Non hai fiducia nel tuo partner? Investiga!

La fiduca nei riguardi del partner è la base di tutto.
Personalmente penso che il crollo della fiducia non debba essere sostituito dall’investigare.
Prima che la fiducia crolli bisogna aver la forza di parlarne, di confrontarsi con il proprio partner.
Se però il confronto non riesce a fermare “il tarlo” e la volontà di sapere diventa tale da star male, investigare può essere una soluzione ma attenzione a non improvvisarsi Sherlock Holmes.
Un conoscente ha preferito non rivolgersi ad una agenzia investigativa Roma e ha iniziato a seguire il suo partner.
I sette colli non avevano più segreti: a volte in motorino, a volte in macchina, tenendosi a debita distanza, scattando fotografie con la sua Fuji con un mega obiettivo.
Fotografie a migliaia di macellai, pescivendoli, assicuratori, formaggiai, fruttivendoli, panettieri, anche di idraulici.
Riuscì a farsi licenziare senza scoprire niente, forse niente c’era da scoprire, e soprattutto un giorno il partner si accorse di essere spiato al mercato di Porta Portese.
Giustamente, la scenata fu incredibile e, nella derisione totale, fu brutalmente lasciato con relativo schiaffone e lancio dell’anello.

Sono passati anni e sembra che inizi ora a farsene una ragione.

Matrimonio e funerale senza limiti di spesa

A volte si è disposti a vivere vite scialbe, incolori ma, come nei film, due sono i momenti dove spesso non si vorrebbe avere limiti di spesa, si vorrebbe poter esagerare, lasciare un segno nei presenti.
E questi momenti molto speciali sono due: l’uscita di scena, il funerale, e la condivisione della propria vita con un partner, il matrimonio, la creazione di un nucleo/famiglia.
Ovviamente esistono tanti altri momenti ugualmente importanti ma dove spesso non si sente il bisogno di condividere con la comunità, con gli amici e parenti.
Sicuramente il funerale sta diventando sempre più un momento per pochi intimi.
La conferma viene dalla richiesta sempre più frequente di essere cremato, di non essere sepolto, di non essere pianto sulla tomba/mausoleo come è da sempre stato anche nella nostra tradizione e letteratura.
Non è certo per tutti così ed anche per la stampa fanno ancora scalpore funerali con carrozze e cavalli neri, con la banda, con prèfiche (donne pagate per piangere).
I tempi cambiano ed invece che carrozze e cavalli neri oggi ho scoperto l’esistenza di autofunebri di estremo lusso.
Non penso alle super mega Mercedes ma a una Maserati Ghibli trasformata.
La morte è un argomento tabù, inoltre il funerale non è certo la morte ma un piccolo istante dove si accompagna al sepolcro.
Però bisogna anche comprendere le persone o i loro cari interessati. Inoltre l’azienda è italiana, veneta, padovana.

Il fenomeno dei gialli italiani e dei relativi investigatori

Da ragazzo leggevo di tutto, convinto che in ogni libro “di qualità” di qualsiasi genere si potesse scovare una perla. Spesso leggevo con la matita, per evidenziare e non dimenticare la perla trovata.
Fumetti, fantascienza, poca fantasy, avventura, classici con i relativi mattoni, horror, …
Per quanto riguarda i gialli lessi quasi tutto degli scrittori considerati classici del genere: Conan Doyle, Agatha Christie, Georges Simenon, … con i relativi investigatori Holmes, Poirot, Maigret, …

Le ambientazioni, i personaggi erano così lontani e fuori dal tempo per noi italiani che per quanto si parlasse e si descrivessero crudi assassini era completamente irreali, ovattati, immersi in nebbie perenni.

Era scontanto che prima o poi le ambientazioni dovessero diventare italiane, i gialli diventare sempre più noir e con cruenti scene di sangue nostrani. Una sorta di estensione di “chi l’ha visto“.

Oggi il tempo è poco, pochissimo. Riesco a leggere alcuni libri in vacanza.
Devo leggere libri belli ed interessanti, non posso permettermi di sbagliare a comperare un libro, e non è semplice con la super produzione odierna.
E’ un peccato perché mi piacerebbe leggere alcuni gialli ambientati a Roma.
Molti mi incuriosiscono e mi incuriosiscono i protagonisti: un giovane ispettore delle borgate, un investigatore privato di Roma, un giornalista del nord che vive nella Capitale, un medium, …

Questi alcuni scrittori che hanno ambientato gialli nella città eterna:
Gianluca Arrighi, Cristina Carminati, Luigi Sorrenti, Letizia Triches, …
Incredibilmente anche alcuni scrittori stranieri (o naturalizzati) hanno ambientato gialli a Roma, a volta in una Roma non contemporanea, come: Sebastian Aguèdas, Ben Pastor, …

In un mondo globalizzato com’è l’arredamento di casa tua?

lampadario-di-design-o-lampadario-di-arteIn un mondo globalizzato com’è l’arredamento di casa tua? è sicuramente una domanda banale.
E la risposta potrebbe esserlo ancora di più: come tutti, in tutto il mondo, vado all’IKEA e compro quello che mi serve.
L’apertura ieri del nuovo Ikea Center di Brescia (ELNÒS) conferma questa espansione inarrestabile delle multinazionali dell’arredamento, come lo è stato in tutti i settori: alimentazione, vestiti, automobili, elettrodomestici, costruzioni, …
Ma è anche vero, che avendo tempo e voglia, l’offerta non è mai stata così estesa e variegata.
Sono disponibili oggetti d’arredo da tutto il mondo, di tutti i generi.
Mobili di design e mobili d’arte. Mobili nuovi, mobili di modernariato e di antiquariato. Mobili “d’arte povera“, arredamento shabby, mobili cinesi, arredi decoupage, …

La scelta è infinita, cosi vasta che per non fare la fine dell’asino di Buridano spesso tutti comprano le stesse cose.

Infatti sebbene vi sia tutta questa scelta il mondo è sempre più uguale.
Andare all’estero spesso è sempre più simile a stare a casa. Le città sono molto simili, le persone si vestono in modo simile, si mangia sempre più nello stesso modo. E’ vero ci sono aree “meno ricche” ancora molto diverse (sempre meno) ma la loro ambizione è diventare ricchi per poter fare come noi.
Bere vino, mangiare carne, andare in macchina, avere l’aria condizionata e il riscaldamento, sposarsi in bianco, fare vacanze in resort, …

Meglio vivere nel dubbio o investigare?

Penso capiti a tutti di avere dei dubbi nei riguardi delle persone più care, degli amici, delle persone che lavorano con noi.
E’ umano, è normale avere dubbi ed è normale che i dubbi si risolvano.
Ma se i dubbi rimangono e diventano il fulcro della nostra vita qualcosa bisogna fare, bisogna agire, prima che la mente inizi a crearsi “i suoi viaggi”, a costruire castelli su ipotesi.
Io mi fido completamente del mio istinto e delle persone. Però se si dovesse interrompere la fiducia posso essere spietato, troncare, tagliare i ponti senza esitazione. Ma non siamo tutti uguali e capisco benissimo una persona che pur di risolvere i propri dubbi, pur di non “andar fuori di testa” preferisca investigare.
In questo caso, per evitare scomodi coinvolgimenti è opportuno affidarsi a professionisti, ai migliori “sulla piazza”.

Un amico romano attanagliato dal dubbio nei riguardi di colleghi di lavoro, aveva preferito indagare in autonomia invece di rivolgersi ad una valida agenzia investigativa di Roma. Dopo questa scelta era molto più disteso e rilassato ma un giorno venne scoperto da un collega che ovviamente riferì ad altri colleghi. Vi furono accese discussioni, in una di queste purtroppo scoprì che si era trattato solo di un fraintendimento e per il rimorso per aver ingiustamente dubitato ed ovviamente per essere stato scoperto non era più in grado di riuscire a guardare in faccia i colleghi, di sostenere il loro sguardo.
Si presentò al suo capo ufficio e si dimise.
Qualcuno tentò di convincerlo di tornare sui suoi passi ma fu inutile.

Impossibile parlare a fotografi dopo Maurizio Galimberti

L’ “amico” Angelo Cucchetto mi disse ti metto dopo Maurizio Galimberti così ci sarà molta gente. Vero, sicuramente vero se avesse solo parlato, inoltre aveva citato la poesia polaroid di Nichi Vendola. Non ci sarebbero stati problemi. La notte barricata nel tuo cuore. Occhi tupamaros che piangono gocce di chemio E di rimmel. Questa donna che spacca il muso Pure agli angeli.

Invece l’ultima mezz’ora ha sfoderato una performance 5×5!

fotografi fotografano il fotografo Maurizio Galimberti performance di Maurizio Galimberti 5x5

Ho provato a sfoderare le tematiche più strampalate, le strategie più strane e sconosciute per far conoscere le proprie fotografie in internet. Quasi impossibile riportarli sulla terra. Ho avuto la conferma da un fotografo matrimonio Roma che mi guardava con una faccia stralunata che diceva “cosa ci vuoi raccontare dopo Galimberti?Aveva ragione.

Devo inoltre ammettere che anche nel confronto fisico non mi basterà la prossima volta vestirmi di nero e cercare di fare un’espressione da tenebroso. 🙁 Fabrizio Pivari e Maurizio Galimberti a Visiva, Roma

Strumenti musicali del futuro

Non sono un esperto musicale, la mia esperienza diretta si riduce a qualche anno da ragazzo trascorso in una banda musicale di paese. Inizialmente suonavo il flicorno e facevo accompagnamento, poi mi ero stufato e, anche se probabilmente non ero all’altezza, mi avevano promosso a suonare la tromba (cornetta).
Non sono un melomane ed ascolto pochissimo la musica.
Se però confronto la musica con altre arti o altri settori sconvolti dalla tecnologia mi sembra un settore ancora relativamente tradizionale.
Gli strumenti dei musicisti sono i medesimi da 200 anni o più. Ed i musicisti più innovativi ed attuali sono sicuramente i DJ i quali non acquistano più i loro strumenti in un negozio fisico, bensi in un negozio di strumenti musicali online possibilmente con prezzi vantaggiosi.
Questo non vuol dire che la musica non sia cambiata e non vi siano innovatori musicali, anzi dai primi del novecento è tutta una ricerca ed una innovazione anche nella musica classica, ma la gran parte della produzione musicale è ancora fatta con strumenti tradizionali.
E’ vero che per quanto riguarda il suono, basta poco per cambiare completamente la sonorità di uno strumento: metallo, legno, sordine di diversa forma e componenti, …
E’ vero che con il computer oggi si ha in mano contemporaneamente orchestre, band, bande, cantanti, cori, … e si può decidere di “farli suonare” tutti assieme.

Però è bello chiedersi: come sarà lo strumento del futuro?
Non vorrei dover pensare solo ad un computer e quindi ad un’unica persona che lo suona e/o lo programma (un direttore d’orchestra o un disc jockey) ma ad uno strano strumento, uno strumento futuribile, uno strumento ancora suonato da musicisti e che richieda una speciale abilità.

Per questa ragione ero rimasto affascinato dal seguente video, con questi strani strumenti con molteplici lucine che si accendono e si spengono, strumenti che nell’immaginario collettivo potrebbero benissimo rappresentare lo strumento del futuro.