La sigaretta delle 21.00
Ho iniziato a fumare tardi, avevo già venti anni.
Ho iniziato a fumare per piacere ed ho sempre fumato per piacere un'unica sigaretta al giorno, quella delle 21.00.
Finito di cenare, mi prendevo il tempo necessario e con un rituale costruito negli anni mi assaporavo la mia sigaretta giornaliera.
Ero un vizioso gaudente.
Ma le cose erano destinate a cambiare.
Anche se era diventato impossibile fumare nei ristoranti non era questo il vero problema.
Le ultime ragazze con cui uscivo sembravano tutte iscritte a qualche associazione di militanti armati contro il fumo: il fumo nuoce gravemente alla salute, il fumo uccide, il fumo passivo non è da meno.
Non aveva alcun senso cercare di spiegare che ne fumo una sola al giorno, che ero disposto a fumarla da solo all'aria aperta guardando le stelle, che la salute è mia.
L'unica soluzione possibile era sempre stato trovare una nuova ragazza.
Ma questo non fu possible con Lucia.
Lucia era Lucia, era quella giusta.
Mi aveva aggirato dicendomi frasi come: "te ne fumi solo una al giorno, per te non è una droga, puoi smettere quando vuoi", "con la tua forza di volontà smettere sarà una sciocchezza".
Per farla felice, visto che avevo una grandissima forza di volontà, decisi di smettere il primo giorno del 2000.
Fu facilissimo, non fumai per più di un mese, ma quando arrivavano le 21.00 al pensiero del piacere di una fumata iniziavo a mangiarmi le unghie fino a far sanguinare le dita e non mi addormentavo se non dopo essermi intontito con i peggiori film in bianco e nero che la tv nazionale propina alle ore piccole.
Sebbene la mia forza di volontà fosse immensa mi resi conto che non potevo continuare così.
Mi ricordai di Antonio, fin da ragazzo detto la ciminiera, più di tre pacchetti di MS al giorno.
L'avevo incontrato mesi fa e non solo durante il nostro incontro non aveva fumato, ma mi aveva rivelato di essere riuscito a smettere da un giorno all'altro seguendo un metodo personalissimo.
Disperato andai a trovare Antonio, ma sebbene orgoglioso del suo metodo era restio a rivelarlo. Dopo numerose insistenze disse: "non parlarne con nessuno e non dire che te l'ho detto io. Sono sicuro che non ci crederai e ti metterai a ridere, ma con me ha funzionato e funziona".
"Ogni volta che mi viene la voglia di fumare una sigaretta mi succhio un PIP" (la mitica caramella del fumatore).
"Molto meglio quelle vendute sfuse."
Le PIP sfuse sono rarissime, ma passando a tappeto tutti i bar, le panetterie e le drogherie meno conosciute della zona riuscii a fare incetta di una discreta quantità.
E devo dire che il metodo diede i risultati attesi.
Dopo le 21.00 non solo non avevo più fumato ma mi mangiavo molto meno le unghie, guardavo molto meno i programmi della notte e riuscivo sempre ad addormentarmi e fare sonni tranquilli con la centesima PIP della serata sotto la lingua.
Incontrai casualmente Carlo, per tutti smog.
Nessuno aveva mai avuto il coraggio di invitarlo a casa od in macchina, ma tutti sapevano dove trovarlo: al Bar Centrale e se era presente o meno. Per tutti il se c'era Carlo il Bar Centrale diveniva il Bar Londra.
Carlo era terrorizzato dall'idea di finire le Goluase, aveva pacchetti ovunque ed Andrea, il proprietario del Bar Centrale (Bar Londra), era obbligato a tenerne sempre un cartone di scorta in magazzino.
Nessuno sapeva quante ne fumasse al giorno, neanche lui, ma nessuno l'aveva mai visto non fumare
Immaginate lo stupore quando incontrai Carlo senza sigaretta.
Non ebbi bisogno di chiederglielo, la prima cosa che mi disse orgoglioso fu: "ho smesso di fumare, il fumo è un modo di introdurre nicotina nel corpo, ma asfalta i polmoni. Basta comprare i cerotti in farmacia per continuare ad introdurre nicotina nel corpo e sentirsi come se si fumasse. Poi piano piano ridurre la quantità di nicotina per disintossicarsi".
Perché non ci ho pensato prima!
Ho iniziato con i cerotti piccolissimi per fumatori sotto le 5 sigarette giornaliere.
Devo dire che anche questo metodo ha funzionato subito.
Dopo le 21.00 non ho più fumato, ho quasi smesso di mangiarmi le unghie, guardo la televisione solo fino all'una, non mangio più di venti PIP al giorno ma il numero dei cerotti è passato a tre (di quelli grossi).
Tre, numero perfetto, triangolo, Trinità, ...
A proposito di triangolo, metto sempre i tre maxi cerotti a triangolo sul petto.
Non sono completamente sicuro che questo metodo rappresenti la risoluzione definitiva al mio problema ma mi sono già informato su orecchini, bracciali e altri metodi sicuri.
E Lucia?
Erano mesi che non la vedevo più poi ieri mi sono seduto nei tavolini in piazza del Bar Centrale. Lucia, con la sua amica del cuore si è seduta vicino. Penso che non mi abbia riconosciuto. In effetti avevo tutti i capelli lunghi e arruffati quando di solito li portavo corti e con la riga laterale, la barba lunga e incolta e grossi occhiali da sole neri.
Sento Lucia dire alla sua amica: "volevo molto bene a Fabrizio, con i suoi pregi e i suoi difetti. Le sue manie mi erano simpatiche come quel suo modo di fumare quell'unica dopo cena.
Ma ora, ma ora è diventata un'ossessione e sembra uno psicopatico!"
Fabrizio Pivari fabrizio@pivari.com


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