Padova, urbs picta patrimonio UNESCO?

Riuscirà Padova, urbs picta, la Padova dei Carraresi dai magnifici affreschi trecenteschi tra cui spicca la Cappella degli Scrovegni di Giotto ad essere riconosciuta patrimonio dell’umanità UNESCO?
Questi gli affreschi presi in considerazione:

  • Cappella degli Scrovegni (Giotto)
  • Chiesa dei SS Filippo e Giacomo agli Eremitani (Guariento, Giusto de’ Menabuoi, Altichiero da Zevio)
  • Palazzo della Ragione (Giotto [perduto[], Nicolò Miretto, Stefano da Ferrara, Antonio di Pietro)
  • Cappella della Reggia Carrarese (Guariento)
  • Battistero della Cattedrale (Giusto de’ Menabuoi)
  • Basilica e Convento del Santo (Giotto, Altichiero da Zevio, Jacopo Avanzi, Giusto de’ Menabuoi)
  • Oratorio di San Giorgio (Altichiero da Zevio, Jacopo da Verona)
  • San Michele (Jacopo da Verona)

Tecnologia e Arte: non solo immersiva ma “semplicemente” luce

Mi occupo da quasi trent’anni di tecnologia e dell’aspetto legato alla comunicazione internet.
Sono un amante dell’arte e condivido l’affermazione l’arte precede la scienza (attribuita a Giacomo Ciamician).
Ho avuto la fortuna di collaborare con il MuViG (museo del Benvenuto Tisi da Garofalo) il primo museo italiano nel settore dell’arte interamente tecnologico e monografico.
Forse per una deformazione da tecnico se penso ad un connubio tecnologia-arte penso immediatamente ad una tecnologia immersiva, 3d, che ricostruisca un passato introducendo le opere d’arte.
La conferenza stampa di oggi mi ha aperto gli occhi su diverse modalità nel rapporto tecnologie e arte.
Ad esempio una gestione ottimale della luce porta alla creazione di nuovi termini come restauro percettivo

Questa la descrizione della nuova illuminazione della Cappella degli Scrovegni con gli affreschi di Giotto (iGuzzini):
Il nuovo sistema di illuminazione IoT consente di realizzare un’operazione di “restauro percettivo” grazie all’integrazione di apparecchi a LED, sensori ambientali e applicazioni software su protocollo internet. Nella prima fase, i sensori, progettati ad hoc per la Cappella, misureranno le variazioni della luce naturale; i dati raccolti permetteranno quindi di attivare, nella seconda fase, attraverso uno specifico algoritmo evoluto, un sistema dinamico di luce intelligente, in grado di adattare la luce artificiale al modificarsi delle condizioni ambientali e apportare benefici di natura visiva e conservativa. La luce artificiale interagirà quindi dinamicamente con la luce naturale e si autoregolerà in temperatura colore e intensità fino al raggiungimento dei valori necessari a consentire sempre la migliore percezione possibile delle opere.

Mario Botta vs Orlando Veronese

La chiesa della Commenda di Rovigo è una chiesa strana, soprattutto all’interno.
Dell’architetto Orlando Veronese da un senso di vuoto, il mattone trionfa e slancia verso l’alto.
Se si guarda attentamente tutto è curato nei minimi dettagli ed anche i mattoni, non sono utilizzati in modo tradizionale ma ricercato, cercando di creare ornamenti.
Da non architetto, mi vengono in mente alcuni edifici di Mario Botta.

I primi 90 giorni in un nuovo posto di lavoro sono cruciali per determinare il successo

Questo comunicato stampa di Hays mi è piaciuto moltissimo e lo riporto pari-pari.

I primi 90 giorni in un nuovo posto di lavoro sono cruciali per determinare il successo di un professionista e, molto spesso, hanno molte più analogie con i 90 minuti di un incontro calcistico di quanto si possa pensare. Hays, leader nel recruitment specializzato, con il supporto del suo partner, il Manchester City, spiega che cosa possono imparare dal calcio i professionisti che iniziano una nuova avventura lavorativa. E come è possibile fare davvero la differenza nei primi 3 mesi di lavoro.

Nei primi 90 giorni di lavoro, i neo assunti devono dare prova della loro abilità, dimostrando di avere potenziale utile per la compagnia e di essere in grado di “giocare” in squadra. Un po’ come i calciatori che devono dare il meglio di sé in soli 90 minuti. Inoltre, in questo lasso di tempo, devono essere preparati a ricevere feedback e ad agire di conseguenza.
“La partnership con il Manchester City ci ha fatto capire a fondo il mondo del calcio e ci ha permesso di individuare numerose analogie tra il mondo del lavoro e quello del calcio professionistico” – afferma Carlos Manuel Soave, Managing Director di Hays Italia.

LA PREPARAZIONE È FONDAMENTALE
“Fare ricerche sull’azienda per cui si sta per cominciare a lavorare e assicurarsi di avere compreso mission e valori aziendali è un must per capire che cosa aspettarsi – afferma Soave -. In più, la sera prima del grande giorno, è auspicabile preparare il proprio abbigliamento e mappare l’itinerario che si intende percorrere, così da poter arrivare al lavoro con svariati minuti di anticipo. Fondamentale, infine, il riposo: non c’è nulla di più utile di una buona notte di sonno”.
“Prima di una partita, la preparazione è la chiave per il successo – afferma Fernandinho il centrocampista del Manchester City -. Ogni piccolo dettaglio è importante: dal mangiare il cibo giusto, al dormire bene fino ad un corretto riscaldamento”.

DIMENTICARE I PRECONCETTI
“Indipendentemente dal fatto che le esperienze lavorative siano state positive o negative, due posti di lavoro non sono mai uguali, perciò è bene liberarsi dei preconcetti che potrebbero influenzare i nostri primi giorni nel nuovo ruolo – continua Soave di Hays. – Bisogna mantenere una mente aperta e vivere i primi 90 giorni come un nuovo inizio”.
“Prima di una nuova partita è importante concentrarsi su che cosa ci aspetta e assumere un atteggiamento il più aperto possibile – secondo Steph Houghton, capitano della squadra femminile Manchester City -. Le tattiche difensive e gli allenamenti della squadra avversaria sono in continua evoluzione e potrebbero sorprenderci e destabilizzarci. Avvicinarsi ad ogni partita, lasciando in panchina i pregiudizi, è indispensabile per imparare qualcosa di nuovo”.

LA PRIMA IMPRESSIONE CONTA
“Le prime impressioni contano, soprattutto se si vuole dare una buona immagine di sé – continua Soave di Hays. – Sentirsi nervosi il primo giorno è assolutamente naturale, ma si può migliorare la propria autostima assumendo una buona postura e salutando i nuovi colleghi con un sorriso. Importantissimo stabilire un contatto visivo con le persone che diventeranno i nostri futuri compagni di lavoro”.
“Quando si cammina sul campo, la sensazione è di avere addosso gli occhi di tutto il mondo – commenta David Silva del Manchester City. – È importante tenere alta la testa e non lasciare che il nervosismo abbia la meglio”.

COSTRUIRE UNA SQUADRA DI SUPPORTO
“Conoscere i nuovi colleghi e costruire con loro un rapporto professionale è essenziale per far decollare le proprie prestazioni lavorative – prosegue Soave -. All’inizio è bene iniziare a conoscere coloro che ci lavorano vicino o i colleghi con cui si passa la maggior parte del tempo: questi saranno insostituibili risorse che ci aiuteranno ad orientarci e a conseguire i primi traguardi lavorativi”.

CELEBRARE I PRIMI SUCCESSI, SENZA COMPIACERSI TROPPO
“Festeggiate le vittorie! – afferma Soave -. Lasciate che lo slancio e l’euforia vi motivino e aiutino a raggiungere traguardi sempre più ambiziosi. Attenzione però a non diventare troppo compiaciuti”.
“Spesso capita che un compagno di squadra vada subito a rete, ed è giusto celebrarlo e fare festa insieme a lui – gli fa eco Kevin De Bryune del Manchester City. – Tuttavia non bisogna lasciarsi prendere troppo dall’euforia del momento: attenzione e determinazione devono sempre rimanere ai massimi livelli. L’obiettivo ultimo è quello di continuare a giocare con il massimo impegno, senza adagiarsi sugli allori, cercando di segnare il maggior numero di gol: perché quello che potrebbe accadere per il resto della partita, molto spesso, è del tutto imprevedibile”.

IDENTIFICARE LE OPPORTUNITÀ MANCATE E GLI ERRORI
Secondo Soave “qualche fallimento o insuccesso è da mettere in conto nei primi 90 giorni di lavoro. Bisogna però essere preparati a risalire in sella dopo una caduta, imparando dai propri errori”.
“Durante una partita, si commettono errori e si perdono opportunità: delle battute d’arresto sono fisiologiche – afferma il capitano di Manchester City, Vincent Kompany -. Quando capita, è importante non lasciarsi demoralizzare e rimanere concentrati e sicuri di sé per ritrovare il proprio equilibrio. Se il compito vi sembra troppo difficile, colleghi e compagni di squadra possono essere un valido supporto”.

FERMARSI E RIFLETTERE
Nei primi 90 giorni di lavoro è importante fermarsi e riflettere sulla propria esperienza – continua Soave -. C’è qualcosa che potremmo fare meglio? Stiamo dando il massimo? Abbiamo avuto modo di fare la conoscenza di tutti i colleghi? Queste sono solo alcune delle domande che dobbiamo porci, senza dimenticare di chiedere aiuto e supporto al nostro superiore”.
“Ogni partita ci dà la possibilità di imparare, sviluppare e aggiustare la nostra tattica – commenta il centrocampista del Manchester City, Ilkay Gundogan -. Tra primo e secondo tempo la squadra si riunisce per riflettere e analizzare la performance sportiva, cercando di individuare quali possono essere le aree di miglioramento”.

PIANIFICARE LE PROSSIME MOSSE
“Una volta trascorsi i primi 90 giorni – conclude Soave – è tempo di pensare ai possibili sviluppi della propria carriera. Vanno ponderate numerose variabili: mi piace lavorare qui? Come sono i rapporti con i colleghi? Questa azienda mi può offrire quello che cerco e mi sosterrà nella mia crescita professionale? Avrò modo di sviluppare il mio set di competenze? Se la risposta a tutte queste domande è sì, allora è bene sedersi con il proprio capo per individuare insieme fin dove si vuole arrivare e come raggiungere questi obiettivi”.

Il peggior cuoco del mondo vs chef stellati

Il giornale ha fatto un post Il peggiore cuoco del mondo ha più fan dei grandi chef.
Sinceramente non mi interessa se chef Ruffi è reale e nemmeno se ha più like dell’onnipresente Massimo Bottura.
Penso però sia un segnale. Tutti vorrebbero diventare grandi chef poi come è giusto che sia mangiano cibi surgelati e comprano hamburger e pizze da asporto.
La cucina italiana è sempre stata famosa per essere una cucina popolare di qualità e spesso un fast-food di qualità.
Pensiamo semplicemente al panino, alla pasta (secca), alla frittata.

Le mie figlie a scuola sono le uniche a portarsi il panino da casa. Il panino si compra a scuola, non c’è tempo di prepararlo o meglio si comprano gli snack (spesso patatine).
A casa quando la pasta non è già pronta surgelata, spesso si usano anche sughi pronti e spesso al pomodoro o pesto (tempo di preparazione pochi minuti).
E la frittata? E’ sparita da tutte le tavole!

Il merito di chef Ruffi è quel di aver fatto capire che le persone a casa devono riuscire a preparare in pochi muniti piatti validi.

P.S. Pane e formaggio è comunque da sempre uno dei piatti base dei nostri contadini (e non solo) e sinceramente quando il pane e il formaggio sono buoni magari con un bicchiere di vino …

Ho finito e consiglio il libro Il Condominio di Ballard

Questa estate ho comprato tre libri di fantascienza. Casualmente di tre autori inglese. Ho finito Solar di Ian McEwan. Strano considerarlo un romanzo di fantascienza, valido, senza mai essere entusiasmante.
Il condominio di James Graham Ballard è invece una perla rara. Anche questo non è semplice consideralo di fantascienza. Una sorta dell’anti uomo scientifico che invece che tendere al progresso tende a ridiventare animale.
Il grattacielo aveva creato una nuova tipologia sociale, una personalità fredda e antiemozionale, insensibile alle pressioni psicologiche della vita di condominio, con esigenze minimali in fatto di privacy e capace di prosperare, come una macchina di nuova generazione, nell’atmosfera neutra.
Il terzo Accelerando di Charles Stross non è solo di fantascienza ma è di super fantascienza e così evoluta che non sono ancora riuscito a finirlo, non sono ancora riuscito ad orientarmi, a capire chi sono i protagonisti, se sono in un mondo reale o virtuale, se sono nel tempo.
Ne riparlerò.

Tencent vs Facebook

Chi non conosce Facebook, il re dei social, con i suoi numeri da capogiro grazie a Facebook (2 miliardi a giugno), WhatsApp (1,2 miliardi a febbraio) , Instagram (0,7 ad aprile) e Messanger (1,2 ad aprile)?

Chi non conosce Tencent?
Tencent?
Il re dei social cinese con i suoi numeri da capogiro grazie a WeChat, QQ e Qzone.
WeChat, QQ e Qzone?

Riporto alcune informazioni da Wikipedia EN
In May 2017, Tencent’s market value grew to USD$343 billion (HK$2.64 trillion), shortly after surpassing Wells Fargo to enter the world’s top 10 most valuable companies.
In August 2017, Tencent’s market value rose to USD$409.50 billion. It also became the second Asian company after Alibaba Group to surpass USD$400 billion market cap.

La pasta americana-giapponese

Il Montana è uno stato degli US. In Italia spesso non viene in mente e le mie figlie pensavano che carne Montana fosse un brand quasi per dire carne di montagna.
Oggi ho scoperto pasta Montana e subito mi sono chiesto è legata a carne Montana?
No, però non si tratta nemmeno di un brand 100% US infatti è di Nippon Flour Mills quindi una pasta nippo giapponese.

La vera scoperta è arrivata guardando i prodotti commercializzati.
Il 90% pasta secca di formati italiani come mi aspettavo.
Ho però scoperto una sezione Noodles & Ribbons così descritta:
Based on standards of identity, a “Noodle” must contain 5.5 percent egg solids. We produce various sizes of egg noodle, as well as the same shapes without egg, called “Ribbons”.

Due domande mi sono subito venute in mente:

  1. noodle & ribbons solo giapponesi o anche cinesi?
  2. nessun pastificio “vero italiano” ha mai pensato a tali tipologie di prodotto?

Da “per sempre” a “usa e getta”

In pochi anni siamo passati da una società dove qualsiasi cosa era “per sempre” a “usa e getta“.
Certo niente è per sempre ma il modo di acquistare e utilizzare era così.
Tutto veniva acquistato “per sempre”: la penna (stilografica), l’orologio, i vestiti, la macchina, la casa, …
Oggi invece è tutto “usa e getta“.
Anche il concetto di casa sta cambiando e la casa delle vacanze oggi è semplicemente per il periodo in cui la uso (così non mi vincola).
Passando da “per sempre” a “usa e getta” è cambiato anche il concetto di proprietà.
Non è più importante che sia mio o mio per sempre. E’ importante che lo possa utilizzare o mio in quel preciso periodo.