Google Maps verso il 3D


Le funzionalità di Google Maps si stanno sempre più avvicinando a quelle di Google Earth.
Oltre al leggere i kml ora Google Maps si sta avvicinando al 3D.
Se inizialmente, come nell’immagine sottostante estratta dalla piantina di New York, erano comparse le prime piante degli edifici 3D
New York pianta edifici 3D
ora si iniziano a vedere i primi edifici (grattacieli) 3D come nell’immagine sottostante tratta dalla piantina di San Francisco!
San Francisco grattacieli 3D

New York e il traffico


In un precedente post avevo riportato l’annuncio di Google di introdurre in Google Maps (soprattutto a New York) sulla mappa anche i possibili problemi legati alla viabilità.
Sembra che a new York si sia rivelato un successo ed ecco un mashup ancora più dettagliato
Real Time Transportation Status.

E’ veramente un servizio incredibile!

Sono presenti le condizioni del traffico, i lavori in corso, gli incidenti, le strettoie e le immagini provenienti da webcam aggiornate ogni 5 minuti!

Real Time Transportation Status
Chissà quando arriveranno in Italia questi servizi!
Pensate che Milano, Roma, Napoli o le autostrade tutte non ne abbiano bisogno?

Il vecchio e il nuovo

Ogni tanto provo ad immaginare Rovigo pre Corso del Popolo, prima che l’Adigetto venisse ricoperto.
Non è facile.
Oggi Corso del Popolo è un’autostrada che attraversa Rovigo con qualche palazzo storico ben restaurato e molti palazzoni anni 60-70 (quello sottostante è il più alto con i suoi 10 piani).

L’unico vero scorcio in grado di farti ritornare alla vecchia Rovigo che si affacciava sull’Adigetto è forse questo rudere.
Speriamo non l’abbattano mai o non lo ristrutturino alterando quello che oggi riesce ancora a trasmettere!

FantaRovigo


E’ qualche anno che a Rovigo si vedono turisti italiani e non girovagare per il centro.
L’immancabile macchiana fotografica e lo sguardo alto che scruta in cerca di particolari nascosti.
Cosa attrae questi turisti?
Non certo La Rotonda o la Pinacoteca, non certo la cucina o la natura.
No!
Uno splendido immenso murales del maestro veneziano Emilio Vedova!

Poi purtroppo riapro gli occhi!

Entro le mura: via Boscolo.

Google BigTable Project


Il progetto “BigTable” è partito nel 2004. Nel 2005 erano operative 100 celle utilizzate nella quotidiana attività di numerosi servizi on-line: Google Print, My Search History, Orkut, Google Maps, Google Earth, Blogger… e naturalmente nel crawling e nell’indicizzazione delle pagine web. La più grande di queste celle era in grado di gestire 200 terabyte di dati ottenuti dall’interazione asincrona di migliaia di server.

Jeffrey Dean (Jeff Dean), Google Fellow nel Systems Infrastructure Group dei GoogleLabs, apre le porte al dietro le quinte del progetto BigTable mettendo a nudo le possibilità del Google content storage system.

Quando? Era l’autunno del 2005.

L’occasione? La sua relazione all’Università di Washington.

Si parte da qui: Google utilizza un database commerciale ottimizzato per lo storage e il backup dei dati? Certo che no! Perché?

  1. La quantità dei dati da gestire è troppa, anche per il migliore dei database commerciali;
  2. Si punta all’ottimizzazione delle risorse, in primo luogo economiche: i costi elevati per ottimizzare un’applicazione commerciale sono incompatibili sia con la politica del “low incremental cost” dell’azienda, che con i risultati ottenibili dall’ “upgrade” del prodotto.

Allora qual’è l’approccio di Google alla BigTable?

Intanto occorre capire le esigenze dell’azienda. Google ha bisogno di un sistema che:

  • permetta di accedere in modo asicrono ai dati in qualsiasi momento.
  • offra garanzie di updating continuato.
  • possa gestire milioni di operazioni al secondo.
  • garantisca un’ottima performance per interazioni di dati one-to-one e one-to-many.
  • sia in grado di gestire le informazioni sui contenuti di una pagina web, ottenute dall’azione di più crawl.

Detto questo, Jeff Dean passa ad illustrare le caratteristiche della BigTable:

  • generare mappe multi-livello;
  • persistenza e tolleranza degli errori;
  • scalabilità nella gestione di migliaia di server, dei terabyte di dati, dei petabyte (questa non l’avevo mai sentita!) necessari per l’immagazzinamento dei dati, di un efficente scanning (per secondo) di milioni di letture/scritture;
  • gestione dei server dinamica e automatizzata;
  • adattabilità dei server in situazioni sbilanciate.

Fin qui i primi dieci minuti della relazione. Dura un’ora e la vale tutta! Postata su Google Video dallo stesso Jeff Dean… il 18 Ottobre 2005.

Vi ripropongo il link: BigTable: A Distribuded Structured Storage System.

Un anno dopo, sempre dai Googlelabs

Jeff Dean torna a parlare di BigTable nel Novembre 2006. Ai servizi on-line che utilizzano le celle si aggiunge Google Finance, assente nell’elenco 2005 fornito dal Google Fellow. Nel PDF della relazione si prende ad esempio CNN.com per spiegare in che modo Google si lavora il contenuto di una pagina web. Si parla di API, Table Location, implementazioni, Table Assigment, Table Serving, compattazione dei dati, caching, compressioni, filtri etc.

Oltre a Jeff Dean, le altre menti del BigTable Project, così come elencate nel paper del 2006: Fay Chang, Sanjay Ghemawat, Wilson C. Hsieh, Deborah A. Wallach, Mike Burrows, Tushar Chandra, Andrew Fikes, and Robert E. Gruber.

Congetture e leggende metropolitane

Nessuno può dare risposte ad un progetto che da solo rappresenta il core business di un’azienda, se non in base a quanto letto e riportato dai comunicati e le relazioni ufficiali dell’azienda stessa. Così mi immedesimo nella parte del “congetturologo” e del “legendhunter“, un pò per gioco e un pò per curiosità e tiro giù le mie opinioni a riguardo.

Nessuno potrà mai convincermi che Jeff Dean e compagni abbiano messo davvero a nudo la BigTable. Ne hanno fornito una lettura generalistica ad uso e consumo delle Pr. Interessante chiedersi verso chi fossero rivolte: azionisti (forse, no…), investitori (probabile che si), web agency, clienti, webmaster in generale (nemmeno la considero come possibilità), enti governativi e associazioni in difesa di… (forse…)? Ma si uscirebbe fuori dal contesto. Così, salto di palo in frasca e ritorno alla “congetturologia su BigTable“.

La BigTable è un’unica grande tabella di dati? Così l’avevano pensata Jeff Dean e “Fellow associati” ma, dati e fatti alla mano sembra più un insieme di gruppi di celle ognuna con le proprie priorità e funzionalità.

Nella BigTable i dati sono archiviati tutti allo stesso modo? Si parte da una pagina web, si prende il contenuto, si etichetta e si assegna alle tabelle… così per il timestamps delle foto… così per una cella o singoli gruppi di celle. Non per tutte le celle.

La BigTable è strutturata in modo tale da tener conto di tutti i brevetti Google creati per l’indicizzazione di contenuti web? La BigTable è Il DataBase Ufficiale e Non Commerciale di Google. Le celle sono settate per caricare dati dai server secondo specifiche utilità. Se si pensa ad una cella come ad un singolo database, va da sé considerare che singole celle o gruppi di celle sono organizzate per rispondere a priorità diverse e per lavorare insieme ad un fine comune.

Anche la BigTable ha un limite? A leggere quello che disse Eric Schmidt nell’Aprile 2006 pare di si. Ma si riferiva alla BigTable o all’hardware su cui poggiava la Grande Tavola? Ma il probelma c’era davvero? Strano che un CEO allerti il Mercato dicendo che se continua così “crolleranno baracca e burattini“. Che differenza c’è tra rumors e dichiarazione ufficiale? Tra frasi come “afferma il CEO di…” e “ho dichiarato che…“?

Basta! La “congetturologia” è troppo complicata!

C’era una volta MySQL

Torno ad un fatto e chiudo il post: A Googly MySQL Cluster Talk – 28 Aprile 2006, postato da Google engEDU. Maggiori informazioni sulla definizione di Cluster? Ce n’è per tutti i gusti!

Di Alessandro Mirri per Storage-Backup.com

Politica e video


I video, soprattutto se virali, hanno una forza d’urto spaventosa.
Le aziende se ne sono rese conto da qualche anno e le pubblicità sono cambiate completamente.

In politica si stanno muovendo i primi passi e soprattutto non viene ancora sfruttato come veicolo pubblicitario ma come veicolo di satira.

Guardate i primi due filmati, molto simpatici, ma soprattutto il terzo rappresenta la nuova frontiera.



Domenica a Chieri

La ridente Chieri (TO) mi accoglie dopo anni di lontanza con grosse novità!
Imponenti cartelli, forse retaggio delle olimpiadi invernali, che enunciano pomposamente:
centro arte tessile
città di storia e d’arte
comune fiorito
Io avrei aggiunto città delle rotatorie (tranne dove, arrivando dall’autostrada, mi sembrava vi fosse vera necessità ovvero al semaforo del Murè).

Sembra che la ridente Chieri abbia problemi ben più seri.
Sono mesi che non piove e già i contadini ed i telegiornali parlano di siccità, desertificazione, …
Per fortuna che sono partito da Rovigo con la pioggia ed ora l’ho portata anche a Chieri. Piove grosso così.

Domenica 25 marzo 2007 ore 16.00.
Tiro fuori dal portafoglio un biglietto da visita con 4 numeri telefonici di 10 anni fa. Telefono a Nino. Ci siamo visti l’ultima volta al mio matrimonio a Rovigo (10/1/1998), era testimone.
“Nino? Sono Rodry” (Fabrizio con la panda azzurra targata Rovigo, Fabrizio da Rovigo, Rodrigo, Rodri, Rodry per dargli un tocco in più).
Fa finta di aver capito ma sento il cervello lavorare a mille.
Finalmente, “ciao Rodry!”
“Riusciamo a trovarci?”
“Vieni alle 18.00 al palazzetto a vedere la pallavolo. Siamo là. Chiedi del grande PHILY.”
“La palestra vicino alla piscina?”
“No il palazzetto alle Maddalene.”
“Cercherò di venire”.

Ore 18.00.
Continua a piovere così (spero che almeno i contadini mi ringrazino).
Ora sono in macchina vicino al palazzetto.
Nino poteva avvisarmi che forse era meglio parcheggiare a Chieri e venire a piedi.
Di parcheggio neanche l’ombra.
Riesco a trovare un buco a qualche km di distanza e sotto la pioggia battente arrivo al palazzetto.
In biglietteria chiedo di Filippo.
Arriva il grande PHILY.
Capisco subito dai suoi occhi sgranati, nessuno l’ha avvisato (fino a pochi istanti prima avrà pensato ma chi può essere quel rompi…. che mi fa perdere l’inizio partita).
“Rodry! Potevi dirmelo prima!”
“Ma io l’ho detto a Nino”.
“Potevi dirmelo prima che ti procuravo un biglietto”.
Capisco e tiro fuori il portafoglio. PHILY non può vedermi ed in biglietteria molto comprensivi mi danno un biglietto omaggio.
Il grande PHILY è tornato Fili e non riesce a darsi pace “potevi dirmelo prima”.
Entriamo nel palazzetto: il tifo alle stelle, la partita è iniziata ed iniziata bene per il Chieri.
Arriviamo in tribuna e Fili dice a Nino “Nino ma potevi avvisarmi di Rodry”.
Nino si gira verso Dome “ma io l’ho detto a Dome”.
Dome si gira “ma …”
I soliti piciu della staciu ora in tribuna VIP.
(nda piciu della staciu nel senso di stupidoni che si ritrovavano nel bar, se esiste ancora, davanti alla stazione, se esiste ancora visto che si trattava di uno di quesi famosi rami secchi delle FS).
Pacche, abbracci. Un bel gruppetto: Nino, Nanni, Sergio, Dome, Fili e ora Rodry.
Soliti commenti del tipo “potevi farti vedere anche prima”.
So che due figlie piccole ed una in arrivo non sono una scusante sufficiente quindi appena mi chiedono cosa faccio la butto sul ridere rispondendo che lavoro da casa in pigiama e pantofole.
“Ho cercato più volte di venire a Chieri ma la pantofola risucchia!”
Capiscono e annuiscono.
Il primo set è vinto!
Poi vengo a sapere del secondo grosso problema di Chieri: le ragazze della pallavolo (A1) possono rischiare la retrocessione.
Ho portato la pioggia ora esagero e dichiaro “ragazzi io ho famiglia e parenti che mi aspettano.
3 a 0 o vado!”
Nonostante un inizio terzo set dove la difesa chierese aveva spento la luce, facendo temere il peggio, 3 a 0 fu!
Ora la pallavolo Chieri è matematicamente salva!

Chieresi tutti, se vi serve ancora il mio intervento non fate passare altre dieci anni ma almeno chiamatemi per una finale di coppa internazionale o campionato!

Fabrizio Pivari (per i chieresi Rodri)

P.S. Come già detto a Fili fate una versione della mitica felpa CHIERI per l’esportazione!
Io ne suggerisco una con davanti scritto CHI, dietro ERI e sulle maniche due grossi punti interrogativi!!

Esperimento OKNOtizie


Prendete lo stesso articolo e pubblicatelo in due siti diversi.
Dategli due titoli diversi uno più serio e descrittivo uno un po’ meno serio e più trash.
Fatto?
Anche noi.
Ora pubblicateli su OKNOtizie

I titoli scelti per il nostro articolo sono In onore di Ugo Tognazzi (grazie Vigorsol) e Tributo a “il petomane” del grande Ugo: grazie Vigorsol!

Pensate che uno dei due (o entrambi) sia riuscito ad entrare in Le più popolari?
Se si quale?

Questo non è un trucco per aggirare OKNOtizie ma un esperimento che vi dovrebbe far capire l’importanza di un titolo per il successo di un post!
Inoltre usate sempre OKNOtizie come palestra anche per la ricerca di strategie vincenti!