Gli opposti si attraggono al Ristorante di pesce con il nasello delicato e l’asparago grassetto

I due prodotti sapientemente impreziositi creano un pasto unico e veloce da cucinare, fresco ed estremamente verde, come suggerisce lo Chef del Ristorante di pesce

Quando arriva la stagione degli asparagi, gli amanti di questo prodotto della natura, si accingono a consumarne quantità a piacere, cucinati in vari modi, come ad esempio arrosto con un po’di parmigiano e limone, scottato e ammucchiato su crostini di pane abbrustolito, al vapore, con le uova, oppure in un risotto dal sapore delicato ed arricchito dai profumi della tarda primavera.

Piatti molto semplici, soddisfacenti preparazioni che mostrano tutto il loro fascino e con l’aggiunta di un buon bicchiere di vino e del pane croccante, la cena è finita.

I migliori Ristoranti di pesce, invece, con il progredire della stagione, includono altri ingredienti nel piatto, ovviamente a base di proteine provenienti dai prodotti ittici del mare, come ad esempio i filetti di nasello.

Il nasello e gli asparagi esulano propriamente dall’essere necessariamente una combinazione intuitiva, sono praticamente uno studio vero e proprio sugli opposti. Il pesce è mite, pallido, delicato e salino, mentre gli asparagi sono schietti, erbosi, verdastri e terrosi.

Serviti insieme, comunque, si bilanciano a vicenda, facendo emergere il meglio di entrambi. Il pesce morbido e gli steli croccanti, tutti cotti nel burro, sono un ottimo pasto per la settimana, leggero, comodo e molto veloce.

I migliori Chef dei Ristoranti di pesce possono evidenziare come la comodità derivi dalla possibilità di cucinare tutto per gradi, in un’unica grande padella ad incominciare dall’asparago che va rosolato per primo insieme ad un veloce soffritto, mentre i condimenti hanno la possibilità di affondare nel pesce.
Quindi, il pesce ottiene il suo turno burroso, accompagnato da scalogni che caramellano e addolciscono la pietanza, invece, i sottili filetti di nasello, saranno pronti prima che gli asparagi abbiano anche la possibilità di rinfrescarsi.

Da sapere comunque che nel caso sia impossibile avere del nasello, è altrettanto consono utilizzare qualsiasi tipo di filetto di pesce delicato e disponibile, regolando il tempo di cottura in base al suo spessore.
Per i piatti più puri, è consuetudine la guarnizione con qualche spicchio di limone, invece per chi è amante dell’aglio, allora si può fare un passo in più con una semplice spolverata di questa primizia tritata finemente.

Questa ricetta si caratterizza per una miscela di prodotti che agisce più come salsina, che aggiunge ricchezza senza pesantezza.

Riuscire ad ottenere l’aglio verde (spesso la stagione è la stessa degli asparagi), sarebbe ottimale, perché ha un gusto più delicato ( anche se l’aglio regolare è altrettanto buono nel suo gusto deciso), a base di erbe, rispetto alla piccantezza del prodotto classico tuttavia

Infine condire generosamente il pesce con gli asparagi è il modo migliore per godersi questi due sapori opposti che tuttavia convivono felicemente nel piatto.

In Trattoria con i bucatini alla Caruso: Arte culinaria allo stato puro

Come resistere ad uno dei primi piatti tipici della tradizione culinaria della nostra terra, come i bucatini alla Caruso? Una ricetta gustosa che deve il suo nome ad Enrico Caruso, tenore napoletano divenuto celebre in tutto il mondo: pare che l’artista durante le sue lunghe tourne avesse l’abitudine di chiedere agli chef preparazioni ad hoc, piatti dal sapore unico che con il tempo i cuochi inserivano nel menù deliziando i clienti.
Un armonioso trait d’union fra arte e cucina, testimonianza dell’amore che il maestro nutriva per la sua terra natia che ci ha permesso di scoprire ricette sensazionali come questi famosi bucatini.
Quale modo migliore per omaggiare la figura di Caruso rendendo lustro alla ricetta che porta il suo nome, frutto del suo ingegno come la sua incommensurabile arte? Immergiamoci allora nella cultura gastronomica partenopea con la ricetta dei bucatini alla Caruso svelata dallo Chef del locale Da Paolo Trattoria a Bologna.

INGREDIENTI PER LA REALIZZAZIONE

400 grammi di bucatini;
350 grammi di peperoni gialli;
600 grammi di pomodori tipo San Marzano;
300 grammi di zucchine piccole;
35 grammi di farina 00;
5 grammi di aglio;
1 o 2 peperoncini piccoli piccanti;
120 grammi di pecorino grattugiato;
Basilico, prezzemolo, origano e olio extravergine di oliva quanto basta.

PREPARAZIONE DELLA RICETTA

La preparazione della ricetta è un inno alla cucina italiana, un segno di gratificazione ai prodotti della nostra terra che sapientemente “mescolati” sanno donare gusto e sapore ineguagliabile al nostro palato…

Allora incominciamo con il lavaggio ed il taglio delle verdure:

Pomodori: vanno completamente pelati e tagliati a metà, se vi è una parte interna verde necessiterà rimuoverla, così anche per i semini rimasti all’interno. Infine verranno tagliati a cubetti e messi da parte.
Peperone giallo: verrà tagliato in due parti avendo cura di rimuovere il picciolo verde all’esterno e, privandolo dei filamenti interni di colore bianco ed ovviamente dei semini. Come già fatto con i pomodori, verrà tagliato a cubetti e messo da parte.
Zucchine: si dovranno spuntare e tagliare a rondelle (lo spessore deve essere di circa 3 mm) per poi essere versate in una ciotola contenente della farina.

LA FRITTURA DOVRA’ ESSERE ESEGUITA SEGUENDO ALCUNI ACCORGIMENTI

Le zucchine andranno mescolate con cura nella farina, necessiterà che la stessa finisca per aderire uniformemente alla verdura. Fatto ciò, si scolerà quella di troppo servendosi di un colino. Completata quest’operazione, sarà la volta della frittura in un tegame contenente olio bollente, facendo attenzione alle dosi, quindi meglio farlo un po’ alla volta perché si è constatato sia la soluzione migliore.
Attenzione anche a non superare i 180 gradi di temperatura visto che le zucchine potrebbero finire per bruciarsi, quindi per scongiurare questo pericolo è possibile tenere la temperatura sotto controllo con un termometro da cucina.

Conclusa la cottura, si scolerà e rimuoverà l’olio in eccesso con della carta assorbente per poi aggiungere del sale e mettere da parte il prodotto finito della frittura.

IL MOMENTO DELICATO DELLA COTTURA DELLA PASTA E DELLLA PREPARAZIONE DEL CONDIMENTO

Ovviamente andrà messa a scaldare una pentola sul fuoco con dell’acqua per la cottura della pasta, avendo cura di salare solo dopo l’ebollizione. Nel mentre si procederà con la preparazione del condimento, facendo soffriggere l’aglio in una padella antiaderente.
Verranno aggiunti i peperoni e successivamente 1 o 2 peperoncini piccanti, tagliati in piccoli pezzetti. Una volta aggiunto il tutto in padella non resta che lasciare rosolare per una decina di minuti.
L’aglio verrà poi rimosso ed ecco giunto il momento di inserire i pomodori da lasciar cuocere per circa 5 minuti, inserendo basilico ed origano qualche minuto prima di spegnere la fiamma.
Al termine la pasta (cotta al dente) verà scolata nella padella del condimento, per poi unirci le zucchine fritte con l’aggiunta dell’immancabile prezzemolo titato. Mescolati con cura gli ingredienti, ed amalgamati alla perfezione il piatto è pronto…et voilà, i bucatini alla Caruso sono serviti: ora non resta che condirli con un po’ di pecorino grattugiato.

ULTERIORI CONSIGLI DIRETTAMENTE DALLA TRATTORIA

Come è facilmente intuibile questo primo piatto rende al meglio se mangiato ancora caldo, perchè solo così è possibile godere appieno della genuinità dei suoi ingredienti freschi per la gioia del palato.

Nonostante ciò, chi avesse la necessità o il desiderio di consumarli anche nei giorni a venire, può conservarli in frigorifero per non più di un paio di giorni, avendo cura di custodirli in un contenitore a chiusura ermetica.

Per rendere la pietanza veramente appetitosa, lo Chef del Ristorante Da Paolo Trattoria di Bologna, consiglia di utilizzare pasta di semola di grano duro.

Slow Food è un brand italiano?

Slow Food è un brand italiano?
Stiamo perdendo l’italianità (perché sono interessati a farcela perdere) dei nostri brand principali:
pasta, pizza, espresso, salame, gelato, prosciutto, … sono ancora brand che trasmettono italianità? Chiedete in giro per il mondo secondo loro di dove sono, chi li ha “inventati“.
In contrasto provate a chiedere champagne, cognac, brie, …

In questo contesto Slow Food, movimento nato in contrasto a Fast Food, uno dei pochi movimenti internazionali del settore agroalimentare di rilievo, si sa che è stato fondato in Italia? E’ ancora paladino di italianità?

Creare un disco “vinile” di cioccolato / cereali

Avevate mai pensato che un disco in vinile potrebbe essere fatto anche in altri materiali?
Kellogg’s lo ha realizzato in cioccolato e cereali.
Guardate il video.
Il disco in questione contiene il brano Hello dei PrettyMuch.
Compratelo (non penso sia venduto in Italia), ascoltate il cioccolatile e poi mangiatelo!

Qui il video del brano Hello con Tony the Tiger

Disgusto nel maneggiare la carne: diventeremo vegani e mangiatori insetti (liofilizzati)

Prendo spunto da questo interessantissimo articolo Slowfood riportando alcune parti.

Da una ricerca Mintel: poco meno del 40% dei millennials (la generazione dei nati dopo il 1980) afferma di provare disgusto nel maneggiare la carne, contro una media globale di circa 1/4 degli intervistati.

Le buste, che adotteranno la catena di supermercati Sainsbury’s, permettono alle persone di strappare la confezione di carne e rovesciarla direttamente in padella senza toccarla

Inoltre vi è un crescente timore di intossicazioni alimentari, soprattutto riguardo al pollame: per prevenire la contaminazione c’è perfino chi spruzza spray antibatterico sul pollo prima di cucinarlo.

Molti giovani mangiano nei ristoranti e non cucinano. Non sono abituati e preferiscono siano altri a farlo.

Mi ricordo quando mia zia andava in pollaio, tirava il collo al pollo e poi lo spiumava. Mi ricordo quando da mia zia si uccideva il maiale, lo si appendeva, si tiravano via le setole e si recuperava tutto a partire dal sangue.
Queste scene che erano domestiche, ora sono vietate e sono tabù come la morte delle persone che avveniva normalmente in tutte le case.
A questo punto mi sembra quasi normale diventare tutti vegani o mangiatori di insetti (ma solo liofilizzati), per poi rimpiangere insaccati, pesci, ed i cibi più strani ma senza vedere la preparazione.

#carbonaraday il giorno della pasta alla Carbonara

Spaghetti alla Carbonara by Mattes Boch

Gli americani sono gli esperti dei vari day e anche in Italia iniziano a vedersi sempre più (University Day, Linux Day, Backup Day, Rotary Day, …)
Sono così esperti da festeggiare in US anche cose italiane e poi di portare l’evento in tutto il mondo come il Pasta Day, Pizza Day, …
Mi sembra quindi un buon segno che sia istituito un #carbonaraday in Italia nella speranza che possa diventare presto un evento mondiale!

A questo punto io proporrei anche un #polentaday #pizzoccheriday #orecchietteday #matricianaday #ribollitaday

Coca-Cola, tè e tecnologia: FUZETEA e LabyrinTea

FUZETEA di Coca-Cola è tè freddo che fonde il tè, la frutta e una nota di erbe o fiori.
Per il lancio in Italia:
LabyrinTea, una sorprendente e originale installazione in cui lasciarsi sorprendere da un’esperienza multisensoriale in cui le persone sono invitate a perdersi e ritrovarsi immerse nei profumi e nel verde, avvolte nella realtà mista della tecnologia Microsoft HoloLens. L’installazione, presso l’Arco della Pace di Milano, sarà aperta al pubblico dal 7 al 13 marzo;
• dal 18 marzo, sarà on air lo spot TV;
• la pianificazione include le principali reti televisive e una videostrategy online.
• un piano di sampling esperienziale nelle maggiori città italiane. Sarà inoltre possibile vivere la LabyrinTEA experience, in versione semplificata, durante alcuni eventi selezionati.
• Martina Pinto, Alice De Togni, Matteo Acitelli e Giulio Tolli sono gli Ambassador del brand anche con contenuti Instagram.

LabyrinTea
Ci sono luoghi in cui perdersi è un piacere! A partire dal 7 marzo, FUZETEA invita tutti a perdersi sotto l’Arco della Pace di Milano in un labirinto di 200 mq, realizzato con vere piante e ricco di profumi, dove la percezione sensoriale va oltre la realtà.
Nel LabyrinTea i visitatori potranno, infatti, immergersi in visioni e fusioni inaspettate che prenderanno vita davanti ai loro occhi grazie a Microsoft HoloLens, il primo computer olografico al mondo in grado di dare forma a una realtà mista, in cui il mondo reale si fonde con ologrammi virtuali. Attraverso l’utilizzo di un visore ogni visitatore potrà scoprire le sorprese disseminate lungo tutto il percorso del labirinto e vivere un’esperienza unica e coinvolgente per la prima volta disponibile al grande pubblico.
Il labirinto offrirà ai visitatori anche un angolo verde in cui rilassarsi, ritagliandosi un momento di pausa dalla frenesia quotidiana, da dedicare completamente a sé stessi.
L’esperienza sarà disponibile al pubblico con ingresso gratuito fino al 13 marzo (orario: 12-20).

Vodka italiana (toscana), Whisky giapponese

Tutto cambia ma spesso cambia in meglio.
Per Natale mi hanno regalato un whisky giapponese (Nikka), ho storto il naso, ma è veramente buono.
Oggi ho scoperto una vodka italiana (VKA), anzi toscana.
Il sito ed il piccolo filmato di presentazione ti mettono voglia di assaggiarla.

VKΛ è stata selezionata dalla compagnia aerea giapponese All Nippon Airways, che la propone ai viaggiatori delle classi first e business.

UNESCO: il pizzaiuolo napoletano ha fregato la pizza americana!

L’arte del pizzaiolo napoletano è patrimonio culturale dell’Umanità Unesco.
Certo in teoria solo l’arte e non la pizza napoletana.

pizza margherita napoletana (wikipedia)

Il know-how culinario legato alla produzione della pizza, che comprende gesti, canzoni, espressioni visuali, gergo locale, capacità di maneggiare l'impasto della pizza, esibirsi e condividere è un indiscutibile patrimonio culturale. I pizzaioli e i loro ospiti si impegnano in un rito sociale, il cui bancone e il forno fungono da "palcoscenico" durante il processo di produzione della pizza. Ciò si verifica in un'atmosfera conviviale che comporta scambi costanti con gli ospiti. 

Tutto vero! Ma questa arte, questo know-how, cosa produce?
La PIZZA NAPOLETANA!

Il pizzaiolo delle multinazionali americane della pizza dovrà imparare a cantare, a scherzare, a far roteare l'impasto se vorrà trasformare la pizza americana in patrimonio UNESCO, ops l'arte. 😉