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Perché devo prendere i mezzi pubblici se il monopattino elettrico è come la bici?

monopattino elettrico

Leggo in un comunicato che è stato approvato l’emendamento alla legge di bilancio che equipara i monopattini elettrici alle biciclette, proposto dal Senatore della Repubblica Eugenio Comincini.

Tale emendamento prevede che i monopattini conformi ai limiti di potenza e velocità (potenza motore 500 w e velocità max 20 km/h) indicati nel decreto del MIT del 4 giugno 2019 siano equiparati ai velocipedi, regolati dal precedente decreto legislativo del 30 aprile 1992.

Forse i monopattini elettrici sono ancora pesantini ma immaginate di uscire di casa, andare in macchina nel parcheggio più vicino al lavoro, tirarlo fuori dal baule, raggiungere l’ufficio, caricarselo in spalla e metterlo in carica nella prima presa utile vicino alla vostra scrivania.

Ha ancora senso il bike sharing?
Ed userete ancora mezzi pubblici per piccole tratte quando ne dovete cambiare due o tre per arrivare vicino all’ufficio ma magari a 500m?

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Non sono Cristo ma …

Non sono Cristo ma ora potrei giocare (videogioco) ad impersonarlo: I am Jesus Christ. Guardate l’official trailer.

Io lo trovo triste e trash. Usare i superpoteri di Gesù.

Cerchiamo un aspetto positivo: non ci sarà più bisogno del catechismo. I bambini quando raggiungeranno i livelli superiori saranno già formati.

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Cluster di cervelli in rete

E’ meglio un computer potentissimo o tanti computer in cluster?
Tanti computer potentissimi in cluster!

Forse invece che provare a potenziare il cervello lavorando soprattutto su interfacce cervello-computer bisognerebbe imparare di più dalle tendenze del mondo informatico (anche per poter giocare con loro in futuro allo stesso livello).

Bisognerebbe riuscire ad abbandonare l’Io e ragionare in ottica di noi/umanità.

Bisognerebbe iniziare a lavorare su interfacce cervello-cervello.
Una rete di cervelli per arrivare ad un cluster di cervelli.

L’io diventa noi diventa tutti!

Nel cluster c’è qualcuno che pilota. Nessuno sarebbe disposto a perdere la propria identità per un bene/vita comune. Ma nel caso di cluster di cervelli temporaneo per risolvere specifici problemi altrimenti non risolubili?

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Il mio corpo limita la mia persona?

Il corpo ha un tempo. Il corpo deperisce.
Al momento anche il cervello ha un tempo, anche il cervello deperisce.

E’ importante cercare modi sempre più sofisticati per riparare il corpo o meglio ringiovanire il corpo?

O è più importante concentrarsi sulla mente, cercare modi per far vivere il pensiero anche fuori dal corpo?

Oggi è ancora fantascienza ma tanti iniziano a porsi queste domande per capire dove concentrare le proprie energie di sviluppatori di nuove tecnologie.

Come risolvere la percezione di un corpo limitante?
Le strade possono essere solo due:

  • potenziare il corpo
  • progettare come vivere anche fuori dal corpo.

Poi per fortuna c’è l’anima, per fortuna c’è Dio.

L’uomo sta distruggendo la natura e il mondo, ma se non serve il corpo …
L’uomo gioca a diventare Dio

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Con un cervello in cloud mi serve l’ambiente?

E’ una battuta/provocazione ma fa riflettere: con un cervello in cloud mi serve l’ambiente?

Probabilmente non mi servirà nemmeno il corpo.
Mondo, ambiente e corpo saranno virtuali. (Leggi Accelerando, forse troppo tech ma con spunti interessantissimi)

Forse dovrei fare delle lotte per sensibilizzare oltre l’argomento ambiente l’argomento uomo-tech-supureroe-cyborg.

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Robot -> uomo vs uomo -> robot

Nella fantascienza che leggevo da ragazzo spesso i robot erano fatti così bene che non si accorgevano di essere robot, pensavano di essere umani e/o quando si accorgevano di non esserlo volevano diventarlo, lottavano per diventarlo.

Pinocchio 3000 è identico: un robot bambino che vuole diventare bambino reale. Ma oggi corrisponde alla realtà?

I bambini e gli adulti a me sembra che vogliano diventare robot.
O meglio vorrebbero diventare Dio o almeno supereroi.
Ma analizzando i superpoteri oggi potremmo ottenerli semplicemente robotizzando alcune parti umane.

Ad esempio la supervista è già possibile con occhi bionici che mettano assieme cannocchiali, microscopi, visori infrarosso, …
La superforza, correre velocissimi, … è già possibile con arti bionici superpotenziati. Mi viene in mente un libro di fantascienza degli anni ’60 dove bambini venivano appositamente amputati per potergli installare arti bionici.
La superintelligenza (e la supermemorizzazione) è già possibile con supercomputer e l’intelligenza artificiale.

Ci rimangono i sentimenti. Siamo sicuri?

Da sempre l’uomo vorrebbe il supercoraggio, è già possibile se non c’è timore del proprio corpo, basterà quindi trasformare il nostro corpo in artificiale, in sempre riparabile.

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Eterna giovinezza vs eterna vecchiezza (vecchiaia)

Ci sarà una ragione se da sempre si cerca la fonte dell’eterna giovinezza (Erodoto) ed oggi si cerca di arrivare all’eterna vecchiezza (vecchiaia) o al giovanilismo.

Ho la faccia vecchia, la tiro,
ho membra fuori uso, le aggiusto o le sostituisco,
sport o movimento fisico sempre e se possibile estremo, non bocce o biliardo, ma maratona, sci, tennis e se fosse possibile calcio, basket, …, pugilato, full contact, triathlon, …

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Ti fidi più di un robot o di una persona?

Una ricerca condotta da Kaspersky e dalla Ghent University ha rivelato che i robot sono in grado di ottenere informazioni sensibili dalle persone che, fidandosi di loro, si lasciano convincere ad intraprendere azioni non sicure.

  • Ottenere l’accesso alle aree off-limits. Il robot è stato posizionato vicino all’entrata custodita di un edificio multifunzionale nel centro di Ghent in Belgio e ha chiesto al personale di poter accedere all’interno dell’edificio. L’accesso era possibile solo avvicinando un security pass ai lettori per il controllo degli ingressi. Durante l’esperimento, non tutto il personale era d’accordo a soddisfare la richiesta del robot, ma il 40% ha sbloccato la porta e l’ha tenuta aperta per consentire al robot di entrare nell’area protetta. Addirittura, quando il robot si è presentato come addetto alla consegna della pizza, con in mano la scatola di un noto marchio internazionale di take away, il personale ha accettato senza problemi il ruolo del robot e sembrava meno incline a mettere in discussione la sua presenza o le ragioni per cui avesse bisogno di accedere all’area sicura.
  • Ottenere informazioni sensibili. La seconda parte della ricerca si è concentrata su attività volte ad ottenere informazioni personali che in genere vengono utilizzate per reimpostare le password (compresa la data di nascita, il brand della prima auto, il colore preferito, ecc.). Anche in questo caso, è stato utilizzato un robot “sociale” che ha intrattenuto con le persone una conversazione amichevole. Con tutti i partecipanti, tranne uno, i ricercatori sono riusciti a ottenere dati personali ad una velocità di circa un’informazione al minuto.
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Sigarette elettroniche: io fumo sano!

I presupposti per affermare che fumando sigarette elettroniche fumi sano si incuneano subito nella testa dei ragazzi ma anche degli adulti confrontandole con le normali sigarette.

In primo luogo non le accendi. Il fuoco, per quanto da sempre utilizzato dall’uomo, ci fa sempre un po’ paura, inoltre la domanda sorge: cosa succede al tabacco (e alla cartina) bruciandolo?

In secondo luogo metti nelle sigarette elettroniche un liquido che sembra acqua, che alcuni assaggiano, edibile. Ma se lo puoi anche mangiare che male farà respirarlo? Inoltre una volta si facevano fumenti ed avevano effetti benefici e curativi oltre ad avere gradevoli aromi.

E’ abbastanza semplice arrivare a pensare che la sigaretta elettronica faccia molto meno male di una sigaretta normale, anche a livello inconscio. Ma cosa conosciamo di tutte le sostanze utilizzate? Cosa conosciamo degli effetti reali a medio lungo termine?
E soprattutto, gli ultimi dati, con più di 18 morti solamente negli Stati Uniti dovute a complicazioni provocate da sigarette elettroniche. Non sono certo un esperto in materia e semplicemente leggo quanto riportata dalla stampa mondiale e mi rendo conto della rilevanza del problema.

Riporto l’articolo di Wired per poter iniziare un approfondimento https://www.wired.it/scienza/medicina/2019/10/09/sigarette-elettroniche-dannose/

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La mia testa ha ancora bisogno del mio corpo?

La mia testa ha ancora bisogno del mio corpo?
La domanda sorge spontanea se si reputa che in un uomo vi sia solo l’intelligenza soprattutto quando il corpo non può più funzionare.
E’ di ieri l’articolo di un francese paralizzato che grazie ad un esoscheletro ha ripreso a camminare.
Sembra un miracolo.
Però andando oltre arrivano le domande etiche.
Perché l’esoscheletro deve portarsi dietro un corpo morto?
E quando l’esoscheletro servirà a potenziare il corpo, avremo ancora bisogno del corpo?