Arte povera a Bologna: le mie impressioni

Venerdì pomeriggio sono riuscito ad andare al MAMbo con la famiglia e sfruttare così la giornata open.
Avevo tante aspettative dovute ai seguenti fattori:

  1. Nell’anno dell’Arte Povera per me costituiva la prima di una serie di mostre importanti a cui non si poteva mancare
  2. Avevo partecipato nel 2010 ad una incredibile antologica di Zorio
  3. Ero stato in mattinata a Reggio Emilia vedere l’incredibile performance di Shimamoto

Forse mi aspettavo troppo!
Non mi hanno permesso di fare fotografie, nonostante mi fossi accreditato.
La mostra era costiuita di poche opere, storiche, ma forse non così impressive come mi attendevo (c’era anche Boetti?).
Le meravigliose fotografie di Anselmo le avevamo già viste nella collezione permanente.
Arte Povera
Segnalo due perle appena fuori dal MAMbo:

  1. il Parco Cavaticcio con due stupende opere di Arnaldo Pomodoro e Mimmo Paladino
  2. La galleria Sponda, in un garage, con una personale su Riccardo Baruzzi.
    L’artista, il curatore e il gallerista sono rispettivamente invitati a dare vita ad
    una propria modalità di installazione dei lavori all’interno dello spazio espositivo; questi interventi,
    che si svolgeranno nella durata di tutta l’esposizione ad intervalli regolari, consistono nel cambiare
    posizione o addirittura nel sostituire le opere scelte in principio dall’artista.

Arte povera 1968 al MAMbo: inaugurazione il 23 settembre

Alighiero Boetti: Insicuro noncuranteMi piacerebbe riuscire a partecipare con tutta la famiglia all’inaugurazione della mostra Arte povera 1968 che si terrà il 23 settembre al MAMbo (Museo di Arte Moderna di BOlogna).

E’ una mostra evento a cura di Germano Celant, prima di una serie di mostre sull’Arte Povera che si svolgeranno in Italia (MAXXI di Roma, MADRE di Napoli che sembra annullata, Venaria Reale a Torino, la Triennale di Milano)


In tema di Arte Povera, nel 2009, avevo visto con la famiglia al MAMbo la splendida mostra monografica su Gilberto Zorio. Mi aspetto molto da Arte povera 1968!

Alighiero Boetti tour: presente nei principali musei mondiali è assente in quelli italiani

Alighiero Boetti: Insicuro noncuranteIl Corriere della Sera di mercoledì 7 settembre 2011 dedica un’intera pagina della sezione Cultura ad Alighiero Boetti. In basso un graffiante trafiletto dal titolo E l’Italia resta a guardare
Boetti sarà in tour al Reina Sofia (Madrid), Tate Modern (Londra), MoMa (New York).
Per quale ragione nessun museo del nostro Paese rientra nel Grand Tour boettiano?
La spiegazione data: mancanza di risorse, insensibilità al nuovo, mancanza di una politica della cultura contemporanea.

Condividendo pienamente il trafiletto e aggiungo due piccole osservazioni:

  1. Mi fa sorridere veder scrivere di nuovo o d’avanguardia riguardo ad un artista degli anni ’60 (gli anni dell’Arte Povera) anche se la realtà è proprio così
  2. Altri artisti sono come il prezzemolo ad es. Mimmo Paladino