Video per non dimenticare ma

Guardate il video e sicuramente non potrete dimenticare.
A me però la domandina è venuta in mente:
è più importante non dimenticare la “sfiga” o non dimenticare stragi, battaglie, stermini, guerre?

La clip portasoldi di Prada

E’ tanto $185 per una clip portasoldi di Prada?
Forse si, forse no. Forse è un oggetto inutile, sta di fatto che sta attraendo i commenti della comunità internet, dei pro e dei contro, delle prese in giro bonarie e meno bonarie ma il risultato fondamentale è che

TUTTI NE PARLANO

Contro il prurito da puntura di zanzara Bite Helper

Funzionerà? Speriamo!
Sta di fatto che la cosa fastidiosa non è la puntura di zanzara ma il successivo prurito soprattutto nelle persone più sensibili e d evitare preventivamente le punture con repellenti chimici non è il massimo. Dopo ci sono creme che alleviano il prurito ma …
Provate a vedere il video di Bite Helper e speriamo funzioni!

Il Delta del Po di Ferrara

Ferrara, città del Rinascimento e il suo Delta del Po è la dicitura UNESCO che sta rendendo famosa Ferrara nel mondo. E’ ovvio che se si chiede a qualsiasi straniero ed italiano dov’è il delta del Po? la risposta non può che essere a Ferrara, in Emilia-Romagna. La realtà guardando la mappa è evidente: il vero delta attuale (non quello storico che prevedeva il corso del ramo principale del delta molto più a sud) è in provincia di Rovigo, in Veneto (si legga il delta del Po di Rovigo). Questa precisazione era doverosa anche se è importante ammettere che le perle nel delta del Po di Ferrara sono numerosissime e molto più semplici da visitare e scoprire. Non considerando Ferrara, da sempre poco legata al suo delta (Ferrara e Comacchio non vanno molto d’accordo, inoltre Comacchio era diocesi a se stante e tra quella di Comacchio e quella di Ferrara si incuneava quella di Ravenna).

Le perle storiche del delta del Po di Ferrara

Di grande rilevanza anche nazionale le perle storiche del delta del Po di Ferrara:

  • la splendida abbazia di Pomposa
  • il castello di Mesola
  • torre Abate
  • Comacchio, la piccola Venezia con i Trepponti e i suoi musei

Tra i musei di Comacchio importante ricordare il nuovo Museo Delta Antico nel vecchio ospedale che contiene una nave romana con il suo carico e alcuni reperti della necropoli di Spina non portati a Ferrara, il museo Manifattura dei Marinati, io lo chiamo amichevolmente museo dell’anguilla, e la casa museo Remo Brindisi.

Casa museo Remo Brindisi

Di tutte le perle del delta del Po di Ferrara mi voglio soffermare sulla splendida casa museo di Remo Brindisi, che forse a prima vista può sembrare poco rilevante con il delta del Po ma se vi ponete questa domanda ecco che vi si rivela lo stretto legame:
cosa può aver spinto uno degli artisti principali dell’allora panorama italiano a trasferirsi negli anni 70 da Roma al Lido di Spina e ad aprire una casa museo?
La casa museo è un unicum italiano per la sua architettura e arredamento anni 70, per le opere presenti dei più famosi artisti internazionale. La fama di Remo Brindisi in quel periodo era tale che scambiava alla pari con i principali artisti al mondo.
Cosa può aver spinto un tale artista a trasferirsi da Roma alla patria delle zanzare, ad un lido di Spina allora desolato? Con la città più vicina Comacchio, la Comacchio degli anni ’70?

Le perle naturali del delta del Po di Ferrara

Il boscone della Mesola, le Valli tra cui spicca l’immensa valle Lido di Magnavacca (il precedente nome di Porto Garibaldi) con l’oasi di Boscoforte, le saline, la finestra dei fenicotteri, alcune torrette d’avvistamento, casoni da pesca, Goro e Gorino, l’isola dell’Amore, il faro di Gorino.
Il delta del Po di Comacchio è molto più semplice da scoprire, molto più immediato e se non basta si aiuta a fruirlo con tour, torrette, giri in nave, giri in canoa, tutto quello che serve.

Le splendide piste ciclabili

Uno dei migliori modi di fruire il delta del Po di Ferrara è in bicicletta e le piste ciclabili sono validissimi.
Più di una permettono di girare attorno a Valle di Magnavacca e di attraversarla. Bello da Lido delle Nazioni andare a Lido di Volano nel bosco. Possibile attraversare il bosco della Mesola per andare da Volano a Goro. Sono quasi tutte piste ciclabili sterrate e la mountain bike è consigliata.

Le barre di foce del delta del Po

si dicono barre gli accumuli di sabbia che si formano sul fondo del mare presso la costa per incontro di correnti opposte (Treccani)

Sulle coste italiane le barre in genere sono dette scanni o cavalli.
Le barre nel delta del Po di Rovigo diventano scani, da buoni veneti si sono persi una doppia.
Sicuramente il più famoso scano boa raccontato da Cibotto e poi ripreso da Renato Dall’Ara.

Il Delta del Po di Rovigo

Il delta del Po è stato recentemente dichiarato patrimonio MAB UNESCO. E’ ancora oggi un territorio poco conosciuto e difficile da conoscere ed apprezzare soprattutto per la sua parte maggioritaria che risiede in provincia di Rovigo.
Sebbene risieda a Rovigo da 15 anni inizio oggi a conoscerlo. Andando al mare ogni estate ai lidi ferraresi (lidi comacchiesi) conosco molto meglio quella parte.

Le perline storiche del delta del Po di Rovigo

La parte rodigina non ha città e monumenti storici di rilievo come la parte ferrarese: non ha l’abbazia di Pomposa, non ha il castello di Mesola, non ha torre Abate e non ha Comacchio (con i Trepponti).
Da segnalare ha la chiesetta di San Basilio, che sulla strada da Venezia a Ravenna rappresentava un importante punto prima di arrivare all’abbazia di Pomposa, la cittadina di Loreo con il suo bel colpo d’occhio del canale e con la Chiesa Arcipretale di Santa Maria Assunta di Baldassare Longhena e soprattutto il museo regionale della bonifica di Ca’ Vendramin.

Museo regionale della bonifica di Ca’ Vendramin

Se Loreo, meno di Comacchio, introduce al delta del Po, come città più d’acqua che di terra, il museo della bonifica può essere considerato la porta di ingresso al delta rodigino.
Leggermente sopraelevato nell’isola di Ariano (vi renderete conto che si tratta di un’isola solo guardando la piantina) in una sterminata campagna attraversata da canali è ben visibile da lontano grazie alla sua ciminiera.
Struttura imponente da cui traspare la fatica dell’uomo nella sua volontà di strappare terra alle acque da coltivare ha la sua massima espressione nella sala macchine dove le immense idrovore sembrano lì pronte per rimettersi in moto e nell’aria c’è ancora l’odore di olii e grassi.
E’ un posto magico che non per niente ha ispirato Zucchero nel suo splendido videoclip Voci (Namanama version) di Gaetano Morbioli, in cui molte scene sono state qui girate.

Le perle del delta del Po di Rovigo

Le vere perle sono spesso ben nascoste. Poche sono accessibili ai più. Tra queste le principali sono il Giardino Botanico di Porto Caleri, la Via delle Valli, l’isola di Albarella, la foce dell’Adige con la sua torretta, la centrale elettrica dismessa di Polesine Camerini, i ponti di barche, la spiaggia di Boccasette, la spiagga di Bacucco e la spiaggia di Barricata.

Il Giardino Botanico di Porto Caleri

Il Giardino Botanico di Porto Caleri rappresenta un unicum italiano. Consiglio una visita con guide che sappiano farne capire il valore oggi. Penso si tratti dell’unico tratto di costa rimasto in Adriatico selvaggio, in grado di mostrare come doveva essere un tempo tutta la costa. Con il ciclo delle dune, con i micro habitat tra una duna e l’altra. Dune tutte oramai spianate o per coltivare o per “fare il bagno”. Nell’entroterra esistono ancora pochissimi residui di dune fossile e pochissimi tratti di spiaggia libera con tratti costieri di dune.
Qui vive il pelobate fosco.

Dov’è il delta del Po?

Mentre nel delta del Po di Ferrara quando si è nel delta si ha la percezione di essere nel delta grazie alla valli, nel delta del Po di Rovigo spesso si fa fatica ad accorgersene. Magari si è in un isola dentro i rami del delta del Po ma si percepisce solo una sterminata campagna circondata da elevati argini. Non è semplice vedere le valli e quasi mai si riesce a vedere il mare. Se non si fanno strade elevate sembra solo campagna.
La via delle Valli è una delle più famose, spesso si possono vedere fenicotteri ed i tramonti sono eccezionali.

Le spiagge

Le spiagge più famose ed accessibili sono quelle di Rosolina Mare e dell’isola privata di Albarella.
Se invece amate tornare indietro nel tempo, andare in posti ancora poco frequentati soprattutto durante la settimana visto che non vi sono strutture vicino consiglio la spiaggia di Boccasette.
Se invece siete amanti della natura incontaminata allora dovete andare sugli scani. Ve ne sono tanti ma è difficile raggiungerli, se non con mezzi propri (motoscafi o canoe), e di conseguenza ritornare a riva.
Uno dei più famosi, perché spesso citato nei film o da poeti locali, è scano Boa.
Ce ne sono tanti, ugualmente belli, basta vedere la piantina con google maps per afferrarne il numero.
Immagino la bellezza di un’alba vista da uno scano, magari dopo una notte di luna piena trascorsa in amicizia davanti ad un falò (in sicurezza).