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Ti fidi più di un robot o di una persona?

Una ricerca condotta da Kaspersky e dalla Ghent University ha rivelato che i robot sono in grado di ottenere informazioni sensibili dalle persone che, fidandosi di loro, si lasciano convincere ad intraprendere azioni non sicure.

  • Ottenere l’accesso alle aree off-limits. Il robot è stato posizionato vicino all’entrata custodita di un edificio multifunzionale nel centro di Ghent in Belgio e ha chiesto al personale di poter accedere all’interno dell’edificio. L’accesso era possibile solo avvicinando un security pass ai lettori per il controllo degli ingressi. Durante l’esperimento, non tutto il personale era d’accordo a soddisfare la richiesta del robot, ma il 40% ha sbloccato la porta e l’ha tenuta aperta per consentire al robot di entrare nell’area protetta. Addirittura, quando il robot si è presentato come addetto alla consegna della pizza, con in mano la scatola di un noto marchio internazionale di take away, il personale ha accettato senza problemi il ruolo del robot e sembrava meno incline a mettere in discussione la sua presenza o le ragioni per cui avesse bisogno di accedere all’area sicura.
  • Ottenere informazioni sensibili. La seconda parte della ricerca si è concentrata su attività volte ad ottenere informazioni personali che in genere vengono utilizzate per reimpostare le password (compresa la data di nascita, il brand della prima auto, il colore preferito, ecc.). Anche in questo caso, è stato utilizzato un robot “sociale” che ha intrattenuto con le persone una conversazione amichevole. Con tutti i partecipanti, tranne uno, i ricercatori sono riusciti a ottenere dati personali ad una velocità di circa un’informazione al minuto.

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