Avevo portato la famiglia a sciare in Appennino (Cimone) ed avevo una splendida giornata di sole davanti a me. Decisi di andare in esplorazione in Toscana. Passato l’Abetone sono andato ad esplorare piccoli centri dell’Appennino Pistoiese.

Dopo una visita a Cutigliano sono capitato casualmente a Piteglio. Un piccolissimo centro, in una bella posizione su un cocuzzolo, con un bel passato e un bel panorama.

Era ora di pranzo ed ho trovato un unico locale. Sono entrato fiducioso ma alla domanda se c’era la possibilità di mangiare qualcosa la risposta è stata “la cuoca viene solo il sabato e la domenica”. Ma non è stata una risposta secca, una porticina aperta era rimasta “devo mangiare anch’io“.

Ci siamo ritrovati a tavola assieme davanti ad una semplice e gustosa pasta al pomodoro. Devo ammettere che durante la preparazione della pasta è entrato un amico del paese portando una specie di piadina di farina di castagne tiepida ripiena ricotta di pecora. Deliziosa!

E’ stata un’ora dove sembravamo amici da sempre, dove è emerso quello che prima era normale nel popolo italiano e non solo: “aprire le porte“, “ospitare i pellegrini“, “condividere“, “fidarsi“, …
Tutte parole e, soprattutto, realtà quasi scomparse.

E’ stato bello poterle riscoprire nell’Appennino Pistoiese, un luogo forse rude, ma ancora nostrano.

Il luogo in questione è la Casa della Musica di Piteglio. Se vi capita di passare spero possiate avere la mia fortuna.

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