Il denaro meno pesa e più vale

Il denaro meno pesa e più vale

Mi piaceva questo titolo ad effetto, forse non completamente esatto ma se ci pensate … una volta si diceva stringere un pugno di mosche per dire che non si aveva niente in mano. E quando si aveva qualcosa in mano erano soldi, o come si dice in milanese grano.

denaro

I soldi all’inizio erano pezzi d’oro o d’argento e valevano per quanto pesavano.
Poi hanno iniziato ad alleggerirli e poi hanno iniziato a dire che la carta valeva di più (banconote) e quello pesante erano monetine, spiccioli. E solitamente, più la carta era grande più valeva.
Oggi che il denaro è virtuale, numeri su computer, che hanno la possibilità di essere ritoccati (sommati e sottratti) grazie alla rete (internet) il denaro più è leggero meno vale.
Le banche nazionali ed internazionali, le zecche, devono “combattere” con operatori indipendente che spesso nascono come colossi dell’informatica / internet (paypal, apple, facebook, google, tencent, …) e con monete indipendenti (bitcoin e i suoi derivati).

In Trattoria con i bucatini alla Caruso: Arte culinaria allo stato puro

Come resistere ad uno dei primi piatti tipici della tradizione culinaria della nostra terra, come i bucatini alla Caruso? Una ricetta gustosa che deve il suo nome ad Enrico Caruso, tenore napoletano divenuto celebre in tutto il mondo: pare che l’artista durante le sue lunghe tourne avesse l’abitudine di chiedere agli chef preparazioni ad hoc, piatti dal sapore unico che con il tempo i cuochi inserivano nel menù deliziando i clienti.
Un armonioso trait d’union fra arte e cucina, testimonianza dell’amore che il maestro nutriva per la sua terra natia che ci ha permesso di scoprire ricette sensazionali come questi famosi bucatini.
Quale modo migliore per omaggiare la figura di Caruso rendendo lustro alla ricetta che porta il suo nome, frutto del suo ingegno come la sua incommensurabile arte? Immergiamoci allora nella cultura gastronomica partenopea con la ricetta dei bucatini alla Caruso svelata dallo Chef del locale Da Paolo Trattoria a Bologna.

INGREDIENTI PER LA REALIZZAZIONE

400 grammi di bucatini;
350 grammi di peperoni gialli;
600 grammi di pomodori tipo San Marzano;
300 grammi di zucchine piccole;
35 grammi di farina 00;
5 grammi di aglio;
1 o 2 peperoncini piccoli piccanti;
120 grammi di pecorino grattugiato;
Basilico, prezzemolo, origano e olio extravergine di oliva quanto basta.

PREPARAZIONE DELLA RICETTA

La preparazione della ricetta è un inno alla cucina italiana, un segno di gratificazione ai prodotti della nostra terra che sapientemente “mescolati” sanno donare gusto e sapore ineguagliabile al nostro palato…

Allora incominciamo con il lavaggio ed il taglio delle verdure:

Pomodori: vanno completamente pelati e tagliati a metà, se vi è una parte interna verde necessiterà rimuoverla, così anche per i semini rimasti all’interno. Infine verranno tagliati a cubetti e messi da parte.
Peperone giallo: verrà tagliato in due parti avendo cura di rimuovere il picciolo verde all’esterno e, privandolo dei filamenti interni di colore bianco ed ovviamente dei semini. Come già fatto con i pomodori, verrà tagliato a cubetti e messo da parte.
Zucchine: si dovranno spuntare e tagliare a rondelle (lo spessore deve essere di circa 3 mm) per poi essere versate in una ciotola contenente della farina.

LA FRITTURA DOVRA’ ESSERE ESEGUITA SEGUENDO ALCUNI ACCORGIMENTI

Le zucchine andranno mescolate con cura nella farina, necessiterà che la stessa finisca per aderire uniformemente alla verdura. Fatto ciò, si scolerà quella di troppo servendosi di un colino. Completata quest’operazione, sarà la volta della frittura in un tegame contenente olio bollente, facendo attenzione alle dosi, quindi meglio farlo un po’ alla volta perché si è constatato sia la soluzione migliore.
Attenzione anche a non superare i 180 gradi di temperatura visto che le zucchine potrebbero finire per bruciarsi, quindi per scongiurare questo pericolo è possibile tenere la temperatura sotto controllo con un termometro da cucina.

Conclusa la cottura, si scolerà e rimuoverà l’olio in eccesso con della carta assorbente per poi aggiungere del sale e mettere da parte il prodotto finito della frittura.

IL MOMENTO DELICATO DELLA COTTURA DELLA PASTA E DELLLA PREPARAZIONE DEL CONDIMENTO

Ovviamente andrà messa a scaldare una pentola sul fuoco con dell’acqua per la cottura della pasta, avendo cura di salare solo dopo l’ebollizione. Nel mentre si procederà con la preparazione del condimento, facendo soffriggere l’aglio in una padella antiaderente.
Verranno aggiunti i peperoni e successivamente 1 o 2 peperoncini piccanti, tagliati in piccoli pezzetti. Una volta aggiunto il tutto in padella non resta che lasciare rosolare per una decina di minuti.
L’aglio verrà poi rimosso ed ecco giunto il momento di inserire i pomodori da lasciar cuocere per circa 5 minuti, inserendo basilico ed origano qualche minuto prima di spegnere la fiamma.
Al termine la pasta (cotta al dente) verà scolata nella padella del condimento, per poi unirci le zucchine fritte con l’aggiunta dell’immancabile prezzemolo titato. Mescolati con cura gli ingredienti, ed amalgamati alla perfezione il piatto è pronto…et voilà, i bucatini alla Caruso sono serviti: ora non resta che condirli con un po’ di pecorino grattugiato.

ULTERIORI CONSIGLI DIRETTAMENTE DALLA TRATTORIA

Come è facilmente intuibile questo primo piatto rende al meglio se mangiato ancora caldo, perchè solo così è possibile godere appieno della genuinità dei suoi ingredienti freschi per la gioia del palato.

Nonostante ciò, chi avesse la necessità o il desiderio di consumarli anche nei giorni a venire, può conservarli in frigorifero per non più di un paio di giorni, avendo cura di custodirli in un contenitore a chiusura ermetica.

Per rendere la pietanza veramente appetitosa, lo Chef del Ristorante Da Paolo Trattoria di Bologna, consiglia di utilizzare pasta di semola di grano duro.

Auto blu vendute come veri e propri stock di occasioni usate

Le auto blu dei ministri in buona parte sono state vendute tramite l’aiuto del Web, vediamo cosa si può fare per quelle ancora prive di un proprietario

Secondo le fonti dichiarate dal governo, le auto blu sono state messe in vendita come delle vere e proprie occasioni che ogni Concessionaria del settore, commercializza quotidianamente tramite lo stock del proprio usato che viene presentato anche nel Web.

Proprio così, le auto utilizzate presso i ministeri e gli enti locali, sono state messe in vendita per ridurre la spesa pubblica, più che altro come atto simbolico, sono finite nel Web, presso una vera e propria vetrina virtuale, allestita dal governo.

Sono state effettuate delle aste in lotti, per smaltire queste automobili, oramai in esubero dopo la decisione presa qualche anno fa con il decreto del presidente del Consiglio dei ministri che voleva ridimensionare appunto, i mezzi a disposizione e le modalità di utilizzo di quelli rimasti in uso.

Tramite il web sono state messe all’asta centocinquantuno autovetture, totalizzando centinaia di cessioni che hanno determinato introiti destinati ad un fondo utile alla riduzione del deficit.

Indubbiamente necessita molto di più per sanare le casse statali, comunque l’operazione come detto sopra, sicuramente è stata effettuata come gesto rappresentativo che comunque ha portato delle entrate e diminuito alcune spese.

Dunque anche per il governo la rete Internet è servita per smaltire le auto dei nostri ministri che risultavano in eccesso, mentre per quelle rimaste ancora invendute, che soluzione si potrebbe trovare?

La 7 è andata ad intervistare uno storico rivenditore di auto usate della città di Milano ( piazza importantissima per tutto il Nord Italia, tanto da essere un vero e proprio punto di riferimento per gli operatori del settore), per porre alcune domande su questa operazione e chiedere cosa apprezza attualmente il vasto pubblico delle quattro ruote, in funzione delle effettive richieste che giungono attualmente dal mercato settoriale.

E’ emerso che le auto blu vendute fino ad oggi, probabilmente hanno fatto appeal sul fatto che erano appunto state utilizzate dai ministri e forse avevano un numero adeguato di chilometri in rapporto all’età, mentre quelle rimaste ancora senza un nuovo proprietario, probabilmente hanno un’ alta cilindrata ed un chilometraggio elevato, ovvero le più difficili da commercializzare nel mercato italiano.

Infatti gli operatori del settore per questa tipologia di auto usate, di solito si rivolgono ad un mercato estero che è più ricettivo, propriamente per questa tipologia di prodotto, come ad esempio possono essere le grandi ammiraglie utilizzate dai vari ministri del nostro paese che hanno macinato qualche chilometro in più del necessario .

Allora quando anche il Web non ce la fa più, subentrano fattori di mercato evidenti che necessitano di essere analizzati a fondo per trovare le giuste soluzioni, anche quando si tratta di auto blu.

La società di delinquenti nell’era internet e la gogna mediatica

Ieri ho analizzato il video virale di Ugo Mattei. Gli spunti sono tanti e risaputi. Non mi ero però mai soffermato sul concetto che accettando sempre tutti i contratti senza leggerli è scontato che si diventi tutti colpevoli, delinquenti.
E che ci sia la volontà di avere una società di delinquenti perché quando serve è semplice mettere alla gogna mediatica. Pensiamo solo al curriculum di Giuseppe Conte.

Nel momento in cui tutti noi commettiamo dei reati, senza saperlo, perché premiamo dei pulsanti, noi tutti dal primo all’ultimo possiamo essere inquisiti per quello che abbiamo fatto, E quindi noi dal primo all’ultimo possiamo finire nei guai proprio come è successo ad Aaron Swartz negli Stati Uniti d’America. Ugo Mattei

Slow Food è un brand italiano?

Slow Food è un brand italiano?
Stiamo perdendo l’italianità (perché sono interessati a farcela perdere) dei nostri brand principali:
pasta, pizza, espresso, salame, gelato, prosciutto, … sono ancora brand che trasmettono italianità? Chiedete in giro per il mondo secondo loro di dove sono, chi li ha “inventati“.
In contrasto provate a chiedere champagne, cognac, brie, …

In questo contesto Slow Food, movimento nato in contrasto a Fast Food, uno dei pochi movimenti internazionali del settore agroalimentare di rilievo, si sa che è stato fondato in Italia? E’ ancora paladino di italianità?

Google vs TIM: quando dico NO!

Nel 2009 fu Google a dire NO a Comunicati-Stampa.com (Reported Attack Site) oggi è la volte di TIM Business con Pivari.com (è stato bloccato perché potrebbe esporti ad attacchi di phishing o di malware.
Interessante che Google non mi segnali niente Google Webmasters ma poi questo messaggio mi compaia solo in Chrome e non in Internet Explorer e Mozilla.
C’è un legame tra Google e TIM o semplicemente in chrome si è installa una strana estensione?

Cercherò di capire ma non è piacevole.
Come contattare TIM Business?

Brescia Romana è patrimonio UNESCO!

Ieri in autostrada tra Venezia e Milano ho scoperto, porgendo attenzione ad un cartello marrone con le insegne turistiche, che Brescia Romana è patrimonio UNESCO!
Meraviglioso, sono poche le città del nord Italia che possono vantare un patrimonio romano come Brescia, forse la sola Verona lo uguaglia e lo supera.
Per l’esattezza, come compare in autostrada nei due cartelli in entrambi i sensi di marcia (verso Venezia e verso Milano), il patrimonio UNESCO sembra riferirsi al Parco Archeologico di Brescia Romana.

Curioso sono andato a cercare in internet, sorpresa!

Sembra che Brescia sia patrimonio UNESCO in una lista di città per i barbari Longobardi!

Vi rendete conto cosa sta succedendo nelle nostre discoteche?

Giulio SapelliVi rendete conto cosa sta succedendo nelle nostre discoteche? E nessuno fa niente.
Se esistesse una spinta per uscire dalla decadenza, uno stato, dovrebbe chiuderle tutte le discoteche.
E i genitori dovrebbero impedire tutti ai figli di uscire alle 11 (23).

L’Europa si avvia verso la decadenza. Non c’è più una classe dirigente. L’unico modo per avere speranza è essere disperati. La cosa che ci danneggia di più è lo stolido ottimismo.

Il mondo è cambiato completamente o i russi sono sempre stati diversi?

Il passato è imprevedibile, il futuro è certo recita un famoso detto russo.
Il mondo è cambiato completamente o i russi sono sempre stati diversi?
Oggi sembra un’affermazione così lontana in un periodo in cui del passato non si interessa più nessuno, il futuro è imperscrutabile e tutti cercano di vivere il presente.
Ma se si analizza con cura non c’è niente di più vero: il passato è solo un’insieme di interpretazioni ed anche il vissuto tende a modificarsi, sfuocarsi, …
Il futuro quando arriva è certo, non accetta interpretazioni, variazioni.