Ho sempre sentito parlare di Metodo Charmat o Metodo Champenoise, poi approfondisco e scopro che il metodo champenoise è anche metodo classico ma soprattutto che il metodo Charmat bisognerebbe chiamarlo Metodo Martinotti perché come scritto in Wikipedia:
Fu Federico Martinotti (di Villanova Monferrato), Direttore dell’Istituto Sperimentale per l’Enologia di Asti, a inventare e brevettare nel 1895 il metodo di rifermentazione controllata in grandi recipienti, poi adottato intorno al 1910 dal francese Eugène Charmat, che costruì e brevettò tale attrezzatura. Il metodo prevede una seconda fermentazione del vino in grandi contenitori pressurizzati, chiamati autoclavi.
Fu un enorme successo commerciale, con prezzi decisamente minori e massiccia preferenza “popolare”.

Visto che il metodo ottiene colori più tenui, paglierino con vena verdolina, sapori più freschi e meno strutturati, profumi meno intensi, le uve più apprezzate sono il Moscato, la Glera, la Malvasia e, non per ultimo, il Brachetto. I due spumanti italiani più diffusi e famosi nel mondo sono realizzati, storicamente e pressoché unicamente, con il metodo Martinotti: essi sono l’Asti e il Prosecco; senza dimenticare che quasi tutti i Lambrusco, sia frizzanti che spumanti, sono prodotti in autoclave.

Il metodo Martinotti è anche chiamato, oltre che Charmat, anche metodo della rifermentazione in autoclave e spesso, nelle trattazioni straniere, viene citato come metodo italiano (questo è dovuto, non solo alla genesi, ma soprattutto alla grandissima diffusione di Prosecco, Asti, e Lambrusco nel mondo).

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