Social Marketing per Estetiste e Acconciatori

Quando mio padre, e penso nello stesso modo molti padri della mia generazione, voleva farmi capire l'importanza dello studio, in occasione di un risultato scolastico non positivo, mi diceva frasi del genere:
non vuoi studiare? andrai a fare il cuoco o il parrucchiere!
immagino che per le ragazze suonasse come come
l'estetista o la parrucchiera!

Erano frasi fatte che non volevano sminuire l'attività di nessuno ma volevano indicare mestieri che una volta imparati non avevano bisogno di aggiornamento.

In un'epoca in cui tutto cambia, soprattutto nel mondo dei liberi professionisti e delle pmi ogni professione richiede costante aggiornamento e professioni un tempo basate esclusivamente sul passaparola o su una vetrina in una location di passaggio oggi si sono trasformate e richiedono comunicazione e marketing internet evoluti e veri influencer.

Il cuoco oggi è chef, il parrucchiere è acconciatore e le relative attività spesso sono super specializzate. Una volta esisteva solo il cuoco da trattoria oggi le trattorie sono pochissime, in compenso ci sono catene di hamburgher, panini, pizze, … cucine vegetariane, vegane, insetti, di ogni regione, di ogni nazionalità, …, ristoranti una stella, due stelle, …

In questa ottica è per me una sfida importante il prossimo corso che terrò presso Confartigianato Imprese Mantova: Corso social marketing per il settore benessere – estetiste e acconciatori

A breve le slide.

la mia ignoranza vale quanto la tua conoscenza

A Cult of Ignorance by Isaac Asimov, 1980 (Newsweek)
There is a cult of ignorance in the United States, and there always has been. The strain of anti-intellectualism has been a constant thread winding its way through our political and cultural life, nurtured by the false notion that democracy means that “my ignorance is just as good as your knowledge.
C’è un culto dell’ignoranza negli Stati Uniti, e c’è sempre stato. Una vena di anti-intellettualismo si è insinuata nei gangli vitali della nostra politica e cultura, alimentata dalla falsa nozione che democrazia significhi “la mia ignoranza vale quanto la tua conoscenza“.

Odio le periferie ma …

Da sempre odio le periferie. Solitamente più le città sono grosse e più vi sono periferie brutte e degradate ma soprattutto sono sempre quartieri dormitorio e spesso senza senso di comunità. Di solito non esiste un centro di riferimento.
Per questo, in passato, quando abitavo in grosse città, ho sempre scelto di vivere in piccoli paesi o piccole cittadine.

Però basta veramente poco per cambiare le cose. Ieri, abbiamo dormito una notte a Greco e siamo passati per Bicocca.   Bicocca è una strana periferia, molto verde, con palazzoni ma diradata. Molto ben collegata alla città grazie anche alla nuova M5. Inoltre sta diventando un centro culturale grazie all’Università, il Teatro degli Arcimboldi, il centro commerciale (con un cinema multisala), e soprattutto l’Hangar Bicocca. Ci siamo stai ieri sera con famiglia, non poche persone, belle tutte e tre le mostre dove l’arte non è solo vista ma si interagisce.
Meravigliosi gli Ambienti di Lucio Fontana, interessante l’approccio di Take Me (I’m Yours), impressionante la permanente de I sette palazzi celesti di Anselm Kiefer.   Greco è invece una piccola e bella piazza con una chiesa interclusa da linee ferroviarie. Ho notato subito la stranezza ed incuriosito sono andato a vederla. A fianco, di fronte ad uno strano edificio, che poteva sembrare un’ulteriore chiesa, una strana e imponente opera quasi a forma di arco trionfale che poteva sembrare di Mimmo Paladino. Ho fatto qualche fotografia ed oggi con calma ho cercato. Greco era un comune, citato anche nei Promessi Sposi. Vicino alla chiesa il Refettorio ambrosiano che Repubblica cosi descrive:
Tutto pronto per l’apertura in piazza Greco a Milano, del nuovo ‘Refettorio ambrosiano’. Un luogo d’eccellenza che servirà a sfamare ogni giorno 90 persone in difficoltà e che apre durante Expo per richiamare quello che la Caritas e la Diocesi considerano il tema centrale dell’Esposizione: garantire il cibo a tutti. Al Refettorio tutto è eccellenza: a coordinare il lavoro degli chef c’è Massimo Bottura che chiama a Milano alcuni tra i migliori cuochi del mondo. Poi c’è l’ambiente arredato con i tavoli d’autore, le sedie di Kartell, le lampade di Artemide, i tavoli di Mario Bellini, Pierluigi Cerri, Fabio Novembre, Italo Rota, Michele De Lucchi, Aldo Cibic e numerosi altri. E le opere d’arte firmate dai grandi nomi contemporanei: il portale è dell’artista Mimmo Paladino; il banco per la distribuzione del pane è del designer Terry Dwan; le nicchie interne e la boiserie sono di Matteo Thun, mentre Gaetano Pesce ha creato una scultura sul tema dell’acqua. A impreziosire gli spazi infine ci sono le opere di Carlo Benvenuto, Enzo Cucchi e Maurizio Nannucci (Zita Dazzi)   Basta veramente poco per cambiare le periferie!      

Tencent vs Alibaba

Alibaba oggi tutti la conoscono anche in Europa per il suo ecommerce.
Tencent in Europa è pochissimi la conoscono, pochissimi sanno che suo è wechat, pochissimi sanno che è simile a whatsapp, pochissimi sanno che ha quasi un miliardo di utenti, quasi nessuno sa che permette transazioni economiche interne. Detto questo riporto una riga di wikipedia EN: In 2017 Tencent reported that WeChat had overtaken Alibaba with 600 million active WeChat mobile payment users versus 450 million for Alibaba’s Alipay. However Alibaba had a 54% share of the Chinese mobile online payments market in 2017 compared to WeChat’s 37% share.