Il Pater Familias non esiste più e non può decidere niente: solo un bene?

Da genitore di figlia in quarta elementare (scuola primaria) vi riporto due mie lettere al dirigente scolastico.
Non vogliono certo essere un attacco alle istituzioni e soprattutto al dirigente in questione, che stimo per il suo operato, ma che vorrebbero far riflettere le istituzioni ed i genitori.

La prima:
volevo porle all’attenzione questa mia riflessione sulla presa di posizione dell’Istituto, non so se limitato al vostro o su scala nazionale, da semplice genitore a genitore.

Da piccolo andavo a scuola da solo e tornavo a casa da solo e mi sentivo fiero. Erano forse “tempi diversi” ma anche questo mi aiutò a crescere.
Nello stesso modo sto cercando di “tirare su” le mie figlie, cercando di renderle indipendenti.
Mia figlia era tutta contenta perché essendo arrivata in quarta, come era successo per le sorelle, poteva tornare a casa da sola.
Purtroppo ha scoperto che, contrariamente alle sorelle, potrà tornare a casa dalla quinta. Le sorelle non essendo maggiorenni non potranno prenderla.
Il tutto tenendo presente che la mattina da sempre vanno a scuola da sole facendosi compagnia.

Come genitore posso scaricare la scuola di ogni responsabilità ed autorizzare l’uscita autonoma di mia figlia o con la sorella, che fa le scuole medie, visto che le altre lo potevano fare e che quando vanno la mattina lo fanno da sempre in autonomia?
Posso come genitore assumermi questa responsabilità firmando un particolare modulo?

La ringrazio di cuore, non vuol essere una critica ma solo un modo per cercare di far crescere più in fretta le mie figlie in questa società che va a mille all’ora e dove i problemi reali penso siano ben altri tra cui abusi di sesso (“baby doccia”), droghe, internet, …

Grazie per l’attenzione, resto in attesa di una sua risposta o ad un contatto telefonico nei numeri sotto riportati, per chiarire anche personalmente.

Cordiali saluti

La seconda:
grazie della sua risposta dettagliata che comprendo e non condivido.
Si è passati da un pater familias che aveva potere di vita e di morte sui propri figli ad un pater familias che non può decidere niente e prendersi nessuna responsabilità.
Mi sembra si voglia tutelare troppo “sulla carta” le miei figlie e nello stesso tempo si privi loro e le loro famiglie di molte libertà.
Questo tenendo presente che i problemi reali sono ben altri (perché i tempi sono diversi) tra cui abusi di sesso (“baby doccia”), droghe, internet, …
Mi spiegherò meglio:
se non imparano a tornare a casa da sole, se non possono tornare a casa con le sorelle o con le amiche, se …
non potranno diventare indipendenti perché lo impediscono in primo luogo le istituzioni e i loro formatori.
Mi chiedo: saranno invece mature a dodici anni, quando stando alle medie nazionali, avranno i primi rapporti, fumeranno, a volte si drogheranno, …?

Sinceramente non mi interessa molto sapere come la pensano altri in merito e chiedo semplicemente se esiste una speciale autorizzazione da sottoscrivere, una autorizzazione che sgravi la scuola di ogni responsabilità, ovviamente con il sostegno di mia moglie.

La ringrazio e spero come genitore che non fraintenda, non vuole certo essere un attacco alle istituzioni ma una decisa presa di posizione per aiutare in tutti i modi possibili mia figlia a crescere e non tenerla “nella bambagia”, in un mondo irreale che non esiste.
Per questo spero capisca la mia posizione.

Affettuosi saluti

Purtroppo il dirigente scolastico alla fine ha dovuto rispondere la dura realtà:
le confermo che il regolamento d’istituto non prevede eccezioni per l’uscita autonoma degli alunni frequentanti la classe IV della Scuola Primaria.

Possibile che un genitore, nel mio caso entrambi i genitori, non possano assumersi le responsabilità, al posto della scuola, e debbano dipendere dal regolamento?
Non stiamo parlando di leggi e di azioni contro la morale, stiamo parlando di agevolare la crescita veloce di una figlia per aiutarla ad evitare, a breve, di incorrere in problemi ben più seri.

La buona scuola: un servizio svolto da persone da noi (popolo) retribuite e incaricate per agevolarci nell’istruzione dei nostri figli.

3 Replies to “Il Pater Familias non esiste più e non può decidere niente: solo un bene?”

  1. Sto pubblicando lo stesso post in alcuni gruppi facebook
    https://www.facebook.com/groups/rovigooggi/permalink/1459855074041446/
    https://www.facebook.com/groups/polesine/permalink/1454728384554852/
    e raccoglierò di seguito alcuni commenti:
    1) “Sono pienamente daccordo con il genitore. Le istituzioni non pensano in realtà a tutelare il bambino, ma pensano soltanto a tutelare l’istituzione stessa. Con questo sistema ormai si è distrutto il significato del valore del rispetto umano, elemento essenziale di una vita sociale.”
    2) “Riflettevo proprio mercoledi mattina su questa assurdità. Io ho un figlio in prima elementare e appunto ricordavo di quando a scuola ci andavo e tornavo da solo già dalla terza o quarta elementare attraversando la città in bicicletta.
    E la mia riflessione verteva appunto sul fatto che vorrei presto potesse uscire da solo abitando tra l’altro a pochi metri dalla scuola. Di fatto, sollevando io la scuola da ogni responsabilità, non vedo per quale motivo logico mio figlio dovrà essere tenuto “prigioniero” fino a che non sia prelevato da un maggiorenne. E che sia stato autorizzato dai genitori in via preventiva. Sia mai che la nonna impossibilitata all’ultimo momento non possa essere sostituita da una amica vicina di casa!
    Un’assurdità che porta la maggior parte della gente ad accettare supinamente regole del genere perché indotte ad avere una paura percepita maggiore per ciò che rappresenta la società moderna.
    L’unica battaglia sarà da fare non sul piano del buon senso, ma legale. Chiedere quindi in base a quale legge, ordinanza o regolamento si debba subire tutto questo. E valutare poi se tale “novità” sia legittima oppure solo una consuetudine.
    Poi vorrei capire se lasciando apposta mio figlio a scuola una settimana di fila incorro in qualche responsabilità degna di una segnalazione ai servizi sociali.
    In questo mondo assurdo se uno non rompe le balle non ottiene nulla”
    3) “Alla mia età non ho più nè figli e nemmeno nipoti alla scuola elementare. Convengo che la questione sia una vera e propria assurdità. Il rifiuto di accettare la dichiarazione di responsabilità da parte dei genitori, legalmente, si chiama “abuso di potere” e come tale perseguibile penalmente.”

  2. Le leggi di una società civile sono fatte con il fine del corretto funzionamento della stessa società. Quando sono di intralcio devono essere disapplicate. Lo specifico caso posto da Fabrizio Pivari sembrerebbe senza soluzione a leggere pareri e disquisizioni sull’argomento che adombrano una rigida interpretazione sulla condizione giuridica delle persone divise nettamente fra “minorenni” e “maggiorenni” prevista dal nostro codice civile. A rigor di logica finché gli alunni / studenti non hanno raggiunto i 18 anni (tempo addietro erano 21) non possono uscire di scuola se non prelevati dal genitore o di altra persona maggiorenne. Gli Istituti disapplicando questa rigida interpretazione, permettono ora l’uscita autonoma dalla quinta elementare; negli anni precedenti lo “permettevano” invece dalla “quarta”. Una vera e propria disapplicazione dei principi sanciti dal Codice Civile. Giusto? Direi proprio di si, appunto, come dianzi ho affermato: “ le leggi che sono di intralcio al funzionamento di una società vanno disapplicate”. Quello che non è chiaro è semplicemente il “motivo” dell’innalzamento di un anno. Ho superato gli “80”, ma ricordo di essere stato bambino anch’io e non credo ci fossero queste questioni. I genitori lavorano e spesso hanno problemi; i figli, proprio quelli di chi ha problemi, maturano e diventano autonomi, per necessità. Perché allora ostacolare le famiglie nel nome di timori di cause risarcitorie? Il nostro diritto civile e quello penale, non può essere gravato da una norma “ad personam” che preveda l’esonero da responsabilità degli insegnanti che “abbiano ottemperano alla normativa del regolamento d’istituto”. E’ già previsto. Sulla responsabilità penale e patrimoniale di “chiunque” (non di una sola categoria di persone) ci sono le regole generali e la giurisprudenza. La proposta di legge pendente di cui l’articolo pubblicato in OrizzonteScuola.It (Culpa in Vigilando …..) non verrà mai trasformata in legge; se lo fosse ogni categoria vorrebbe norme ad “hoc” per limitare od escludere la propria responsabilità. Resterebbero senza norme di tutela le persone che non fanno parte di alcuna “categoria”. Soluzione al caso proposto da Fabrizio Pivari? Semplice: una lettera a firma dei genitori che autorizzi la Scuola a lasciare uscire sua figlia in piena autonomia”. Siamo sempre nell’ambito della c.d. “disapplicazione” ovvero del “buon senso”. Pino Schiesari (ex Giudice di Pace di Rovigo)

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