Chi ha inventato le trasmissioni wireless?

Questo è il primo audio della serie podcast solo per te: è una domanda/gioco base di seguenti riflessioni e considerazioni.
Ascoltalo (di seguito troverai anche il testo), se vorrai inviaci le tue impressioni, se ti interessa il progetto attendiamo i tuoi contributi (info @ pivari.com).

Chi ha inventato le trasmissioni wireless?
Uno statunitense? Un giapponese? di che nazionalità?
Quanti anni fa? 10, 20, 50, di più?
[dopo il tempo necessario per riflettere]
Ricorda, wireless significa senza cavo.
[dopo il tempo necessario per riflettere]
Come funzionava la televisione?
E la radio?

8 dicembre 1895, Guglielmo Marconi, vicino a Bologna, telegrafa senza fili via onde radio.

ps da Wikipedia A lui si deve lo sviluppo di un efficace sistema di comunicazione con la telegrafia senza fili via onde radio o radiotelegrafo che ottenne notevole diffusione, la cui evoluzione portò allo sviluppo dei moderni sistemi e metodi di radiocomunicazione, la televisione e in generale tutti i sistemi che utilizzano le comunicazioni senza fili, che gli valse il premio Nobel per la fisica nel 1909.
L’8 dicembre 1895, dopo vari tentativi, l’apparecchio si dimostra valido nel comunicare e ricevere segnali a distanza, ma anche nel superare gli ostacoli naturali (in questo caso, la collina dietro Villa Griffone). Il colpo di fucile che Mignani spara in aria per confermare la riuscita dell’esperimento (l’apparecchio aveva vibrato e cantato come un grillo per tre volte) viene considerato l’atto di battesimo della radio in Italia.

Villa Griffone, Sasso Marconi
Villa Griffone, Sasso Marconi

Alcune considerazioni:
da utilizzatori di smartphone associamo, e soprattutto i ragazzi associano, wireless a wifi
Di conseguenza i ragazzi a cui faccio i corsi rispondono sempre 10 massimo 20 anni fa e l’inventore è soprattutto statunitense.
Anche quando inizio a parlare di televisione e radio raramente arrivano a Guglielmo Marconi e non sanno che bolognese di Sasso Marconi.
Gli italiani generalmente hanno poca fiducia nelle proprie capacità e nelle capacità dei propri conterranei anche se in questo caso, pur avendo vinto un Nobel, il problema è soprattutto politico. In terra di partigiani non si poteva esaltare uno studioso schieratosi dalla parte del fascismo o per lo meno esaltato dal fascismo.

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