Le tre tentazioni del diavolo: ricchezza, potere, supereroi

Rileggendo il vangelo di Luca delle tre tentazioni del diavolo in ottica contemporanea a me sembra che la prima (il riuscire a trasformare una pietra in pane) possa essere identificata nella ricchezza, la seconda (ti darò tutti i regni della terra) nella potere e la terza (gettati gli angeli ti custodiranno) nel diventare un super-uomo, un dio, nella volontà di onnipotenza.

I film attuali, i videogiochi, …, specchio della società attuale, sono questo: ricchezza, potere, supereroi.

La mia foto sta facendo la differenza!

Ricevo un’email d Google Maps dal titolo La tua foto sta facendo la differenza.

“Curioso come una scimmia” la apro. Bellissima, 60000 visualizzazioni, ma …
l’ho scattata io? e soprattutto dov’ero?

Poi vedo il Po vicino e mi sovviene che un anno fa ero stato per la prima volta, per una gara di Irene, a Casale Monferrato ed avevo scattato fotografie “un po’ a tutto”.

1.788.227 in totale il numero di tutte le visualizzazioni ad oggi delle mie fotografie.

La filastrocca sulla sindrome di Down di Bruno Tognolini su radio 3

Ho acceso la radio, ovviamente su radio 3. Casualmente ho sentito Bruno Tognolini introdurre e leggere una sua filastrocca sulla sindrome di Down (Filastrocca di ciò che non sei).

Non lo conoscevo, mi sono commosso.

Una mamma mi ha chiesto una filastrocca per il suo figlio che andava alle medie, per aiutarla a dirgli che forse lì sarebbe stato trattato in modo diverso, perché è diverso, perché ha la sindrome di Down. Era spaventata, povera anima. Io non son riuscito a scriverla per lui, l’ho scritta per lei. Ne è stata felice.

Italia e Cina: le nazioni con il maggior numero di siti Patrimonio dell’umanità Unesco

Ho appena scoperto in Cina in Italia che:
Italia e Cina sono i Paesi al mondo con il maggior numero di siti dichiarati Patrimonio dell’umanità dall’Unesco. Il Belpaese svetta con 54 siti inseriti nell’elenco, ma il Paese di Mezzo segue a distanza ravvicinata con 53. Una situazione che nel giro di poco tempo potrebbe essere ribaltata. Considerando, infatti, l’ultimo quinquennio, la Cina è riuscita a far inserire nella lista otto nuove località, mentre l’Italia si è fermata a cinque.

Se un software dovesse scegliere chi non salvare (sacrificare)?

Immaginiamo una macchina autoguidata che debba scegliere, perché non vi sono alternative, chi sacrificare.
Ad esempio rischiare un frontale mettendo a repentaglio i passeggeri di entrambi i mezzi, investire i pedoni in mezzo alla strada o schivare e investire le biciclette con relativi ciclisti a destra?
E’ solo un esempio ma sicuramente succederà e con criteri da noi impostati il software (prima che diventi intelligenza artificiale reale) sceglierà.

Numero minore di possibili vittime?
In caso di numero uguale, età e/o valore del totale delle singole vittime?
Ad es. tra un nonno ed un bambino? E nel caso di nonno e bambino e di una giovane coppia?

Dovremmo girare con RFID che indicano il nostro valore in modo tale di agevolare il software in queste decisioni?

Mobile: 26% del tempo in gaming

Di seguito una sintesi tratta dal report Ericsson sul mondo del gaming
Il boom del gaming da dispositivi mobile guida la crescita del settore dei videogiochi, al punto che il 26% delle ore spese da mobile è destinato al gaming. Anche le abitudini di gioco sono in evoluzione: non si gioca più solamente su PC o console, ma anche su smartphone e tablet, particolarmente apprezzati soprattutto per giocare mentre ci si sposta. Secondo il report entro il 2023 il 54% degli intervistati giocherà dal proprio smartphone (percentuale che scende al 37% per quanto riguarda i tablet, al 39% per le console e al 46% per i PC).
Per quanto riguarda i momenti e i luoghi in cui gli utenti preferiscono giocare, casa propria durante le ore serali (43%) o notturne (47%) rimane ancora il posto preferito, a cui si affiancano però altre occasioni di gioco, come il tempo trascorso sui mezzi di trasporto per i pendolari (21%), la scuola o l’ufficio (16%), in ristoranti o bar (14%) o a casa di amici (13%).
Chi pensa che i videogiochi siano ancora solo per ragazzi molto giovani dovrà ricredersi: i teenager, infatti, percepiscono il gaming come un’attività per passare il tempo; chi invece ritiene che il gaming sia un’attività molto importante nella vita quotidiana sono gli utenti nella fascia di età che va dai 25 ai 34 anni.
La Realtà Virtuale è la “next big thing” nel mondo del gaming, grazie alla possibilità di vivere un’esperienza di gioco immersiva a 360 gradi. La mancanza di visori di alta qualità a prezzi accessibili unita alla mancanza di validi titoli di videogiochi VR sta però limitando la diffusione della VR in questo ambito. Anche la Realtà Aumentata potrà beneficiare della disponibilità di giochi più immersivi e di visori più economici con una maggiore durata delle batterie. Soprattutto, per il 32% degli intervistati la reale spinta per l’uso dell’AR arriverà quando non sarà più necessario dover tenere in mano un tablet o uno smartphone per giocare. Infine, gli intervistati apprezzerebbero la possibilità di poter avere a disposizione gli oggetti virtuali creati con un videogioco al termine della sessione di gioco. Il 5G, garantendo latenze prossime allo zero, altissima affidabilità della connessione anche in movimento e maggiori capacità e velocità, promette di dare un forte impulso all’utilizzo di VR e AR nell’industria del gaming.

Uno sguardo alla Vigilanza privata visto dalla parte delle forze dell’ordine

La Vigilanza privata e tutto il suo comparto di appartenenza è un settore in continua crescita e sviluppo, propriamente per i servizi di sicurezza che sono sempre più necessari e di utilità, sia nel pubblico che nel privato.

In questo contesto, le forze dell’ordine, polizia e carabinieri, come potrebbero valutare l’impiego di Guardie giurate e addetti alla Sicurezza durante lo svolgimento dei servizi di Vigilanza?

Probabilmente gli agenti di polizia potrebbero considerare il settore della sicurezza e Vigilanza privata, utile in alcuni degli aspetti del lavoro che necessita svolgere e necessario in alcuni casi specifici . Detto questo, la mancanza di “appetito” nel settore della sicurezza privata assumerebbe un ruolo maggiore , qualora ci fosse, nel sostenere o lavorare in collaborazione con le forze dell’ordine, soprattutto dove ciò equivarrebbe a compiti di “polizia” che potrebbero essere svolti dagli addetti degli Istituti di Vigilanza, direttamente nello spazio pubblico.

Mansioni classiche degli addetti alla sicurezza del settore Vigilanza privata

  • Di solito la Vigilanza privata svolge un ruolo secondario nella protezione del pubblico
  • Gli addetti alla sicurezza dovrebbero agire come se fossero gli occhi e le orecchie della polizia
  • Favoriscono la sicurezza privata sostenendo eventi privati, avendo il ruolo di controllo degli accessi, dei biglietti all’ingresso, piuttosto che svolgere vere e proprie attività di polizia
  • I reparti di sicurezza impiegati presso le aziende sono considerati importanti per aiutare la polizia nel loro lavoro, probabilmente molto meno per i responsabili della sicurezza
  • In ambito prettamente informatico, solitamente sono i principali responsabili della protezione da frodi e cybercriminalità, mentre esulano dai compiti di indagine sui crimini digitali

Possibilità di sviluppo delle attività della Vigilanza privata

  • Maggiore collaborazione tra le forze dell’ordine ed i servizi di vigilanza privata in un lavoro collaborativo senza che vi siano inutili e controproducenti limitazioni
  • Limitare i punti di criticità delle aziende nel fornire informazioni alla vigilanza, essendo maggiormente impegnati a condividere le notizie di rilevanza con gli addetti ai servizi
  • Un maggiore impegno degli addetti alla sicurezza privata nel condividere le informazioni con le imprese
  • Delegare maggiormente e conferire maggiori poteri ai servizi di vigilanza privata in caso vi sia la necessità ed investire maggiori risorse nella forza in opera per consentire una risposta a determinati tipi di criminalità, in modo determinato e positivo

Probabilmente allo stato attuale delle cose, è chiaro che la vigilanza privata è una parte essenziale della protezione pubblica, ma non è strategicamente “imbrigliata” e il suo potenziale è sottostimato e non è nell’interesse di nessuno per continuare.

A questo punto sarebbe veramente necessario condurre uno studio per vedere in quale direzione dovrebbe andare il settore della vigilanza, quali sono gli ostacoli al progresso e suggerire i modi in cui può svilupparsi.