Rafael Villares artista cubano Biennale Venezia: scienza e arte

Ieri sono andato con Francesca a visitare la Biennale di Venezia 2022.
Avevamo uno scopo ed una meta precisa.
Io dovevo conoscere Lorenzo Puglisi (vi spiegherò nel prossimo post) ed ero stato invitato nell’isola di San Servolo per l’inaugurazione del padiglione ufficiale siriano (all’interno del quale espone Puglisi).

L’isola non è certo grande ed oltre al padaglione siriano era presente anche quello cubano.

L’unico artista cubano presente era Rafael Villares.
Tante le sue opere presenti, una decina con stili completamente differenti ma ben identificabili per il loro costante rapporto scienza-arte.

Forse la riuscita artistica di alcune opere non le mette in risalto ma la lettura dell’idea che si nasconde dietro alla creazione permette di vederle subito con occhi diversi e curiosi, sicuramente con un maggior interesse.

Ad es un immenso trittico che sembrano montagne azzurre certo non colpiscono, poi si legge che sono profondità marine rovesciate. Inoltre si vede una sorta di piccolo mappamondo dove le terre emerse sprofondano e le profondità marine emergono rispettando le altitudini …
L’opera d’arte diventa immediatamente diverse e diverse tutte le sue altre opere.

Incuriositi abbiamo scovato l’artista cubano, un giovane di poco più di trenta anni, che ci avrebbe parlato per ore, purtroppo il nostro inglese scarso, idem per lo spagnolo, ci ha costretto ad un breve scambio verbale.

 

 
 
 
 
 
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Un post condiviso da Fabrizio Pivari (@pivari)