Dopo il successo di Pompei a Londra quello di Rovigo ad Aosta!

Vi ricordate il successo della mostra di Pompei a Londra?

Il Polesine non vuole essere da meno ed i Capolavori dell’Accademia dei Concordi di Rovigo al Forte di Bard ad Aosta hanno già fatto più di 22000 visitatori!

Penso che a Rovigo i suddetti capolavori siano stati visti da ben poche persone 🙁

Parola d’ordine: valorizzare i propri gioielli

Bellissimo il video di Vittorio Sgarbi, curatore della mostra:

bella e sconosciuta città di Rovigo
forse per Rovigo sarà una migliore opportunità avere i dipinti al Forte di Bard che a Rovigo stessa e verranno molti da Rovigo e dal Veneto a vederli che a Rovigo non li hanno visti

Carlo Scarpa: gli imperdibili

Questa la mia personale classifica degli imperdibili interventi di Carlo Scarpa:

  1. la Tomba Brion a San Vito (Altivole): un luogo incredibile dove si può sentire il legame morte-vita, morte-natura
  2. il negozio Olivetti a Venezia: un piccolo negozio trasformato in arte nei dettagli tutti da scoprire
  3. Fondazione Querini Stampalia: un giardinetto, un ponticello e un attracco INDIMENTICABILI

Se vi capita di passare per Monselice visitate il Museo della Rarità Carlo Scarpa: un’unica stanza che ricorderete.
museo di Carlo Scarpa a Monselice

Fondazione Querini Stampalia: museo, Carlo Scarpa e Mario Botta

Venezia non si finisce mai di scoprire.
Questa volta sono andato alla Fondazione Querini Stampalia.
Splendida villa veneta con relativi arredi e museo. Visitarlo da il senso della ricchezza delle famiglie veneziane: i loro palazzi erano delle vere e proprie regge pur con spazi limitati.
Incredibile l’intervento di Carlo Scarpa per quanto riguarda l’accesso con relativo ponticello, il piano terra e il giardino.
ponte, Carlo Scarpa, fondazione Querini, Venezia
vasca, mattonelle, muro, acqua, giardino, Carlo Scarpa, fondazione Querini, Venezia
garden, Carlo Scarpa, Querini, Venice
scala, Carlo Scarpa, fondazione Querini Sampalia, Venezia
Non da meno quello più recente del suo allievo Mario Botta.
scala, Mario Botta, Querini Stampalia, Venezia
galleria,  Mario Botta, Querini Stampalia, Venezia

IMPERDIBILE!

Carlo Scarpa: Tomba Brion le mie fotografie a breve pubblicate

Via facebook ho ricevuto questa comunicazione:
Gentilissimo Fabrizio Pivari,
sono una ricercatrice di Storia dell’Arte Contemporanea dell’Università di Cagliari e sto pubblicando in una rivista spagnola on line (Locus amoenus) un pezzo su Carlo Scarpa. Ho trovato in rete una foto stupenda della porta nella Tomba Brion e vorrei chiederle se posso utilizzarla per il mio articolo, indicando naturalmente le dovute referenze.
La ringrazio infinitamente per l’attenzione, cordiali saluti
Rita Ladogana
Università degli Studi di Cagliari (UNICA)
Dipartimento di Storia, Beni culturali e Territorio
ladogana@unica.it

Ho rilanciato ed oltre proporre in visione tutte le mie fotografie relative alla Tomba Brion, ho proposto anche quelle del Negozio Olivetti di Venezia

la fontana vista dal soppalco - negozio Olivetti - Carlo Scarpa - Venezia

Francesca e Irene, negozio Olivetti, Carlo Scarpa, Venezia

Famiglia e bagno del negozio Olivetti di Carlo Scarpa a Venezia

Nel piccolo negozio Olivetti di Carlo Scarpa in Piazza San Marco a Venezia non dimenticate di farvi mostrare il bagno!
E’ uno spazio angusto, in teoria cieco.
La parte con i lavandini riesce a prendere un po’ di luce dal negozio grazie ad un apertura scarpiana.
Mi ha permesso di realizzare questi due primi piani di Agnese e Irene (Livia non ci arrivava) che trovo molto particolari.
Ad aver avuto la giusta attrezzatura e luci …
Agnese - Negozio Olivetti - Carlo Scarpa - Venezia
Irene, negozio Olivetti, Carlo Scarpa, Venezia

Amore nella tomba Brion: due cerchi intrecciati

Non è facile trovare simboli potenti di amore. E’ incredibile trovarli in una tomba.
Non una tomba qualunque, la tomba Brion di Carlo Scarpa.
i due anelli intrecciati - tomba Brion - Carlo Scarpa by Fabrizio Pivari (pivari)) on 500px.com
i due anelli intrecciati – tomba Brion – Carlo Scarpa by Fabrizio Pivari
Due cerchi (anelli) intrecciati (intersecanti). Due realtà distinte ma saldamente unite. Un’area comune.
Tornerò sicuramente alla tomba Brion, questa volta con tutta la famiglia ed in una giornata primaverile.

Tomba Brion di Carlo Scarpa a San Vito (Altivole)

Ieri magnifica giornata di sole. Pranziamo presto e alle 13 io ed Agnese siamo già pronti per uscire di casa.
Destinazione: cimitero!
Non un cimitero qualsiasi ma la tomba Brion di Carlo Scarpa a San Vito, frazione di Altivole (dopo Castelfranco Veneto).
Arriviamo alle 14.15. La tomba è stata costruita affianco al cimitero (una L accostata al lato sinistro e retro).
Entriamo dall’ingresso indipendente: una coppia giovane di giapponesi con macchine fotografiche stratosferische. Io ed Agnese sfoderiamo le nostre compatte da centoeuro e guardiamo e scattiamo. Un altro giapponese, 2 stranieri con cannoni poi arriva anche un italiano con una macchina fotografica a lastre.
Incredibile come un’architettura semplice soprattutto in cemento armato grezzo possa richiamare appassionati da tutto il mondo.
Il verde, l’acqua, i riflessi, il grigio del cemento armato, pochi dettagli di colore, le ombre.
Una tomba che sembra un giardino zen.
recinzione - tomba Brion
arche sotto Arcosolio - Tomba Brion - Carlo Scarpa
Arcosolio - Tomba Brion - Carlo Scarpa
i due anelli intrecciati - tomba Brion - Carlo Scarpa

Museo del vetro di Montegrotto Terme

Oggi sono andato con Agnese e Livia a Montegrotto Terme a visitare il Museo Internazionale del Vetro d’Arte e delle Terme.
Pensavo fosse vicino al Municipio, mi ricordavo infatti di un’installazione in vetro (alberi metallici di Umberto Del Negro).
alberi metallici - Umberto Del Negro - Montegrotto Terme
Poi ho scoperto che è invece in un bellissimo edificio ai piedi del Monte Alto (sotto villa Draghi).
Impressioni: all’esterno continuano le opere di Umberto Del Negro (pensavo si trattasse di un museo a lui dedicato).
modello della grande piramide - Umberto Del Negro - museo del vetro - Montegrotto Terme
Il museo è pieno di pezzi (vetri e pseudo opere d’arte). Tutto sembra importante. Non è stato facile scoprire due meravigliosi pezzi Carlo Scarpa fatti per Venini, un pezzo di Max Ernest (mi sono quasi dovuto sdraiare per terra per poterlo contemplare con attenzione), un pezzo di Cleto Munari.
Bellissima la sala conferenze con un incredibile vista.
All’uscita 4 sedie davanti un televisore a tubo catodico. La signora ha acceso l’impianto ed io e le bambine siamo rimasti ipnotizzati a vedere un maestro vetraio di Murano creare granchi, pagliacci, piovre, aragoste di qualità inimmaginabili con, in apparenza, semplici gesti. Il maestro accennava all’invidia di Picasso che aveva potuto solo commissionare il lavoro senza poter intervenire direttamente.
Purtroppo accennava alla mancanza di una scuola per maestri vetrai e al fatto che in Italia sia ritenuta ancora un’arte minore al contrario di molti paesi esteri dove era stato spesso invitato.

Meraviglioso!

P.S. Nel museo era presente una vetrina con vetri di bottiglie d’epoca Luxardo. Incuriosito sono poi andato allo shop Luxardo.
P.S. P.S. Dall’ingresso/uscita del museo partono sentieri per il Monte Alto.