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Più sei povero più sei grasso!

Più sei povero più sei grasso! ovviamente è una provocazione che deve far pensare.
Sebbene vi siano nel mondo ancora tantissime persone che muoiono di fame e che ovviamente grasse non sono e sebbene in quegli stati essere grassi è ancora un segno di ricchezza nella vecchia Europa ma anche in altre zone del mondo, la ricchezza, la cultura, la cura del proprio corpo, la ricerca di alimenti sani, …, sta rendendo popolazioni poco avvezze ad essere magre magre, e popolazioni un tempo abituate a mangiare sano, grasse.

La dieta mediterranea è sempre meno utilizzata dai tradizionali popoli del mediterraneo che soprattutto nelle giovani generazioni passano anche al cibo spazzatura che è comodo, costa meno, è saporito, lo prendi dalla macchinetta, o dal frigorifero o …

Le conseguenze? Titoli come questo sono all’ordine del giorno In Italia un bambino su tre è sovrappeso: è record europeo e vale soprattutto per il centro sud Italia. Al primo posto la Campania dove la dieta mediterranea è nata!

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Mais in carburante no, potature si

Mi fa impressione vedere piante di mais trasformate in carburante. Non conosco la materia, immagino che quando viene raccolto non vi sia poi il tempo necessario per portarlo a produzione e che si tratti di un secondo raccolto, però mi fa ugualmente impressione.

Oggi però ho letto di un progetto per trasformare scarti della potatura dell’olivo in carburante. Evviva!

Sainc Energy Limited (Sainc), a London-based developer of biomass refineries, has entered into a definitive supply contract for 180,000 tons per annum of local olive tree prunings for its planned advanced bio-refinery at Villaralto, in Cordoba Province, Andalusia, Spain.
The bio-refinery will produce second generation (2G) ethanol alongside so-called crude lignin oil (CLO). The CLO will be purchased by Vertoro, a Dutch startup, which also developed the underlying technology. For the ethanol off take, it is currently in discussions with BP, Shell and Total.

The bio-refinery is expected to go into production by Q3 2022.

PS Esisterà qualcosa di simile anche per i vigneti?

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L’Europa vuole STEM ma deve inserire la CUCINA!

L’Europa ci rimprovera di promuovere poco le STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics) e che i nostri giovani poco le studiano, soprattutto le ragazze.
Ma si sbagliano!
Sono loro che si sono dimenticati di inserire nelle STEM la CUCINA!
Dovrebbero chiamarle STECM 😉
Se pensate che non sia corretto inserire la cucina nella stem guardate il video e vi ricrederete.

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Un diamante è per sempre, un tartufo no ma …

Un diamante è per sempre, un tartufo no ma guardando l’immagine qualche similitudine esiste!

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La varietà il punto di forza dell’Italia?

varietà di pomodoriE’ veramente la varietà il punto di forza dell’Italia nel cibo, nei vini, nelle birre, in qualsiasi nostra attività?
Entri in un supermercato italiano qualsiasi, devi scegliere un formaggio, ce ne sono almeno di 20 tipi diversi ma si farebbe in fretta ad arrivare almeno a 50. In qualsiasi supermercato estero, con i formaggi nazionali farebbero fatica a superare i 5.
Di pane almeno 10 tipi ma basta poco a superarne almeno 20 con quelli speciali.
Di vini almeno 50. Nelle birre il nostro punto di forza è costituito da quelle artigianali, microproduzioni a qualsiasi “gusto”.
E così si può andare avanti.
Ma se avessimo un formaggio primario, un pane primario, un vino primario, … sarebbe molto più semplice da fare comunicazione, marketing e quindi da vendere in grosse quantità e poi vendere sul successo di quello anche tutti gli altri.
Che vino fanno i francesi? Lo champagne.
Che pane fanno i francesi? La baguette.
Che formaggio fanno i francesi? Il brie.

Ma questo vuol dire che se comprate un vino francese berrete solo champagne? No visto che sanno fare molto bene lo champagne sapranno fare molto bene anche tutto il resto.

Riusciremo mai a capire che la varietà nel senso che ognuno lotta con tutti gli altri per avere il suo spazio è forse il più grosso limite per l’Italia?

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Esseri viventi di serie A, B e C

Gli esseri viventi sono sempre stati divisi in 3 macro sezioni: l’Uomo (serie A), gli animali (serie B), le piante (serie C).
Questo primato dell’uomo si sta sempre più affievolendo ed alcuni animali domestici stanno diventando figli dedicando loro quasi le stesse attenzioni.
I vegani non mangiano carte animale e nessun prodotto animale (latte, miele, uova).
Ed i vegetali sono ancora essere viventi di serie C?
Tra gli animali e i vegetali è ancora così grosso il divario?
E’ meglio non bere il latte in esubero o mangiare uccidendo un essere vivente vegetale?

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Nasce Sustainable Food Policy Alliance da Grocery Manufacturers Association

Sono uscite da Grocery Manufacturers Association quattro delle principali aziende del settore food Nestlè, Unilever, Danone e Mars ed hanno costituito Sustainable Food Policy Alliance

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Pomodoro: maggiori produttori e esportatori al mondo del pomo d’oro

pomodolo olandese
pomodolo olandese

L’Italia è il principale produttore in Europa di pomodoro, ma non lo esporta!
L’Olanda è il secondo esportatore di pomodori al mondo, mi verrebbe da dire li fanno così buoni che preferiscono esportarli.
Qualche domanda però bisognerebbe farsela.
L’Olanda fa un formaggio e lo esporta in tutto il mondo. Per patate e cipolle è il maggior esportatore al mondo, per i pomodori il secondo.

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Mangiare italiano nell’Alibaba Xixi Campus

Alibaba spero inizi ad essere ben conosciuto anche in Italia.
Il Campus Xixi di Hangzhou è una struttura immensa realizzata dallo studio di architettura Hassell che rappresenta un caso aziendale di studio in tutto il mondo e di conseguenza una meta turistica rilevante.
In questa incredibile struttura è ora presente un corner italiano, Gusto Italiano,.
Utilizzando i maggiori brand del food made in Italy, Gusto Italiano è in grado di fornire un servizio di qualità incentrato su pasta, pizza, gelato, pasticceria e caffetteria.

Evviva il food made in Italy!

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Olio: ritardo fortissimo sul web

Carlo Cambi ha sottolineato il ritardo fortissimo che ha il mondo dell’olio sul web “Solo il 45% dei frantoi è rappresentato, solo il 35% delle aziende agricole e appena il 3% dell’olio venduto è e-commerce” ha dichiarato il giornalista di Linea Verde Rai, invitando tutti a fare una riflessione su come colmare il gap se si vuole uscire dal mercato locale.
Asolo: XLVI Assemblea Nazionale delle Città dell’Olio