’ ora di crescre, per Diana!

  5. @Giorgio, ne fanno uso altre regioni italiane? Non mi stupisce allora che ci piglino per il culo anche nel frangente Internet dandoci degli incompetenti.
    Prima il portale Italia.it rifatto per tre volte, poi un suffisso del tonga per inventarsi una gerarchia all’italiana.

    Ma a sti signori, qualcuno ha detto che al Nic hanno riservato i domini di terzo livello per le regioni? E ci voleva tanto a fare un dominio di 4 livello tipo http://www.turismo.veneto.it? Più corretto, sicuramente italiano, con tutto lo spirito del caso.

    Se mi trovi una nazione straniera che fa lo stesso, forse poso ritrattare su quanto ho scritto, nel mentre mi viene da pensare che qualcuno nel tonga si busca la mazzetta, visto e considerato che un dominio tongalese (si dice così?) costa solo 400$ all’anno contro il costo zero a cui potevano avere la soluzione sopra.

    E poi ci lamentiamo della spesa pubblica e cose del genere. Ma ci credo io che abbiamo il PIL più disastrato del mondo!

  6. Beh, per chi non lo sapesse “veneto.it” è un dominio web riservato.
    Così come TUTTE le altre regioni col dominio .it sono domini registrati a livello nazionale dagli enti preposti.
    Provate a scrivere “lombardia.it” o “campania.it”!
    Vi diranno che non esistono (perché non utilizzabili per normativa nazionale) quindi perché insistete solo sul Veneto?

    Altri domini (tipo turismo.veneto.it od omologhi) erano già registrati da persone/organizzazioni non meglio identificate. Proprio http://www.turismo.veneto.it come si può ben vedere non sa CHI lo gestisce, con quali obiettivi e soprattutto gli ultimi aggiornamenti risalgono al 2007! Complimenti!
    Si vede chiaramente come gli obiettivi di questi portali siano semplicemente occupare i domini più papabili.

    A questo punto, invece di sterili critiche sull’url o sui domini we, perché non criticarlo sui contenuti e i servizi che dà?
    Come sempre, ci si ferma alla forma….

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