Il mainframe è morto? NO, dopo 50 anni è vivo e vegeto!

Riporto alcuni passi dell’indagine Il Mainframe nella Digital Enterprise (analisi NetConsulting commissionata da CA Technologies su un campione di aziende con organico compreso tra i 5000 e i 10000 dipendenti che utilizzano IBM System z)

Negli ultimi anni, il mercato italiano del mainframe ha registrato una crescita continua. A fine 2013 il totale dei MIPS (Million Instructions Per Second) sulle piattaforme System z e precedenti ha superato la cifra di 1,2 milioni, con un sostanziale raddoppio della base installata dal 2007 e una crescita su base annua del 10,7%.

L’affidabilità del mainframe continua a essere associata alla criticità delle applicazioni che vi risiedono in misura esclusiva o prevalente. Nel 50% delle aziende intervistate, la totalità delle applicazioni aziendali che richiedono un’elevata potenza elaborativa risiede sul mainframe. La stessa percentuale vede sul mainframe una presenza prevalente di applicazioni che gestiscono grandi quantità di dati. Per l’83% delle aziende interpellate, le applicazioni critiche e le applicazioni che gestiscono processi di back end risiedono in misura prevalente o esclusiva sulla stessa piattaforma. Conseguentemente, si registra anche una crescita dei patrimoni di dati aziendali che risiedono su mainframe: la quota conservata sulle grandi piattaforme di elaborazione passa infatti dal 55% del 2008 al 60% del 2014.

Nella percezione dei CIO italiani, conta soprattutto il fatto che il mainframe debba mantenere il suo ruolo anche in futuro. Il 79,1% del campione, con una predominanza pari all‘85,7% nel settore finanziario, riconosce che il mainframe continuerà a essere strategico all’interno delle rispettive organizzazioni.

Proprio per questo motivo, al primo posto tra i piani evolutivi relativi alla piattaforma mainframe all’interno dei sistemi informativi dell’87% delle aziende intervistate spicca la maggiore integrazione che la piattaforma avrà con ambienti Web e con ambienti distribuiti. In ottica di maggiore integrazione con gli ultimi paradigmi dell’informatica distribuita, i piani evolutivi del 62,5% del campione interpellato evidenziano come prioritaria anche la necessità di una parziale riscrittura di applicazioni che, soprattutto nel settore bancario, risultano molto datate.

Dall’indagine emergono tuttavia anche alcune aree di criticità. La prima riguarda la scarsa disponibilità di competenze e figure tecniche rivolte alla gestione e allo sviluppo in ambiente mainframe, dovute anche alle carenze a livello accademico e formativo. Il 64% degli interessati dichiara di voler affrontare questo problema potenziando i programmi di formazione interna; solo una minoranza dei casi intende ricorrere a fornitori esterni (27%) o all’outsourcing del mainframe (9%). Tra le aree da migliorare le aziende interpellate citano inoltre costi fissi elevati, scarsa integrazione applicativa con altri ambienti e TCO più elevato.

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