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Se avessi bisogno di un Avvocato?

Ti sei mai fatto questa domanda? Magari stai proprio pensando di contattarne uno adesso perché prima d’ora ti è mancato il tempo, oppure le circostanze evidentemente erano tranquille, tutto andava per il meglio e l’intervento di un Avvocato, un vero e proprio professionista del foro, era propriamente inutile.

Adesso invece ci stai pensando e ti stai chiedendo quali caratteristiche dovrebbe avere un Avvocato che possa soddisfare appieno le tue esigenze personali, intendo le caratteristiche intrinseche del professionista, piuttosto che le competenze tecnico giuridiche utili per presenziare la tua causa.

Se anche tu hai pensato almeno una volta a questa domanda, allora ti sarai chiesto come dovrebbe essere l’Avvocato che deve stare al tuo fianco e probabilmente, come me, avrai “sentenziato” che sicuramente la risposta è indubbiamente difficile da trovare.

Devo cercare un buon Avvocato, oppure uno di successo?

Pensandoci bene, potenzialmente un buon Avvocato dovrebbe anche essere di successo, tuttavia riflettendoci ancora un po’, probabilmente, così come accade anche in altri settori, forse non sempre i buoni professionisti hanno successo e di contro chi ha successo potrebbe essere lontano dal considerarsi veramente al top nello svolgimento della sua attività.

Immaginiamo per un istante cosa si potrebbe trovare sul “mercato”, un Avvocato che deve “vendere” la sua immagine per attirare nuovi clienti, che sappia costruire relazioni, parlare con il pubblico, influenzare e motivare, che probabilmente ha passato gran parte delle sue ore libere a migliorare le sue competenze di marketing e networking… queste sono comunque competenze che possono essere anche inutili, in quanto ciò che necessita è un professionista che costruisce linee di difesa e/o tattiche tecnico giuridiche da portare in aula…

Allora vediamo quale figura mi potrebbe servire al meglio, forse uno tra gli Avvocati in circolazione che ha una gran dote di comunicazione, sia verbale che scritta, considerato la “miriade di cartaccia che dovrà riempire”, magari dovrà anche possedere una spiccata intelligenza e di certo doti e competenze di analisi e difesa.

Probabilmente se fosse anche specializzato e soprattutto appassionato della materia in cui opera, allora dovrebbe riuscire a seguirmi meglio di altri e senza dubbio l’impegno che impiega nella sua attività dovrebbe essere per me una buon elemento da analizzare sulla “cartina tornasole”.

Unitamente a quanto riportato sopra, lo vorrei con una grande dote empatica, ovvero che sia in grado di comprendere le esigenze ed i miei obiettivi, così da poter elaborare un piano di azione che sia raggiungibile.

Dopo tutte queste qualità elencate, sarà veramente in grado di essere all’altezza della situazione che si presenterà?

Certamente dopo queste dovute riflessioni, si può ipotizzare che la risposta alla domanda iniziale si può definire semplicemente in una frase banale, ovvero che l’Avvocato che ci aspettiamo, deve avere molto di più di ovvie qualità basate sulla legge e sul marketing per riuscire a presenziare dignitosamente davanti ad una giuria.

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In che modo gli Hotel possono migliorare la personalizzazione dei servizi per il cliente

La vera personalizzazione richiede sia scalabilità che velocità, le decisioni da prendere e le esperienze che si danno agli ospiti di un Albergo devono essere guidate dai dati e riprodotte in tempo reale.
I fattori che possono contribuire a migliorare le entrate medie dei visitatori di un Hotel possono essere concentrate nei seguenti aspetti:

  1. Scarsità
    I metodi di scarsità che promuovono l’impulso all’acquisto si sono rivelati i più efficaci. Ad esempio, avvisando i potenziali clienti quando una tipologia ben definita di camera è quasi esaurita.Tuttavia, necessiterà portare attenzione a non esagerare perché si potrebbe erodere la fiducia dell’ospite nel continuare ad effettuare segnalazioni troppo insistenti.
  2. Prova sociale
    Anche se la metà dei consumatori dichiara che le abitudini degli altri acquirenti non li influenzano, la prova sociale è una tattica di marketing molto utile. Le recensioni online degli Hotel sono un ottimo esempio di prova sociale nel nostro settore. Ai tuoi ospiti potrebbe non piacere ammettere che si ispirino al comportamento dei loro coetanei, ma le cifre mostrano chiaramente che lo fanno.
  3. Urgenza
    Un concetto molto simile alla scarsità, infatti l’urgenza contribuisce a creare un impulso all’acquisto. Questo può accadere quando si offrono sconti e offerte in un lasso temporale limitato. per essere maggiormente concreti, si potrebbe utilizzare la prenotazione online può visualizzare questi messaggi di urgenza e contribuire ad accelerare il processo di acquisizione diretta di nuova clientela.

La mole dei dati che deriva dalle prenotazioni on line è il modo migliore per incominciare, perché tramite strumenti di reportistica completi e costantemente aggiornati è possibile effettuare delle analisi attendibili. Con le informazioni che si ottengono da queste risorse inestimabili si può creare uno strumento più prezioso che rimane a completa disposizione dei gestori degli Alberghi, ovvero il profilo dell’ospite.
Un profilo dell’ospite consentirà di scoprire tutto ciò che si necessita sapere e come migliorare alcuni aspetti, per esempio quelli che si riportano a seguire:

Durata media del soggiorno

Entrare a conoscenza del periodo medio di soggiorno per singolo utente, è fondamentale per poter cercare di estenderlo, offrendo incentivi ai clienti più fedeli, ad esempio inviando e-mail o messaggi su WhatsApp dando loro la possibilità di prenotare notti in più ad un prezzo inferiore o con extra gratuiti.

Importo medio di spesa

Convincere gli ospiti a spendere un po’ di più, dando la possibilità di accedere ad offerte convenienti, ovviamente può aumentare il valore medio per singolo cliente. Si potrebbe dare la possibilità al’utenza di accedere a delle offerte mirate, al momento dell’acquisto, tramite il motore di prenotazione online, oppure inviando un’email prima dell’arrivo dell’ospite.

Camere in esaurimento

Comunicare dei messaggi di urgenza visibili durante le prenotazione on line per far sapere agli ospiti quando l’occupazione per alcune camere si sta esaurendo, è una tattica usata da molti Hotel e nel sito web delle strutture ricettive si dovrebbe avere questa funzionalità a disposizione dell’utenza.

Pacchetti extra da acquistare più spesso

Usare le informazioni degli ospiti per dare loro la migliore esperienza possibile quando sono alloggiati presso l’Albergo, significa scoprire cosa preferiscono fare o quali cose desiderano avere nella loro stanza ed accontentarli prima del loro arrivo.

Servizi preferiti

Si potrebbe offrire un pacchetto benessere ad alcuni ospiti o un ristorante ad altri, necessita solamente capire le abitidini e le preferenze personali ed il momento del check-in può essere un momento proprizio per prendere del tempo per porre loro alcune domande generali ed acquisire informazioni preziose per servirli al meglio.

Abitudini alimentari

Creare la possibilità di allestire la stanza con bevande e snack specifici che l’ospite ama è un servizio molto apprezzato dai viaggiatori. Ancora una volta, si può utilizzare la sezione dedicata alla prenotazione on line per offrire agli ospiti una vasta gamma di opzioni quando prenotano tramite il sito web dell’Hotel.

Attività di interesse

Stringere accordi e partnership con le imprese locali pertinenti per rendere più facile agli ospiti di organizzare e prenotare le attività di interesse. Organizzare dei pacchetti da offriree agli ospiti significa elevare ad un alto livello di praticità e funzionalità.

Con questi dati presenti “nell’arsenale” dell’Hotel si puoi costruire più facilmente una relazione con l’ospite e instillare un senso di familiarità tra quest’ultimo ed il personale della struttura ricettiva addetto alle attività di relazione.

In sintesi, più il livello di conoscenza dei propri ospiti scende in profondità, maggiore sarà la possibilità che rimanga fedele, perché si rende conto che la gestione è in grado di far vivere un’esperienza adatta alle singole esigenze quando alloggiano in Hotel.

Essere in grado di offrire un’esperienza personalizzata per gli ospiti, significa aumentare la loro il senso di soddisfazione che di conseguenza si tramuterà in successive ulteriori prenotazioni, considerato l’alto livello di appagamento che si sarà generato…E questa è una grande cosa…

I consumatori amano la personalizzazione che gioca un ruolo fondamentale nelle decisioni di acquisto!

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Il materasso che ti si addice…

I materassi in vendita presso gli esercizi commerciali, sono offerti in una vasta gamma di stili e materiali, ciascuno con i suoi vantaggi e svantaggi unici e peculiari. Allora quando si sceglie un nuovo materasso, è importante fare le dovute considerazioni perché è uno di quegli acquisti che durerà parecchi anni e verrà utlizzato per una buona parte delle ore durante le nostre nottate; ecco allora che di seguito vengono riportate alcune informazioni e qualche dovuto suggerimento:

Livello di supporto del materasso: Un prodotto più rigido che fornisce un supporto alla colonna vertebrale, generalmente è preferito, altresì curioso sapere che alcuni studi hanno notato benefici sull’utilizzo di un materasso con consistenza medio-rigida. Un materasso che supporta la colonna vertebrale lungo le sue curve e la mantiene nella medesima posizione del corpo in posizione eretta, ovvero con una postura che simula correttamente la naturale e buona posizione della schiena, è in grado di fornire sollievo da alcuni tipi di dolore lombare.

Problemi legati a un materasso rigido: Mentre un materasso rigido è di solito preferito, uno troppo duro può causare dolori in alcune zone, come ad esempio i fianchi. L’infiammazione dei fianchi di una persona, che prende il nome di borsite trocanterica, è particolarmente probabile che si possa esacerbare da un materasso troppo rigido. Infatti le persone che dormono sui fianchi, sopportano dei punti di pressione come sulle anche, piuttosto che nelle spalle, che in entrambi i casi vengono premute contro il materasso, tanto da poter anche provare disagio, fino a causare l’interruzione del sonno a causa, appunto, di un materasso rigido.

Il mateasso acquisisce una superficie più morbida con un buon cuscino: Un cuscino-top può aiutare a creare uno strato più morbido sopra il materasso. Inoltre i copri-cuscini sono disponibili in una gamma di morbidezza e spessore variegato e spesso sono anche parte dell’acquisto del set compreso in alcuni materassi. Anche le federe sono disponibili in una varietà di materiali con caratteristiche diverse, ad esempio quelle dei guanciali possono essere dotate di un componente riscaldante che può fornire una sorta di termo terapia lenitiva; in più si può evidenziare che i guanciali in lana naturale anche se relativamente costosi, forniscono calore quando fa freddo e si raffreddano quando fa caldo. Vi sono anche degli articoli di coprimaterassi, detti “in gabbia d’uovo” che sono meno costosi, ma possono funzionare sul lato caldo, tuttavia tendono a consumarsi rapidamente.

La compatibilità di un materasso con un letto regolabile: Un letto regolabile è una base che può essere regolata su vari angoli. Alcuni materassi non sono compatibili con letti regolabili, quindi è importante considerare letti e materassi regolabili in tandem.

In generale si può comunque affermare che, qualsiasi materasso si presta alle proprie esigenze personali per le caratteristiche che esprime in se stesso, si traduce di conseguenza che un supporto adatto per avere un buon sonno notturno è del tutto soggettivo, perché l’unica prova del nove possibile, consiste nel comprendere la sensazione che il dormiente prova al momento del risveglio: Si sente riposato, senza dolori e / o rigidità alla schiena? Allora di certo quel materasso è raccomandato per quella persona.

Consigli sulle posizioni da assumere una volta straiati sul materasso

Le regole assolute sono del tutto inesistenti, quando si tratta di posizioni a letto, comunque le seguenti linee guida generali possono essere utili:

La migliore posizione per dormire comodi sul proprio materasso di solito è sdraiati sulla schiena: Proprio così, anzi, sarebbe più opportuno posizionare un piccolo cuscino nascosto sotto la parte posteriore delle ginocchia come supporto. Questa posizione aiuta a scaricare lo stress della colonna vertebrale e supporta la naturale curvatura relativa alla parte bassa della schiena.

Per le persone che si sdraiano sul materasso dai fianchi: In questa posizione sarebbe utile posizionare un cuscino tra le ginocchia per ridurre l’eventuale carico di stress sui fianchi e sulla colonna vertebrale inferiore.

Posizionarsi sul materasso sdraiati sullo stomaco: Anche in questo caso l’ausilio del cuscino può essere di utilità, in quanto, questa volta posizionato sotto lo stomaco ed i fianchi, può ridurre la tensione sulla colonna lombare.

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Uno sguardo alla Vigilanza privata visto dalla parte delle forze dell’ordine

La Vigilanza privata e tutto il suo comparto di appartenenza è un settore in continua crescita e sviluppo, propriamente per i servizi di sicurezza che sono sempre più necessari e di utilità, sia nel pubblico che nel privato.

In questo contesto, le forze dell’ordine, polizia e carabinieri, come potrebbero valutare l’impiego di Guardie giurate e addetti alla Sicurezza durante lo svolgimento dei servizi di Vigilanza?

Probabilmente gli agenti di polizia potrebbero considerare il settore della sicurezza e Vigilanza privata, utile in alcuni degli aspetti del lavoro che necessita svolgere e necessario in alcuni casi specifici . Detto questo, la mancanza di “appetito” nel settore della sicurezza privata assumerebbe un ruolo maggiore , qualora ci fosse, nel sostenere o lavorare in collaborazione con le forze dell’ordine, soprattutto dove ciò equivarrebbe a compiti di “polizia” che potrebbero essere svolti dagli addetti degli Istituti di Vigilanza, direttamente nello spazio pubblico.

Mansioni classiche degli addetti alla sicurezza del settore Vigilanza privata

  • Di solito la Vigilanza privata svolge un ruolo secondario nella protezione del pubblico
  • Gli addetti alla sicurezza dovrebbero agire come se fossero gli occhi e le orecchie della polizia
  • Favoriscono la sicurezza privata sostenendo eventi privati, avendo il ruolo di controllo degli accessi, dei biglietti all’ingresso, piuttosto che svolgere vere e proprie attività di polizia
  • I reparti di sicurezza impiegati presso le aziende sono considerati importanti per aiutare la polizia nel loro lavoro, probabilmente molto meno per i responsabili della sicurezza
  • In ambito prettamente informatico, solitamente sono i principali responsabili della protezione da frodi e cybercriminalità, mentre esulano dai compiti di indagine sui crimini digitali

Possibilità di sviluppo delle attività della Vigilanza privata

  • Maggiore collaborazione tra le forze dell’ordine ed i servizi di vigilanza privata in un lavoro collaborativo senza che vi siano inutili e controproducenti limitazioni
  • Limitare i punti di criticità delle aziende nel fornire informazioni alla vigilanza, essendo maggiormente impegnati a condividere le notizie di rilevanza con gli addetti ai servizi
  • Un maggiore impegno degli addetti alla sicurezza privata nel condividere le informazioni con le imprese
  • Delegare maggiormente e conferire maggiori poteri ai servizi di vigilanza privata in caso vi sia la necessità ed investire maggiori risorse nella forza in opera per consentire una risposta a determinati tipi di criminalità, in modo determinato e positivo

Probabilmente allo stato attuale delle cose, è chiaro che la vigilanza privata è una parte essenziale della protezione pubblica, ma non è strategicamente “imbrigliata” e il suo potenziale è sottostimato e non è nell’interesse di nessuno per continuare.

A questo punto sarebbe veramente necessario condurre uno studio per vedere in quale direzione dovrebbe andare il settore della vigilanza, quali sono gli ostacoli al progresso e suggerire i modi in cui può svilupparsi.

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Auto usate: Nell’attuale mercato si incominciano a trovare anche le elettriche – BMW i3 è veloce come una 120d ma attenzione alla carica

Nel panorama automobilistico odierno, considerati i numerosi modelli di vetture ibride ed elettriche che sono stati prodotti e commercializzati negli anni precedenti, oggi si può avere un buon “ventaglio” di “quattro ruote” numeroso, se si vuole guidare un mezzo più ecologico ed a risparmio di carburante.

Proprio per questo motivo, ai giorni nostri, presso le Concessionarie Multimarca, specializzate nella vendita di auto usate, si possono trovare alcune occasioni che faranno risparmiare anche sul prezzo di acquisto, oltre che sul caro carburante…allora vediamo nel dettaglio le motivazioni che ci possono indurre all’acquisto di un modello che sia elettrico e che si distanzi poco dalle classiche auto a benzina e diesel, in termini di prestazioni.

Un automobilista “vero”, inteso nel senso più tradizionale del termine, appassionato alle “quattro ruote” che dispongono dei classici pistoni che “fanno rumore”, potrebbe avere delle remore a sedersi su una vettura elettrica con molti timori, magari anche in modo distaccato, perché i suoni che giungono dal motore sono pressoché inesistenti. Le aspettative potrebbero essere paragonate a quelle di provare del piacere con la cucina fatta tramite un forno a microonde, oppure con un tostapane, quindi decisamente limitate se paragonate ad esempio ad un sontuoso barbeque, ma con la BMW i3, tutto diverso, tradotto in pratica, bastano due curve ed un paio di semafori per rivalutare l’argomento e farsi una nuova idea sulle auto elettriche.

Una volta a bordo, sarà inutile ambire ad avere la pelle d’oca, come ad esempio su una dieci cilindri a V di una BMW M5, tuttavia questa automobile elettrica, riuscirà davvero a coinvolgere il conduttore che la guida, propriamente sotto tutti gli aspetti peculiari che il mezzo esprime. Per prima cosa si potrà notare da subito lo sterzo che risulterà pronto, sensibile e diretto, avrà un vero e proprio feeling con il guidatore, simile a quello di una Mini, inoltre, al tempo stesso vanta un’eccezionale diametro di volta per parcheggiare in una sola e semplice manovra. Ma l’aspetto che sorprende di più della i3 è sicuramente lo scatto, che in effetti per un’auto ad alimentazione tradizionale parrebbe tutt’altro che sbalorditivo se pensiamo alla potenza di 170 cavalli, invece evidenziando che si tratta di un’auto elettrica, allora i 7,26 secondi per passare da 0 a 100 km/h, sono un ottimo risultato.

Se lo scatto da ferma è inatteso per un’autovettura del genere, allora la progressione in movimento impressiona maggiormente, perché ad esempio, marciando su strada alla velocità di 60 chilometri all’ora, si schiaccia a fondo il pedale dell’acceleratore, la i3, attacca letteralmente al sedile il suo conduttore e sono sufficienti poche centinaia di metri per ritrovarsi alla massima velocità di150 km/h che sono, tra l’altro, limitati. Quando poi si “rilascia il gas”, è facile notare una peculiarità ulteriore, ovvero dover quasi resettare le proprie esperienze di guida e ripartire con un nuovo stile, infatti il motore elettrico, in rilascio, ricarica le batterie, proprio come tutte le ibride, ma il fatto veramente sorprendente è che questa può ricaricare con una potenza che arriva addirittura a 50 kW.

Dunque, negli stop and go del traffico, è sufficiente, quasi sempre, rilasciare il pedale del gas e basta, senza nemmeno toccare il freno, di fatti, si accendono gli stop senza che il pedale venga toccato: BMW definisce questa guida “one pedal feeling” che significa, in solido, che viene utilizzato solamente il pedale dell’acceleratore. Ma in caso di emergenza il freno funziona alla grande, infatti è stato registrato uno spazio di arresto pari a 36,5 metri viaggiando alla velocità di 100 km/h, un dato grandioso se rapportato alla sezione ridotta dei pneumatici dei quali dispone l’auto.

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L’Agenzia SEO ti consiglia come indicizzare su Google le pagine Web in Javascript

Può capitare che un’Agenzia SEO debba lavorare ad un sito Web strutturato con un’alta intensità di Javascript che fa fatica ad essere presente negli indici di Google: La soluzione alternativa da adottare può essere il rendering automatico.

Un sito web che ha ogni pagina indicizzata nei risultati di ricerca di Google, è in completa salute ed è questo il presupposto basilare per riuscire a scalare il ranking verso le posizioni più alte delle SERP, salvo che sia dotato di contenuti di alta qualità che possano anche creare del valore aggiunto per gli utenti che devono visionarli.

Allora proviamo a prendere in esame un argomento del quale probabilmente la maggior parte delle Agenzie SEO hanno ben poco da preoccuparsi, al contrario nel caso vi fosse qualche cliente che affida in gestione le attività di sviluppo di uno o più siti web che hanno difficoltà ad essere scansionati da Google, a causa di una serie di JavaScript che risultano pesanti, allora si può optare per risolvere la questione con il rendering dinamico.

Di cosa stiamo parlando?

Quando abbiamo di fronte delle difficoltà oggettive a fare indicizzare delle pagine web da parte di Google, perché sono state implementate con una strutturazione in Javascript che ne inibisce la classificazione nei risultati di ricerca, allora possiamo utilizzare come soluzione alternativa il rendering automatico.

Proprio così, Google stesso afferma che attualmente l’elaborazione di Javascript è difficoltosa perché i Crawler fanno fatica nella lettura immediata dei contenuti o nella loro corretta interpretazione, allora è possibile arginare questa problematica servendo una versione della pagina in HTML al motore di ricerca, viceversa si può continuare a far vedere all’utente la stessa risorsa sempre in Javascript.

Sostanzialmente Google afferma che così come si sono già superate in passato le difficoltà di scansione Ajax, in un prossimo futuro, si risolveranno anche quelle di Javascript che adesso sarebbe opportuno poterle tamponare con lquesta soluzione temporanea.

Ovviamente un’Agenzia SEO può consigliare al meglio quale soluzione adottare per il sito web del cliente, infatti Google stesso spiega che la soluzione sopra prospettata si può applicare come penso già inteso, a quei siti che sono dotati di funzionalità Javascript che i Crawler non sono in grado di supportare, oppure in aggiunta, anche da quelle pagine che in più sono dotate di contenuti che cambiano rapidamente,

Il funzionamento del rendering dinamico

Il rendering dinamico effettua la richiesta di rilevazione del Crawler tramite il server del sito web.

Le richieste del Crawler a loro volta sono dirottate tramite la programmazione del rendering, così che l’utente possa vedere la normale pubblicazione della pagina web.

Invece dove vi è la necessità, il rendering grazie alla sua caratteristica di dinamicità, farà vedere al Crawler la risorsa nella versione appropriata per la lettura che può essere ad esempio in HTML statico, soluzione che può essere adottata sia per l’intero sito web che per la singola pagina.

In Conclusione

Questo contributo può concorrere al successo di un sito web che ha le prerogative sopra analizzate, perché come prima cosa per essere visibili agli utenti e aumentare la propria Brand Awereness, piuttosto che acquisire nuove fette di mercato on line, l’indicizzazione del proprio sito presso i risultati di ricerca di Google è di fondamentale importanza.

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Gli opposti si attraggono al Ristorante di pesce con il nasello delicato e l’asparago grassetto

I due prodotti sapientemente impreziositi creano un pasto unico e veloce da cucinare, fresco ed estremamente verde, come suggerisce lo Chef del Ristorante di pesce

Quando arriva la stagione degli asparagi, gli amanti di questo prodotto della natura, si accingono a consumarne quantità a piacere, cucinati in vari modi, come ad esempio arrosto con un po’di parmigiano e limone, scottato e ammucchiato su crostini di pane abbrustolito, al vapore, con le uova, oppure in un risotto dal sapore delicato ed arricchito dai profumi della tarda primavera.

Piatti molto semplici, soddisfacenti preparazioni che mostrano tutto il loro fascino e con l’aggiunta di un buon bicchiere di vino e del pane croccante, la cena è finita.

I migliori Ristoranti di pesce, invece, con il progredire della stagione, includono altri ingredienti nel piatto, ovviamente a base di proteine provenienti dai prodotti ittici del mare, come ad esempio i filetti di nasello.

Il nasello e gli asparagi esulano propriamente dall’essere necessariamente una combinazione intuitiva, sono praticamente uno studio vero e proprio sugli opposti. Il pesce è mite, pallido, delicato e salino, mentre gli asparagi sono schietti, erbosi, verdastri e terrosi.

Serviti insieme, comunque, si bilanciano a vicenda, facendo emergere il meglio di entrambi. Il pesce morbido e gli steli croccanti, tutti cotti nel burro, sono un ottimo pasto per la settimana, leggero, comodo e molto veloce.

I migliori Chef dei Ristoranti di pesce possono evidenziare come la comodità derivi dalla possibilità di cucinare tutto per gradi, in un’unica grande padella ad incominciare dall’asparago che va rosolato per primo insieme ad un veloce soffritto, mentre i condimenti hanno la possibilità di affondare nel pesce.
Quindi, il pesce ottiene il suo turno burroso, accompagnato da scalogni che caramellano e addolciscono la pietanza, invece, i sottili filetti di nasello, saranno pronti prima che gli asparagi abbiano anche la possibilità di rinfrescarsi.

Da sapere comunque che nel caso sia impossibile avere del nasello, è altrettanto consono utilizzare qualsiasi tipo di filetto di pesce delicato e disponibile, regolando il tempo di cottura in base al suo spessore.
Per i piatti più puri, è consuetudine la guarnizione con qualche spicchio di limone, invece per chi è amante dell’aglio, allora si può fare un passo in più con una semplice spolverata di questa primizia tritata finemente.

Questa ricetta si caratterizza per una miscela di prodotti che agisce più come salsina, che aggiunge ricchezza senza pesantezza.

Riuscire ad ottenere l’aglio verde (spesso la stagione è la stessa degli asparagi), sarebbe ottimale, perché ha un gusto più delicato ( anche se l’aglio regolare è altrettanto buono nel suo gusto deciso), a base di erbe, rispetto alla piccantezza del prodotto classico tuttavia

Infine condire generosamente il pesce con gli asparagi è il modo migliore per godersi questi due sapori opposti che tuttavia convivono felicemente nel piatto.

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In Trattoria con i bucatini alla Caruso: Arte culinaria allo stato puro

Come resistere ad uno dei primi piatti tipici della tradizione culinaria della nostra terra, come i bucatini alla Caruso? Una ricetta gustosa che deve il suo nome ad Enrico Caruso, tenore napoletano divenuto celebre in tutto il mondo: pare che l’artista durante le sue lunghe tourne avesse l’abitudine di chiedere agli chef preparazioni ad hoc, piatti dal sapore unico che con il tempo i cuochi inserivano nel menù deliziando i clienti.
Un armonioso trait d’union fra arte e cucina, testimonianza dell’amore che il maestro nutriva per la sua terra natia che ci ha permesso di scoprire ricette sensazionali come questi famosi bucatini.
Quale modo migliore per omaggiare la figura di Caruso rendendo lustro alla ricetta che porta il suo nome, frutto del suo ingegno come la sua incommensurabile arte? Immergiamoci allora nella cultura gastronomica partenopea con la ricetta dei bucatini alla Caruso svelata dallo Chef del locale Da Paolo Trattoria a Bologna.

INGREDIENTI PER LA REALIZZAZIONE

400 grammi di bucatini;
350 grammi di peperoni gialli;
600 grammi di pomodori tipo San Marzano;
300 grammi di zucchine piccole;
35 grammi di farina 00;
5 grammi di aglio;
1 o 2 peperoncini piccoli piccanti;
120 grammi di pecorino grattugiato;
Basilico, prezzemolo, origano e olio extravergine di oliva quanto basta.

PREPARAZIONE DELLA RICETTA

La preparazione della ricetta è un inno alla cucina italiana, un segno di gratificazione ai prodotti della nostra terra che sapientemente “mescolati” sanno donare gusto e sapore ineguagliabile al nostro palato…

Allora incominciamo con il lavaggio ed il taglio delle verdure:

Pomodori: vanno completamente pelati e tagliati a metà, se vi è una parte interna verde necessiterà rimuoverla, così anche per i semini rimasti all’interno. Infine verranno tagliati a cubetti e messi da parte.
Peperone giallo: verrà tagliato in due parti avendo cura di rimuovere il picciolo verde all’esterno e, privandolo dei filamenti interni di colore bianco ed ovviamente dei semini. Come già fatto con i pomodori, verrà tagliato a cubetti e messo da parte.
Zucchine: si dovranno spuntare e tagliare a rondelle (lo spessore deve essere di circa 3 mm) per poi essere versate in una ciotola contenente della farina.

LA FRITTURA DOVRA’ ESSERE ESEGUITA SEGUENDO ALCUNI ACCORGIMENTI

Le zucchine andranno mescolate con cura nella farina, necessiterà che la stessa finisca per aderire uniformemente alla verdura. Fatto ciò, si scolerà quella di troppo servendosi di un colino. Completata quest’operazione, sarà la volta della frittura in un tegame contenente olio bollente, facendo attenzione alle dosi, quindi meglio farlo un po’ alla volta perché si è constatato sia la soluzione migliore.
Attenzione anche a non superare i 180 gradi di temperatura visto che le zucchine potrebbero finire per bruciarsi, quindi per scongiurare questo pericolo è possibile tenere la temperatura sotto controllo con un termometro da cucina.

Conclusa la cottura, si scolerà e rimuoverà l’olio in eccesso con della carta assorbente per poi aggiungere del sale e mettere da parte il prodotto finito della frittura.

IL MOMENTO DELICATO DELLA COTTURA DELLA PASTA E DELLLA PREPARAZIONE DEL CONDIMENTO

Ovviamente andrà messa a scaldare una pentola sul fuoco con dell’acqua per la cottura della pasta, avendo cura di salare solo dopo l’ebollizione. Nel mentre si procederà con la preparazione del condimento, facendo soffriggere l’aglio in una padella antiaderente.
Verranno aggiunti i peperoni e successivamente 1 o 2 peperoncini piccanti, tagliati in piccoli pezzetti. Una volta aggiunto il tutto in padella non resta che lasciare rosolare per una decina di minuti.
L’aglio verrà poi rimosso ed ecco giunto il momento di inserire i pomodori da lasciar cuocere per circa 5 minuti, inserendo basilico ed origano qualche minuto prima di spegnere la fiamma.
Al termine la pasta (cotta al dente) verà scolata nella padella del condimento, per poi unirci le zucchine fritte con l’aggiunta dell’immancabile prezzemolo titato. Mescolati con cura gli ingredienti, ed amalgamati alla perfezione il piatto è pronto…et voilà, i bucatini alla Caruso sono serviti: ora non resta che condirli con un po’ di pecorino grattugiato.

ULTERIORI CONSIGLI DIRETTAMENTE DALLA TRATTORIA

Come è facilmente intuibile questo primo piatto rende al meglio se mangiato ancora caldo, perchè solo così è possibile godere appieno della genuinità dei suoi ingredienti freschi per la gioia del palato.

Nonostante ciò, chi avesse la necessità o il desiderio di consumarli anche nei giorni a venire, può conservarli in frigorifero per non più di un paio di giorni, avendo cura di custodirli in un contenitore a chiusura ermetica.

Per rendere la pietanza veramente appetitosa, lo Chef del Ristorante Da Paolo Trattoria di Bologna, consiglia di utilizzare pasta di semola di grano duro.

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Auto blu vendute come veri e propri stock di occasioni usate

Le auto blu dei ministri in buona parte sono state vendute tramite l’aiuto del Web, vediamo cosa si può fare per quelle ancora prive di un proprietario

Secondo le fonti dichiarate dal governo, le auto blu sono state messe in vendita come delle vere e proprie occasioni che ogni Concessionaria del settore, commercializza quotidianamente tramite lo stock del proprio usato che viene presentato anche nel Web.

Proprio così, le auto utilizzate presso i ministeri e gli enti locali, sono state messe in vendita per ridurre la spesa pubblica, più che altro come atto simbolico, sono finite nel Web, presso una vera e propria vetrina virtuale, allestita dal governo.

Sono state effettuate delle aste in lotti, per smaltire queste automobili, oramai in esubero dopo la decisione presa qualche anno fa con il decreto del presidente del Consiglio dei ministri che voleva ridimensionare appunto, i mezzi a disposizione e le modalità di utilizzo di quelli rimasti in uso.

Tramite il web sono state messe all’asta centocinquantuno autovetture, totalizzando centinaia di cessioni che hanno determinato introiti destinati ad un fondo utile alla riduzione del deficit.

Indubbiamente necessita molto di più per sanare le casse statali, comunque l’operazione come detto sopra, sicuramente è stata effettuata come gesto rappresentativo che comunque ha portato delle entrate e diminuito alcune spese.

Dunque anche per il governo la rete Internet è servita per smaltire le auto dei nostri ministri che risultavano in eccesso, mentre per quelle rimaste ancora invendute, che soluzione si potrebbe trovare?

La 7 è andata ad intervistare uno storico rivenditore di auto usate della città di Milano ( piazza importantissima per tutto il Nord Italia, tanto da essere un vero e proprio punto di riferimento per gli operatori del settore), per porre alcune domande su questa operazione e chiedere cosa apprezza attualmente il vasto pubblico delle quattro ruote, in funzione delle effettive richieste che giungono attualmente dal mercato settoriale.

E’ emerso che le auto blu vendute fino ad oggi, probabilmente hanno fatto appeal sul fatto che erano appunto state utilizzate dai ministri e forse avevano un numero adeguato di chilometri in rapporto all’età, mentre quelle rimaste ancora senza un nuovo proprietario, probabilmente hanno un’ alta cilindrata ed un chilometraggio elevato, ovvero le più difficili da commercializzare nel mercato italiano.

Infatti gli operatori del settore per questa tipologia di auto usate, di solito si rivolgono ad un mercato estero che è più ricettivo, propriamente per questa tipologia di prodotto, come ad esempio possono essere le grandi ammiraglie utilizzate dai vari ministri del nostro paese che hanno macinato qualche chilometro in più del necessario .

Allora quando anche il Web non ce la fa più, subentrano fattori di mercato evidenti che necessitano di essere analizzati a fondo per trovare le giuste soluzioni, anche quando si tratta di auto blu.

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Mustang V.8 5.0 435 Cavalli di potenza: Auto usata nella realtà ma soprattutto desiderata

La casa automobilistica americana sa come stupire clienti e addetti ai lavori, tanto che circa tre anni or sono, ha commercializzato la nuova versione della Mustang con l‘inedito propulsore V8 da 5.0 litri dotato di una potenza di ben 435 cavalli, un’unità a lungo acclamata ed attesa anche nel mercato Europeo; del resto stiamo parlando del modello di punta di Ford – chi meglio di questa auto, può sfoggiare un motore così fenomenale, addirittura ottimizzato con l’introduzione di valvole di scarico e aspirazione maggiorate per assicurare più flusso d’aria a regimi elevati?

Prestazioni super dunque, eppure, la muscle car statunitense è in grado di soddisfare un’utenza variegata, tanto che gli appassionati del genere vorrebbero trovarla tra gli stock delle auto usate, perché parlando propriamente di risparmio, può arrivare persino a garantire consumi ridotti grazie ad un’unità meno performante rispetto alle precedenti edizioni: EcoBoost 4 cilindri da 2.3 litri con 310 cavalli di potenza (altra novità assoluta in quest’ultima edizione prodotta), che, stando a quanto dichiarato dal costruttore, vanterebbe ottimi consumi, anche grazie ad un formidabile kit meccanico. Tanta potenza e consumi contenuti dunque, ma anche controllo, grazie al Performance Pack offerto di serie per le varianti europee della vettura, volto a garantire una migliore esperienza di guida che dona stabilità e agilità a quest’ultima.

Dando un’occhiata alla struttura, la muscle car Usa appare molto più leggera rispetto ai modelli degli anni precedenti, un risultato dovuto alla scelta dei materiali: pannelli laterali, cofano motore, alloggiamento dell’assale posteriore, pinze dei freni e giunti delle sospensioni posteriori sono in alluminio, il telaio, invece, è stato reso più rigido grazie all’acciaio ad elevata resistenza. L’inedito sistema integral link vanta ammortizzatori specifici, un kit di braccetti di controllo e smorzatori per la riduzione dei movimenti di beccheggio e rollio del muso, oltre alla gestione (completamente autonoma) dell’altezza del posteriore.

Interessante l’allestimento, che presenta ammortizzatore monotubo, una barra antirollio maggiorata sul retrotreno, un impianto di raffreddamento ottimizzato per la guida in pista, molle racing, barra duomi strutturata a K e dischi freno maggiorati. Come se non bastasse, al fine di garantire un migliore handling sui circuiti europei (con maggiori esigenze di guida rispetto a quelli Usa) tutto l’apparato elettronico è stato riconfigurato nel migliore dei modi.

Dal lancio sul mercato sono passati poco più di 3 anni, sia per quel che riguarda le varianti cabriolet che quelle coupè, bisognerà aspettare ancora per avere la possibilità di trovarla tra le auto usate in commercio, oppure è possibile già adesso reperirla sul mercato? Siamo certi comunque che i pretendenti saranno ripagati nel caso dovranno attendere…