Difesa dei professori ignoranti

Andando controcorrente cercherò di difendere i professori ignoranti.
I genitori e gli studenti hanno grosse pretese nei confronti dei docenti.
Quella non spiega niente, quello legge solo dai suoi appunti, ne so più io, se non sa insegnare cambi lavoro, …
Capisco il punto di vista degli studenti, ero anch’io così fino al punto di prendere in giro un assistente durante la lezione.
Non riesco però a capire il punto di vista dei genitori (ora che sono genitore).
I genitori mediamente lavorano e se lavorano dovrebbero conoscere gli ambienti lavorativi.
Negli ambienti lavorativi ci sono solo geni? Perché in un ambiente scolastico, che è un ambiente lavorativo come tutti gli altri, vi dovrebbero essere solo docenti Einstein?
Ovviamente tutto dipende da cosa ci si attende come obiettivo finale di un percorso scolastico.
Se l’obiettivo finale di un percorso scolastico è nozionistico licenziate tutti i professori ignoranti!
Ma se l’obiettivo finale di un percorso scolastico è insegnare la vita, sfornare persone autosufficienti premiate tutti i professori ignoranti!

Immaginate una scuola dove gli insegnanti siano tutti super preparatissimi e che insegnino ai vostri figli tutto. Insegnino così bene che è sufficiente quello che si impara a scuola.
Quando sarà finito quel ciclo scolastico sarete genitori contenti?

4 Replies to “Difesa dei professori ignoranti”

  1. Un professore non deve essere ignorante bensì preparato. Brutale a dirsi, lo so! Tuttavia bisogna ricordare che oggi in tutte le professioni si esige massima serietà ed una buona dose di professionalità. La lode al professore ignorante non serve a nulla. Il buon esempio parte proprio dal personale docente. Bisogna capire che oggi non conta più sfornare unicamente persone autosufficienti. Oggi il docente deve essere preparato al massimo dal momento che anche l’insegnamento è un lavoro come un altro e deve essere ben svolto . Di conseguenza, se si esige nelle altre professioni alacrità ed impegno pena il licenziamento o, nel migliore dei casi il biasimo, tale forza di volontà deve essere esatta anche nel campo della scuola. D’altro canto è ora di togliere quella mefitica abitudine del corpo docente all’autoreferenza. Sarebbe d’uopo introdurre un organo supervisore indipendente in grado di giudicare docenti e studenti. Ah… dimenticavo anche gli studenti ed i genitori devono chiedersi se hanno scelto il giusto indirizzo scolastico e, reperire tutte le informazioni per evitare gli insuccessi. Per concludere, citando D’Annunzio: “Chi ha molto sofferto, poco ha imparato” ,posso affermare: “Siano benemeriti i professori intelligenti che insegnano il compito della gioia dell’applicazione allo studio contribuendo alla felicità dei giovani, benvoluti gli alunni che sanno riconoscere le loro capacità ed i limiti che madre natura ha loro imposto e lodati i genitori che usano fermezza nei confronti dei loro “pargoli” quando sbagliano o danno giudizi affrettati. Il futuro non ammette giovani saggi che hanno sofferto per un diploma o una laurea, esige esperti felici e sorridenti.

  2. Una volta si diceva: scuola, maestra di vita.
    Per un ragazzo normale tanti insegnati normali riusciranno a dare una formazione normali. Pochissimi riusciranno a lasciare il segno (in positivo ed in negativo).
    Condivido l’approccio meritocratico anche se un vero approccio meritocratico dovrebbe esserlo anche per gli studenti (stile Giappone). Gli studenti migliori avranno a disposizione gli insegnanti e le scuole migliori (con i relativi pro ed i contro)

  3. Anch’io condivido in pieno l’opinione espressa. Certo, la meritocrazia è un processo intrinseco. Ne sono coinvolti anche gli studenti e le famiglie. Comunque, ottimo intervento. A presto.

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