La varietà il punto di forza dell’Italia?

varietà di pomodoriE’ veramente la varietà il punto di forza dell’Italia nel cibo, nei vini, nelle birre, in qualsiasi nostra attività?
Entri in un supermercato italiano qualsiasi, devi scegliere un formaggio, ce ne sono almeno di 20 tipi diversi ma si farebbe in fretta ad arrivare almeno a 50. In qualsiasi supermercato estero, con i formaggi nazionali farebbero fatica a superare i 5.
Di pane almeno 10 tipi ma basta poco a superarne almeno 20 con quelli speciali.
Di vini almeno 50. Nelle birre il nostro punto di forza è costituito da quelle artigianali, microproduzioni a qualsiasi “gusto”.
E così si può andare avanti.
Ma se avessimo un formaggio primario, un pane primario, un vino primario, … sarebbe molto più semplice da fare comunicazione, marketing e quindi da vendere in grosse quantità e poi vendere sul successo di quello anche tutti gli altri.
Che vino fanno i francesi? Lo champagne.
Che pane fanno i francesi? La baguette.
Che formaggio fanno i francesi? Il brie.

Ma questo vuol dire che se comprate un vino francese berrete solo champagne? No visto che sanno fare molto bene lo champagne sapranno fare molto bene anche tutto il resto.

Riusciremo mai a capire che la varietà nel senso che ognuno lotta con tutti gli altri per avere il suo spazio è forse il più grosso limite per l’Italia?

Esseri viventi di serie A, B e C

Gli esseri viventi sono sempre stati divisi in 3 macro sezioni: l’Uomo (serie A), gli animali (serie B), le piante (serie C).
Questo primato dell’uomo si sta sempre più affievolendo ed alcuni animali domestici stanno diventando figli dedicando loro quasi le stesse attenzioni.
I vegani non mangiano carte animale e nessun prodotto animale (latte, miele, uova).
Ed i vegetali sono ancora essere viventi di serie C?
Tra gli animali e i vegetali è ancora così grosso il divario?
E’ meglio non bere il latte in esubero o mangiare uccidendo un essere vivente vegetale?

Pomodoro: maggiori produttori e esportatori al mondo del pomo d’oro

pomodolo olandese
pomodolo olandese

L’Italia è il principale produttore in Europa di pomodoro, ma non lo esporta!
L’Olanda è il secondo esportatore di pomodori al mondo, mi verrebbe da dire li fanno così buoni che preferiscono esportarli.
Qualche domanda però bisognerebbe farsela.
L’Olanda fa un formaggio e lo esporta in tutto il mondo. Per patate e cipolle è il maggior esportatore al mondo, per i pomodori il secondo.

Mangiare italiano nell’Alibaba Xixi Campus

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Alibaba spero inizi ad essere ben conosciuto anche in Italia.
Il Campus Xixi di Hangzhou è una struttura immensa realizzata dallo studio di architettura Hassell che rappresenta un caso aziendale di studio in tutto il mondo e di conseguenza una meta turistica rilevante.
In questa incredibile struttura è ora presente un corner italiano, Gusto Italiano,.
Utilizzando i maggiori brand del food made in Italy, Gusto Italiano è in grado di fornire un servizio di qualità incentrato su pasta, pizza, gelato, pasticceria e caffetteria.

Evviva il food made in Italy!

Olio: ritardo fortissimo sul web

Carlo Cambi ha sottolineato il ritardo fortissimo che ha il mondo dell’olio sul web “Solo il 45% dei frantoi è rappresentato, solo il 35% delle aziende agricole e appena il 3% dell’olio venduto è e-commerce” ha dichiarato il giornalista di Linea Verde Rai, invitando tutti a fare una riflessione su come colmare il gap se si vuole uscire dal mercato locale.
Asolo: XLVI Assemblea Nazionale delle Città dell’Olio

Gli opposti si attraggono al Ristorante di pesce con il nasello delicato e l’asparago grassetto

I due prodotti sapientemente impreziositi creano un pasto unico e veloce da cucinare, fresco ed estremamente verde, come suggerisce lo Chef del Ristorante di pesce

Quando arriva la stagione degli asparagi, gli amanti di questo prodotto della natura, si accingono a consumarne quantità a piacere, cucinati in vari modi, come ad esempio arrosto con un po’di parmigiano e limone, scottato e ammucchiato su crostini di pane abbrustolito, al vapore, con le uova, oppure in un risotto dal sapore delicato ed arricchito dai profumi della tarda primavera.

Piatti molto semplici, soddisfacenti preparazioni che mostrano tutto il loro fascino e con l’aggiunta di un buon bicchiere di vino e del pane croccante, la cena è finita.

I migliori Ristoranti di pesce, invece, con il progredire della stagione, includono altri ingredienti nel piatto, ovviamente a base di proteine provenienti dai prodotti ittici del mare, come ad esempio i filetti di nasello.

Il nasello e gli asparagi esulano propriamente dall’essere necessariamente una combinazione intuitiva, sono praticamente uno studio vero e proprio sugli opposti. Il pesce è mite, pallido, delicato e salino, mentre gli asparagi sono schietti, erbosi, verdastri e terrosi.

Serviti insieme, comunque, si bilanciano a vicenda, facendo emergere il meglio di entrambi. Il pesce morbido e gli steli croccanti, tutti cotti nel burro, sono un ottimo pasto per la settimana, leggero, comodo e molto veloce.

I migliori Chef dei Ristoranti di pesce possono evidenziare come la comodità derivi dalla possibilità di cucinare tutto per gradi, in un’unica grande padella ad incominciare dall’asparago che va rosolato per primo insieme ad un veloce soffritto, mentre i condimenti hanno la possibilità di affondare nel pesce.
Quindi, il pesce ottiene il suo turno burroso, accompagnato da scalogni che caramellano e addolciscono la pietanza, invece, i sottili filetti di nasello, saranno pronti prima che gli asparagi abbiano anche la possibilità di rinfrescarsi.

Da sapere comunque che nel caso sia impossibile avere del nasello, è altrettanto consono utilizzare qualsiasi tipo di filetto di pesce delicato e disponibile, regolando il tempo di cottura in base al suo spessore.
Per i piatti più puri, è consuetudine la guarnizione con qualche spicchio di limone, invece per chi è amante dell’aglio, allora si può fare un passo in più con una semplice spolverata di questa primizia tritata finemente.

Questa ricetta si caratterizza per una miscela di prodotti che agisce più come salsina, che aggiunge ricchezza senza pesantezza.

Riuscire ad ottenere l’aglio verde (spesso la stagione è la stessa degli asparagi), sarebbe ottimale, perché ha un gusto più delicato ( anche se l’aglio regolare è altrettanto buono nel suo gusto deciso), a base di erbe, rispetto alla piccantezza del prodotto classico tuttavia

Infine condire generosamente il pesce con gli asparagi è il modo migliore per godersi questi due sapori opposti che tuttavia convivono felicemente nel piatto.

In Trattoria con i bucatini alla Caruso: Arte culinaria allo stato puro

Come resistere ad uno dei primi piatti tipici della tradizione culinaria della nostra terra, come i bucatini alla Caruso? Una ricetta gustosa che deve il suo nome ad Enrico Caruso, tenore napoletano divenuto celebre in tutto il mondo: pare che l’artista durante le sue lunghe tourne avesse l’abitudine di chiedere agli chef preparazioni ad hoc, piatti dal sapore unico che con il tempo i cuochi inserivano nel menù deliziando i clienti.
Un armonioso trait d’union fra arte e cucina, testimonianza dell’amore che il maestro nutriva per la sua terra natia che ci ha permesso di scoprire ricette sensazionali come questi famosi bucatini.
Quale modo migliore per omaggiare la figura di Caruso rendendo lustro alla ricetta che porta il suo nome, frutto del suo ingegno come la sua incommensurabile arte? Immergiamoci allora nella cultura gastronomica partenopea con la ricetta dei bucatini alla Caruso svelata dallo Chef del locale Da Paolo Trattoria a Bologna.

INGREDIENTI PER LA REALIZZAZIONE

400 grammi di bucatini;
350 grammi di peperoni gialli;
600 grammi di pomodori tipo San Marzano;
300 grammi di zucchine piccole;
35 grammi di farina 00;
5 grammi di aglio;
1 o 2 peperoncini piccoli piccanti;
120 grammi di pecorino grattugiato;
Basilico, prezzemolo, origano e olio extravergine di oliva quanto basta.

PREPARAZIONE DELLA RICETTA

La preparazione della ricetta è un inno alla cucina italiana, un segno di gratificazione ai prodotti della nostra terra che sapientemente “mescolati” sanno donare gusto e sapore ineguagliabile al nostro palato…

Allora incominciamo con il lavaggio ed il taglio delle verdure:

Pomodori: vanno completamente pelati e tagliati a metà, se vi è una parte interna verde necessiterà rimuoverla, così anche per i semini rimasti all’interno. Infine verranno tagliati a cubetti e messi da parte.
Peperone giallo: verrà tagliato in due parti avendo cura di rimuovere il picciolo verde all’esterno e, privandolo dei filamenti interni di colore bianco ed ovviamente dei semini. Come già fatto con i pomodori, verrà tagliato a cubetti e messo da parte.
Zucchine: si dovranno spuntare e tagliare a rondelle (lo spessore deve essere di circa 3 mm) per poi essere versate in una ciotola contenente della farina.

LA FRITTURA DOVRA’ ESSERE ESEGUITA SEGUENDO ALCUNI ACCORGIMENTI

Le zucchine andranno mescolate con cura nella farina, necessiterà che la stessa finisca per aderire uniformemente alla verdura. Fatto ciò, si scolerà quella di troppo servendosi di un colino. Completata quest’operazione, sarà la volta della frittura in un tegame contenente olio bollente, facendo attenzione alle dosi, quindi meglio farlo un po’ alla volta perché si è constatato sia la soluzione migliore.
Attenzione anche a non superare i 180 gradi di temperatura visto che le zucchine potrebbero finire per bruciarsi, quindi per scongiurare questo pericolo è possibile tenere la temperatura sotto controllo con un termometro da cucina.

Conclusa la cottura, si scolerà e rimuoverà l’olio in eccesso con della carta assorbente per poi aggiungere del sale e mettere da parte il prodotto finito della frittura.

IL MOMENTO DELICATO DELLA COTTURA DELLA PASTA E DELLLA PREPARAZIONE DEL CONDIMENTO

Ovviamente andrà messa a scaldare una pentola sul fuoco con dell’acqua per la cottura della pasta, avendo cura di salare solo dopo l’ebollizione. Nel mentre si procederà con la preparazione del condimento, facendo soffriggere l’aglio in una padella antiaderente.
Verranno aggiunti i peperoni e successivamente 1 o 2 peperoncini piccanti, tagliati in piccoli pezzetti. Una volta aggiunto il tutto in padella non resta che lasciare rosolare per una decina di minuti.
L’aglio verrà poi rimosso ed ecco giunto il momento di inserire i pomodori da lasciar cuocere per circa 5 minuti, inserendo basilico ed origano qualche minuto prima di spegnere la fiamma.
Al termine la pasta (cotta al dente) verà scolata nella padella del condimento, per poi unirci le zucchine fritte con l’aggiunta dell’immancabile prezzemolo titato. Mescolati con cura gli ingredienti, ed amalgamati alla perfezione il piatto è pronto…et voilà, i bucatini alla Caruso sono serviti: ora non resta che condirli con un po’ di pecorino grattugiato.

ULTERIORI CONSIGLI DIRETTAMENTE DALLA TRATTORIA

Come è facilmente intuibile questo primo piatto rende al meglio se mangiato ancora caldo, perchè solo così è possibile godere appieno della genuinità dei suoi ingredienti freschi per la gioia del palato.

Nonostante ciò, chi avesse la necessità o il desiderio di consumarli anche nei giorni a venire, può conservarli in frigorifero per non più di un paio di giorni, avendo cura di custodirli in un contenitore a chiusura ermetica.

Per rendere la pietanza veramente appetitosa, lo Chef del Ristorante Da Paolo Trattoria di Bologna, consiglia di utilizzare pasta di semola di grano duro.

Slow Food è un brand italiano?

Slow Food è un brand italiano?
Stiamo perdendo l’italianità (perché sono interessati a farcela perdere) dei nostri brand principali:
pasta, pizza, espresso, salame, gelato, prosciutto, … sono ancora brand che trasmettono italianità? Chiedete in giro per il mondo secondo loro di dove sono, chi li ha “inventati“.
In contrasto provate a chiedere champagne, cognac, brie, …

In questo contesto Slow Food, movimento nato in contrasto a Fast Food, uno dei pochi movimenti internazionali del settore agroalimentare di rilievo, si sa che è stato fondato in Italia? E’ ancora paladino di italianità?