Il cibo e i sensi

Noi italiani abbiamo un legame speciale con il cibo.
Non è limitato alla nostra generazione o a quella dei nostri figli ma soprattutto a quella dei nostri padri e dei nostri nonni, nonostante avessero vissuto periodi di estrema povertà (le due guerre mondiali).
Nei loro ricordi, più che nei nostri, vi sono sensazioni forti legate al cibo della loro infanzia.
Il ricordo di profumi/aromi particolari, le sensazioni la prima volta che assaggiarono …
Le feste del mondo contadino, in effetti feste di ringraziamento del cibo.

Io ho 3 nitidi ricordi da cittadino che a volte andava a trovare i parenti in campagna:

  • la vendemmia: quando ancora nel trevigiano vi erano rossi coltivati a pergolato
  • l’uccisione del maiale: il suo correre e urlare nell’aia. Appeso, sgozzato, lavato, tagliato, macinato ed insaccato
  • l’aroma di bagna cauda ad almeno 500-1000 metri dal ristorante, nella frizzante aria invernale piemontese

Poi altri ricordi legati al mondo agreste: il pane e vin, l’entrare in cantina con il mosto che fermenta, l’entrare in stalla per mungere, i profumi che arrivavano dalla cucina dalla stufa economica a legna della zia, …

I 5 sensi erano tutti coinvolti in eventi che ti preparavano al cibo e mentre lo degustavi.
Spesso aromi e gusti intensi, non certo delicati.
Spesso aromi e gusti dei cibi sono legati alla fase della loro produzione ed alla produzione dei loro ingredienti.

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