Internet vista da Umberto Eco

Interessante che salti fuori oggi 2015 un dibattito su internet grazie ad Umberto Eco quando esiste da 25-30 anni anche in Italia.
Interessante che si dica che dà diritto di parola a legioni di imbecilli (che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività, se penso alle dittature forse …) Ora questi imbecilli hanno lo stesso diritto di parola dei Premi Nobel. Il diritto di parola dovrebbe essere per tutti, poi per fortuna c’è un diritto di ascolto che permette di definire alcuni imbecilli e altri Nobel.

Se internet per me e per Eco non è un problema, abbiamo gli strumenti necessari per estrapolare quello che ci interessa in effetti il vero problema è:
insegnare ai ragazzi come filtrare le informazioni Internet

La cosa interessante è che i ragazzi pur essendo always on raramente utilizzano internet come un giornale, o come un fumetto, o come una enciclopedia o come un qualsiasi media di informazione e di arricchimento.
WHATSUP con gli amici, musica youtube, fotografie, siti a luci rosse e nei casi più avanzati social media.
Forse questa è la vera nostra colpa non insegnare internet ai nostri ragazzi per potenziare i loro hobby, le loro passioni ma permettere che si autogestiscano su quello che a loro, nella loro comunità, in quegli anni sembra importante.

Always Off!

12 Replies to “Internet vista da Umberto Eco”

  1. anonimo commenta: Ci sono nuovi modi di comunicare e nuove forme di conoscenza, ad esempio whatsApp si scrive con la “App” sinonimo di applicazioni software specifiche per telefono mobile in grado di collegarsi ad internet e non con la “up”, si tratta di applicazioni appositamente progettate per facilitare l’esperienza visiva e l’interazione dell’utente, sono certo che ne il redattore di questo articolo ne Eco conoscono questa importante differenza.. Portiamo rispetto, evitiamo gli insulti, i giovani hanno molto da imparare, i meno giovani anche.

  2. mia risposta: whatsup e whatsdown 😉
    Anonimo: vedo che ti sei soffermato sugli spunti che contano!

  3. betabyp: Ciao pivari….forse i ragazzi amano divertirsi e non amano fare gli aziendalisti.

  4. i ragazzi sono ragazzi, il problema, se c’è, è solo dovuto ai genitori, agli adulti.
    Nel pensare che un ragazzo non possa vivere senza smartphone, pad, always on ed in ogni caso che se non si comprano gli ultimi modelli avranno una vita futura non “all’altezza”

  5. betabyp: Però converrai con me che è la società consumistica e capitalista che ha portato le persone ad essere dei portafogli viventi sempre aggiornati sul pezzo.Oggi se non sei alla moda stai fuori dal gruppo…..un po come accadeva annai fa su oknotizie…e tu dovresti ricordarlo ^___^

  6. Infatti questo è il vero problema. Sono padre di 3 figlie senza smartphone, “emarginate” dai compagni. E’ sempre successo nel passato, mai con la tecnologia. E l’utilizzo non corretto della tecnologia può essere “devastante”. Lo smartphone non dovrebbe essere uno status symbol ma uno strumento di crescita e formazione.

  7. anonimo: Quindi tu sei un padre che vieta la crescita e la formazione alle tue 3 figlie. Gia’ ci pensano i compagni ad emarginarle e tu rincari la dose.

  8. No, io non compro loro gli smartphone ma appena arrivano a casa hanno a disposizione un portatile, connessione ad internet ed il supporto mio e di mia moglie in caso di bisogno. Hanno un utente skype, un loro blog e la loro email.

  9. betabyp: pivari, non entro nelle tue decisioni, però ti chiedo: le tue figlie come hanno preso questa cosa?…capisco che ci vuole un freno, però così si rischia di restare isolati, e lo so che è sbagliato….però le cose stanno così e non si possono cambiare perchè la moda, le tendenze, hanno la loro influenza sulla massa, e ti risucchiano nel loro vortice consumistico.

  10. Non è moda o tendenza. Moda e tendenza sono avere l’ultimo modello di telefono o pc o tablet. Avere un telefonino, un tablet è sintomo di stare al passo coi tempi, migliorare la vita, conoscere il mondo anche se virtualmente, sapere cosa succede nel mondo, essere informati.
    La conoscenza, la scoperta del mondo, delle opinioni altrui è migliorare la propria persona; è anche questo l’uso della tecnologia.

  11. non è facile dire no alle mode soprattutto quando si è adolescenti e quando è imposto ma si stanno rendendo conto che è un finto problema. Che chi possiede la tecnologia non significa che la sappia utilizzare, anzi. Che i “veri amici” non sono i like e che quando vanno a giocare “fisicamente” è meglio che ore di whatsUP

  12. Anonimo, sicuramente sei un bravo tecnico, quasi sicuramente non hai figli e non sei un nativo digitale. Per un genitore la tecnologia è semplice: appena il figlio inizia a piangere gli dai lo smartphone e gli fai fare il giochino o guardare il film di cartoni animati. Se lo usi così quando ha 3-4 anni, perché non dovresti darglielo quando ne ha 6?

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