Spacchettare un orologio Suunto Run è una sorpresa continua
Di orologi ne ho avuti tanti.
Tecnici, per il loro periodo, come un ultrapiatto seiko lassale, un bulova accutron, e meccanici.
Di moda o tendenza come gli swatch scuba (happy fish) o un orologio Dalì o classici e preziosi.
Sto sperimentando anche orologi che controllano parametri sportivi e la salute.
Di tutti questi orologi, anche quando si trattava di regali importanti, come l’orologio della prima comunione o l’orologio della maturità o … non ricordo il momento dello spacchettamento.
Con il Suunto Run l’apertura della confezione è stata una sorpresa continua che cercherò di descrivervi grossolanamente, volutamente senza immagini.
L’esterno curato ma nella normalità. Tirata una linguetta, che non ti permetterà di tornare indietro, la prima sorpresa:
Ringraziamenti, la promessa del Team Suunto di supportarti passo passo, una splendida fotografia di una persona che corre e la vera scatola nera che contiene l’orologio.
Aperta la scatola nera emergono macchie gialle limone (il cinturino e la cassa dell’orologio) in un insieme infito di scatoline, bustine, piccoli contenitori.
Il cinturino va montato (uno è di ricambio), un perno è in una piccola bustina con un segnale di pericolo per bambini 0-3. All’orologio bisogna togliere una pellicola (nera).
Quindi bisogna installare l’app (c’è un qrcode), accendere l’orologio, stabilire la connessione, sincronizzarlo, nel mio caso aggiornare il software.
Ovviamente in altre scatole si trova la modalità, con presa usb-c, per ricaricare l’orologio.
Cavolo! Ora mi rimane solo di capire come funzionano i tasti dell’orologio e le configurazioni dell’app.
La prima impressione è che sia leggero e fresco. Forse non il Suunto più bello indossato. Forse la mega scritta SUUNTO sul cinturino non è in stile Suunto.
Conserverò indelebile questo sorprendente rivelazione (svelamento).
Passerò a sportivi il test sul campo.