Il mercato tedesco è il maggiore al mondo per quanto riguarda il cicloturismo: ADFC e FIAB

Interessantissimo il post di FIAB I tedeschi in bicicletta desiderano fare turismo in Italia dove si
esamina il rapporto annuale ADFC tenendo in considerazione che
il mercato tedesco è il maggiore al mondo per quanto riguarda il cicloturismo.
Interessanti nuovi fenomeni specifici del cicloturismo come il FlixBus, Bett und Bike (Albergabici), German Cycling Embassy, guide specifiche, bici elettriche, …

Nelle ciclopiste all’estero il Danubio austriaco rimane di gran lunga l’itinerario preferito, ma dietro emergono due ciclovie che scorrono in Italia e in parte coincidenti, cioè la Ciclovia Claudia Augusta che dalla Germania raggiunge Trento tramite il passo Resia e da qui si biforca e può raggiungere Venezia tramite la Valsugana (Via Claudia Augusta Altinate) oppure Ostiglia dal Garda e la ciclopista del Mincio - Mantova (Via Clauda Augusta Padana). Al terzo posto tra le ciclovie principali estere per i tedeschi c’è la ciclopista dell’Adige che nel 2015 ha superato come preferenze quella del Mare del Nord. Questa ciclopista nei programmi dei tour operator tedeschi parte ugualmente da Passo Resia e da Trento raggiunge Verona. Sommate queste due ciclovie praticamente coincidenti superiamo il 16 % delle preferenze contro il 23 % della ciclopista del Danubio austriaco.
Questa tendenza è confermata dalla risposta sulle regioni cicloturistiche estere preferite dagli intervistati. Su 114 aree nominate dopo Olanda e Austria c’è l’Alto Adige e dopo la Francia c’è l’Italia nel suo insieme seguita dall’area delle Alpi. Insomma l’Italia è molto presente nei “desiderata” dei cicloturisti tedeschi, dato avvalorato dall’analisi sulle nazioni preferite dove l’Italia si gioca addirittura il primo posto con l’Austria (30,5 % contro il 30,8 %) surclassando Francia e Olanda che si fermano al 20 e al 16 %.

Pedalando sugli argini dell’Adige: Verona vs Rovigo

Oggi ho pedalato sugli argine dell’Adige (destra Adige) da Badia Polesine (Rovigo) a Villa Bartolomea (Verona).
Quando finisce la provincia di Rovigo, in prossimità del ponte della Rosta (in effetti una diga) metà rodigino e metà veronese si nota subito la differenza.
ponte della Rosta,  diga, Castagnaro

L’argine dell’Adige diventa una vera pista ciclabile attrezzata. Si vedono molte persone passeggiare, panchine e tavoli, attrezzi di un percorso vita, la pista ciclabile è asfaltata.

Sinceramente, spero non arrivino mai finanziamenti in Polesine per fare niente di simile. E’ meraviglioso l’argine polesano sterrato con le continue buche, spesso le pecore e soprattutto non asfaltato!

Le vie d’acqua importanti per l’Europa ma non per l’Italia come piste ciclabili

La storia insegna, da sempre le vie d’acqua sono state le più sicure e veloci e non solo la navigazione sottocosta ma soprattutto la navigazione fluviale, fino al punto di costruire canali ovunque.
Poi, in Italia, le vie d’acqua sono state abbandonate o quasi.
Sembrava che la riscoperta avvenisse grazie alle biciclette e alle piste ciclabili. Spesso si sente parlare delle famose piste ciclabili lungo il Po (destra Po e sinistra Po) o lungo l’Adige.
Però se guardiamo questa realtà a livello europeo è tutto più chiaro.
In Italia passano solo 3 piste ciclabili: Eurovelo 5, Eurovelo 7 e Eurovelo 8.
Le prime due sono nord-sud, la terza est-ovest.
Solo la 5 ha un nome di storico di tutto rispetto la via Romea Francigena.
In ogni caso delle tre piste europe non una che sfrutti il Po se non per tratti insignificanti.
Certo, le piste ciclabili europee devono passare nei grossi comuni, nelle grosse città, gli stessi concetti adottati dalle autostrade nel dopoguerra.
Ed a livello europeo. Forse niente cambia però Eurovelo 15 è la pista ciclabile del Reno.
Perché manca anche quella del Danubio?

Bici d’acqua: quante se ne sono viste, ma quella giusta mai

Da uomo d’acqua, da amante del kayak, ho sempre pensato che se fossero riusciti ad inventare una vera bicicletta d’acqua …
Con le stesse caratteristiche di una bicicletta di terra, leggera, stabile, salti su e vai. Altro che barca a vela, windsuft, kayak, …
In tanti ci hanno provato ma al momento non ho visto niente di significativo.
Questa sembra davvero vicina all’ottimale anche se il prezzo è ancora sicuramente proibitvo.

Cicloturisti stranieri incrociati per la prima volta sulla ciclabile Adige-Po

Domenica ero sulla ciclabile Adige-Po all’altezza del mulino Pizzon e stavo rientrando verso Rovigo.
Per la prima volta ho incrociato 4 cicloturisti stranieri, penso tedeschi.
3 uomini e 1 donna, con super bici, super accessoriate con sacche.
Andavano come treni.
Ovviamente si erano documentati, li ho salutati, mi hanno risposto un po’ come fanno i motociclisti.
Mi sembra un primo segnale molto importante che va perseguito per un futuro del turismo polesano.
ciclabile Adige Po presso mulino al Pizzon, Fratta