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Rotary: quale il modello giusto?

Il Rotary in Italia sta cambiando ma non è semplice identificare il giusto modello di club che risulti attrattivo anche per soci nuovi e soci giovani.

In Italia lo scopo dei club spesso sembrano le conviviali dove amichevolmente a cena si ascoltano importanti relatori e ci si conosce tra soci ed invitati dei soci. Spesso i caminetti, che dovrebbero essere i momenti operativi, non sono molto frequentati.

In alcuni stati esteri dove ho avuto la fortuna di essere ospitato, spesso non esistono le conviviali e i relatori oppure sono eventi rarissimi ed importantissimi. I ritrovi sono solo tra soci e sono frequentatissimi.

I due modelli/approcci hanno vantaggi e svantaggi interessanti.

Dove alla base c’è solo il ritrovo tra soci, le rette annue sono bassissime, c’è vera selezione tra i soci e c’è obbligo di frequenza. Ovvero non c’è una retta elevata che potrebbe bloccare i giovani, i soci non sono molti, ben selezionati, obbligati a partecipare previa esclusione, gli incontri sono operativi e lo scopo è di diventare una intellighenzia locale, in grado super partes di influenzare scelte e politiche. La liquidità necessaria non viene attinta dalle rette ma recuperata esternamente in base alle necessità dei vari progetti.

L’approccio italiano è invece meno operativo e più famigliare. Spesso vengono coinvolti consorti e amici. I progetti spesso non vengono costruiti contribuendo a progetti terzi a volte anche senza influenzarli. La liquidità per i progetti è dovuta a soci poco presenti.

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