Sono da temere più le malattie legate al sesso o al ciberbullismo

La parola d’ordine in questi ultimi anni sembra essere cyberbullismo (all’italiana dovrebbe essere ciberbullismo come cibernetica) e ci siamo dimenticati delle malattie legate al sesso.
Purtroppo c’è un vero boom: sifilide, gonorrea, Chlamydia e Aids.
Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ogni anno l’impatto di quattro malattie sessualmente trasmissibili (Mst), tra le più diffuse, corrisponde a 498,9 milioni di nuovi casi. Questo vuol dire che nel mondo oltre un milione e mezzo di persone ogni giorno si ammala per una Mst, mentre la gonorrea ha visto quasi raddoppiare i casi in Europa tra il 2008 al 2013. In Italia, secondo l’Istituto Superiore di Sanità, negli ultimi anni i casi di Mst sono aumentati, passando dai circa 3500 del 2006 ai circa 6500 del 2013.

Ipocriti sessuali? considerazioni sul sesso nella nostra società

La morte è stata rimossa dalla nostra società. Ogni giorno sentiamo e compiangiamo uccisioni e morti sempre più cruenti ma nella propria vita raramente capita di stare vicino ad un moribondo.
E per il sesso?  Sebbene si pratichi sesso quasi senza inibizioni, considerando ogni sperimentazione sessuale lecita se consenziente, e sebbene si sia attorniati da provocazioni sessuali (la pubblicità attinge continuamente nel vedo-non vedo sempre più esplicito) le rappresentazioni dei sessi sono escluse dalla vita quotidiana.
Se si pensa che nel lontano passato la rappresentazione di falli, seni ed organi genitali femminili erano comunissimi e in oggetti di uso comune in tutte le case (nella fotografia penso una brocca romana forse per versare vino a forma di fallo cavalcato visibile nel museo archeologico di Adria), oggi siamo forse dei finti progressisti inibiti di moralismo, degli ipocriti sessuali?