Ieri, di ritorno dall’Umbria, ho deciso di andare a vedere il santuario della Verna.
Era tanto che volevo andarci, ma sempre di fretta. Ieri la pioggia aveva dato una tregua ed essendo in anticipo sono uscito a Pieve Santo Stefano.
La strada lunga, una ventina di chilometri, tutti a curve. I colori dell’autunno, il cielo coperto invogliavano poco.
Nonostante l’orario, poco dopo l’una, i parcheggi erano quasi pieni (solo dopo ho pensato che i Santi era il giorno prima), faceva freddo, camminando in mezzo al bosco, siamo arrivati a questo grande complesso in pietra quasi grigia.
Molta gente, molti con zaini, non ero molto ben predisposto.
Poi siamo entrati in questo splendido santuario francescano e l’impressione di normalità è sparita per lasciare spazio all’eccezionalità.
La bellezza delle numerosissime opere della famiglia e scuola Della Robbia, le reliquie del Santo, un panorama mozzafiato sul Casentino, piccole cappelle e chiesette dove domina il silenzio, dove la riflessione e la preghiera emergono istantanee.
Da ritornare in diversi periodi dell’anno e con più tempo.

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