Rovigo non è una città noiosa, è la più noiosa d’Italia (per Caterpillar)

Nel gioco/sondaggio di Caterpillar (RadioDue) Rovigo emerge non come una città noiosa bensì come la città più città noiosa d’Italia.
caterpillar.blog.rai.it/2014/10/29/rovigo/
E’ una vera eccellenza!.
E’ un trionfo!
I difetti per alcuni sono pregi per altri ed ora Rovigo ha una carta in più: sarà l’unica città d’Italia capace di catturare turisti che vogliono annoiarsi. L’ozio, la noia sono oggi condizioni quasi irraggiungibili per i più, anche e soprattutto durante le vacanze.
E pensare che una volta si parlava di dolce far niente.
Questa quindi la lista delle perle rodigine e polesane:

  • Rovigo: la città più noiosa d’Italia (e il Polesine la patria del dolce far niente)
  • Polesine: la nebbia più bella d’Italia (tra le più belle d’Europa)
  • Polesine: le zanzare e gli insetti (mosche, cimici, …) più fastidiosi d’Italia (forse d’Europa)
  • Polesine: la percentuale di umidità più elevata d’Italia (forse d’Europa)

Un turismo di altri tempi, molto slow (poco food).
Un turismo con un fascino di altri tempi, dove i maggiori registi italiani hanno girato molti dei loro capolavori.
Un turismo per una elite che deve prepararsi coscienziosamente.
Bisognerebbe realizzare palestre di Polesine in tutta Italia per affrontare e superare la prova finale in loco.

Come mai HP non produce #stampanti3d ?

Come mai HP non produce stampanti 3d?
Tutti ne parlano, forse pochi le utilizzano, ma sembra impossibile che hp leader indiscusso delle stampanti normali non abbia ancora disponibile una stampante 3d!
Forse la risposta è che la stava preparando e voleva uscire sul mercato con un prodotto di livello superiore in grado di fare oggetti multicolore.
Questo il video hp di presentazione della tecnologia HP Multi Jet Fusion

Utenti più propensi ad abbandonare i servizi Internet basati negli Stati Uniti

Un’indagine, che ha coinvolto 4800 persone in sei Paesi, mostra anche che la maggior parte delle persone ha cambiato le proprie abitudini in Internet negli ultimi mesi per le problematiche emerse sulla privacy.
il 53% degli intervistati ha dichiarato che sarebbe disposto a passare da servizi come Google verso servizi più attenti alla privacy per evitare di essere profilato mentre naviga in Internet. Il 56% ha confermato di essere diventato più attento nei confronti dei servizi Internet basati negli US nel corso dell’ultimo anno; Il 46% che sarebbe disposto a pagare per essere certo che nessun dato personale passi attraverso gli US; e il 70% si dice preoccupato relativamente al potenziale della sorveglianza di massa delle agenzie di intelligence nei Paesi in cui i propri dati possono passare.
Il 68% di chi ha risposto ha affermato che cerca di proteggere la propria privacy, almeno qualche volta, con la navigazione privata o anonima o criptando le comunicazioni. E il 57% ha dichiarato che non è d’accordo con aziende che usano i dati di profilazione in cambio dell’offerta di un servizio gratuito.

P.S. Il mio punto di vista: i ragazzi se ne fregano

La nascita del comunicato stampa internet

Il comunicato stampa è da sempre il mezzo con cui le aziende informano i media di qualsiasi novità aziendale di rilievo accada al proprio interno: nuovi prodotti, acquisizioni, partnership, cambi ai vertici, …
Il comunicato stampa, redatto da personale interno specializzato e unito al necessario materiale fotografico, seguiva un ciclo di approvazione e quindi di diffusione presso i media tradizionali.

Ogni comunicato stampa aveva uno stile aziendale:

  • utilizzava carta intestata dove comparivano i loghi e i riferimenti aziendali

  • un titolo
  • un occhiello o abstract
  • il corpo del comunicato stampa

Tipicamente il comunicato stampa ed il materiale a contorno veniva introdotto nella cartella stampa che veniva consegnata durante le rassegne stampa (eventi dedicati dove veniva invitata la stampa specializzata e non) o consegnata direttamente alle redazioni.

Gli albori del comunicato stampa internet portarono pochissime modifiche a questo ciclo tradizionale cercando solamente di sfruttare al meglio le possibilità digitali offerte.
La cartella stampa tradizionale (fisica) venne sostituita da una cartella stampa digitale: un file word (in seguito anche pdf) con allegate immagini in formato jpeg e gif (in seguito anche png).
La cartella stampa veniva quindi distribuita ad una lista di distribuzione (mailing list) utilizzando l’email, solo in pochissimi casi il comunicato stampa ed il materiale fotografico veniva introdotto in un sito ftp o nel proprio sito web (spesso anche in aree riservate ovvero ad accesso protetto da password) e da lì fatto scaricare.
La ragione di queste scelte era semplice: il comunicato stampa e le relative fotografie non erano considerati pubblici bensì comunicazioni redatte per uso esclusivo della stampa.

La penna Bic italiana (Marcel Bich)!

La famosa penna a sfera Bic l’ho sempre reputata un successo dell’imprenditoria francese.
Oggi ho scoperto che Marcel Bich, fondatore di Bic, era italiano!
Wikipedia scrive nato a Torino il 29 luglio 1914 anche se poi afferma originario di Châtillon (Valle d’Aosta) che comprò il brevetto all’inventore László József Bíró.

Perché dovrei comprare una stampante 3D? Per fare una doccia con un miscelatore con teschio T-Rex!

Anch’io mi sono chiesto spesso: perché dovrei comprarmi una stampante 3D se non ora in un immediato futuro?
La risposta me l’ha data oggi Gizmodo e per quanto possa sembrare strana è probabilmente la risposta giusta:
comprerò una stampante 3D per poter fare una doccia con un miscelatore con teschio T-Rex come questo!

doccia teschio T-Rex
doccia teschio T-Rex

Ovvero ci sono cose che probabilmente non si potranno mai comprare ma probabilmente si potranno stampa in 3D. Magari anche cose all’apparenza kitsch ma sarà l’unico modo di averle o di prodursele!

thingiverse.com/thing:329596

Internet marketer: consulenza, libri e formazione