La mostra I Nabis, Gauguin e la pittura italiana d’avanguardia spiegata dal curatore Giandomenico Romanelli

Verrai sicuramente a Rovigo, a Palazzo Roverella, a vedere la mostra I Nabis, Gauguin e la pittura italiana d’avanguardia curata da Giandomenico Romanelli.
Si preannuncia come uno degli eventi culturali principali nel panorama italiano.
Sicuramente innovativa, sicuramente tutti hanno già visto qualcosa di Paul Gauguin ma dei suoi ultimi periodi.
Pochissimi conosceranno I Nabis e forse ancora meno gli artisti italiani che a loro si erano ispirati (Gino Rossi).

Per questa ragione penso sia indispensabile sentire il curatore Giandomenico Romanelli che ci racconta i punti fondamentali della mostra in questo video girato amatorialmente nel teatro sociale durante la presentazione di questa imperdibile mostra:
La mostra I Nabis, Gauguin e la pittura italiana d’avanguardia spiegata dal curatore Giandomenico Romanelli

Zucchero: emotional travel nel delta del Po e nel delta del Mississippi

Zucchero ha tracciato il solco per l’emotional travel Polesano con la sua recente canzone Voci (Namanama version), e grazie allo splendido videoclip di Gaetano Morbioli, indicando la retta via:
il delta del Po come il delta del Mississippi!
Per andare oltre la lungimiranza di Zucchero
Il delta del Po come il delta del Danubio, il delta del Nilo, il delta del Volga, il delta del Mississipi, il delta del Rio delle Amazzoni, il delta del Fiume Giallo, il delta del Gange, …

Voci di radici, di nebbia e di pioppi
Che parlano agli argini e che parlano ai matti
Voci nella testa, voci contro il tempo
Che riempiono la vita restando nel silenzio

Se si potesse camminare, pedalare lungo gli argini, i canali, …

Se sempre si potesse camminare, pedalare lungo gli argini di tutti i fiumi, canali, fiumiciattoli, rigagnoli a cosa servirebbero le piste ciclabili extracittadine?
Ad es. per andare da Rovigo alla vicina Lendinara le vie d’acqua sono molteplici:

  • da Rovigo all’Adige, si risale l’Adige ed al ponte di Ca’ Morosini si va a Lendinara (o prima passando per Cavazzana)
  • il Cersolo (fino a Cavazzana)
  • l’Adigetto

Per citare solo i principali.

Se poi si potesse percorrerli in canoa …

Il Delta del Po in un video virale

Il delta del Po veneto può creare interesse in internet?

Il delta del Po dopo aver ottenuto il riconoscimento di MAB UNESCO non può più essere diviso in delta del Po del Veneto e dell’Emilia-Romagna.
Sta di fatto che fino ad oggi è stato così con 2 differenti parchi regionali.

Sfruttando un network facebook di gruppi (Rovigo, Polesine, Estense, Nord-Est) e di page (Delta POlesine, pro POlesine, Città Murate, Pianura PO) nato in polesine si è effettuato il seguente esperimento:

della recente trasmissine Ulisse andata in onda su RAI 3 condotta da Alberto Angela sul Veneto si è presa la parte dedicata al Delta del Po e si è pubblicato il video in Delta POlesine e quindi distribuito nel network ed in gruppi attinenti fuori dal network.

Questi gli incredibili risultati ottenuti:
Quasi 243000 persone raggiunte (quasi gli stessi abitanti del Polesine)
Visto 87000 volte
Quasi 3000 condivisioni (persone che dopo averlo visto lo hanno condiviso con altri share)
La page è passata da poco più di 1000 iscritti a 2000
Il tutto senza contributi pubblicitari.

DELTA DEL PO – ULISSE – RAI 3 DEL 16.04.2016LE MERAVIGLIE DEL VENETO – L’EPISODIO DAL DELTA DEL PO – ULISSE – RAI 3 DEL 16.04.2016

Posted by Delta POlesine on Wednesday, April 20, 2016

Alcune conclusioni:
Il delta del Po in internet crea interesse soprattutto tramite video, in facebook e se i video sono di qualità e condotti da personaggi di rilievo.
Bellissimi video di amministrazioni provinciali o regionali in youtube hanno poche migliaia di visualizzazioni.
Solo la forza social, il network, il contributo di tutti può trasformare un video in un video virale.
Sicuramente le puntate di Angela hanno dato un forte contributo al Veneto ma solo le comunità locali, utilizzando al meglio le varie parti possono dare risalto ad ognuna. Ovvero il video di Angela ha dichiarato agli italiani che un’eccellenza del magico Veneto è il delta del Po ma che queste citazioni possano scatenare afflussi di turisti sarà improbabile.
Che possa scatenare afflussi di turisti solo la parte sul delta distribuita viralmente in internet questo è più probabile.

Noi italiani siamo poco abituati a ragionare a network, ad obbiettivi comuni per il bene comune e se iniziamo a farlo in questo momento di crisi perché ne capiamo la rilevanza, siamo ancora molto lontani dal farlo in maniera strutturata ed in lingue diverse dall’italiano.

Le sabbie mobili del Polesine e le fermate veneziane di Ferrovia e San Toma’

Ero all’autodromo Adria International Raceway per una gara nazionale di scherma, volevo andare a fare un giro e vedo la freccia Cavanella Po. Curioso ci vado. All’andata vedo una villa veneta, due canali, ruderi industriali, probabilmente una fornace. Arrivo a Cavanella Po. Il nulla. Campi sportivi abbandonati, un villaggio forse post alluvione un po’ trasandato, una chiesa. Tornando guardo tutto con più attenzione.
Ecco le sabbie mobili polesane
sabbie mobili polesane, Cavanella Po, Adria
E appena sopra il cantiere dove stanno costruendo le fermate veneziane di Ferrovia e San Toma’
sabbie mobili, Ferrovia e San Tomà, polesine, Cavanella Po, Adria

Leone, pattume e giubileo: originale accoglienza all’ingresso di una chiesa polesana

A Castelnovo Bariano così si presenta l’ingresso della chiesa del paese:
un leone moderno, un pattume ed il giubileo.
Inizialmente avevo visto solo pattume e leone, mi sembrava molto originale, il parroco voleva obbligare i fedeli a buttare qualcosa di scomodo prima di entrare?
Poi sul bidone sulla sinistra ho scoperto la vera motivazione! Una RACCOLTA TAPPI di plastica.

raccolta tappi

Calisto Ercole Desuo, martire dell’eccidio di Berra 1901 era di Villanova Marchesana

Oggi andando in bici sugli argini destra Po (la parte ferrarese) vicino a Berra vedo uno strano cartello marrone che indica Ponte Albersano, eccidio 1901.
Curioso vado a vederlo. E’ un ponte, relativamente recente con una lapide che cita:
Qui caddero il 27 giugno 1901 Cesira Nicchio e Calisto Ercole Desuo per il miglioramento economico sociale della bassa ferrarese

Questa la descrizione dell’evento trovata in internet
il 27 giugno 1901, sul Ponte Albersano di Berra si compiva uno dei fatti di sangue contro lavoratori in sciopero e Berra, che allora faceva parte del vastissimo comune di Copparo, ebbe il triste onore della cronaca prima e della storia poi. Noi ricorderemo qui brevemente i fatti affinché non vada smarrita la memoria di quegli avvenimenti e il sacrificio di coloro che quel giorno rimasero per terra nella polvere. La situazione dei braccianti, tra la fine del secolo e il nuovo, è caratterizzata da una estrema miseria: le famiglie sono al limite della sopravvivenza, la mortalità infantile è elevatissima, la pellagra miete instancabile le vittime della povertà; gli accordi sindacali del 1897, che pur prevedevano un aumento percentuale di pochi punti a favore dei lavoratori della terra, non erano mai stati applicati. Sull’onda di un malcontento generale si costituisce anche a Berra una lega di resistenza nelle campagne (forte di ben cinquecento iscritti) la quale, vedendosi negare tassativamente dagli agrari la richiesta di portare dal 9 al 12% la quota per i braccianti, dichiara lo sciopero proprio nei giorni in cui avrebbe dovuto iniziare la mietitura del grano: è il 20 giugno 1901. La massa degli scioperanti è composta da lavoratori che provengono da tutti i paesi limitrofi compresi alcuni centri del vicino Veneto e dimostra fin dall’inizio grande compattezza e determinazione. Gli agrari capiscono che la posta in gioco questa volta è molto alta poiché lo sciopero va assumendo sempre più le caratteristiche di una lotta altamente politicizzata: sono pronti a tutto e in pochi giorni organizzano squadre di crumiri piemontesi disposti a falciare il grano ormai maturo, ottengono inoltre l’intervento della forza pubblica in difesa di questi ultimi e del latifondo nonostante lo stesso ministro Giolitti avesse ordinato al Prefetto di Ferrara di sconsigliare simile provvedimento: sarà il tenente De Benedetti a comandare l’eccidio di Berra. La mattina del 27 giugno i braccianti si avviano verso la tenuta Albersano animati dall’intenzione di spiegare ai crumiri nei campi le motivazioni dello sciopero e di invitarli ad unirsi alla loro lotta, ma il Ponte Albersano è sbarrato dai soldati. Al tentativo di alcuni braccianti di parlamentare con questi ultimi il tenete De Benedetti fa rispondere con il fuoco: i soldati sono disorientati; molti sparano in aria, alcuni addirittura si rifiutano; impugnata la sciabola e con la rabbia della belva l’ufficiale ordina categoricamente di sparare sulla folla degli scioperanti. Calisto Ercole Desuo di Villanova Marchesana e Cesira Nicchio di Berrà rimangono per terra uccisi; altri venti lavoratori rimarranno feriti. Questo il tragico bilancio di quel 27 giugno 1901 che segnò la data d’inizio di una lunga serie di lotte operaie e bracciantili in territorio ferrarese. (Tratto da “Tutto Ferrara” del Luglio Agosto 1991)

La cosa incredibile è che uno dei due martiri, Calisto Ercole Desuo era di Villanova Marchesana e penso che in polesine non se ne sia mai parlato. Mi sono sentito in dovere di scrivere al comune di Villanova Marchesana.

Venezia, Ferrara e Ravenna: il triangolo d’oro della cultura UNESCO: il DELTA il suo occhio

Per la prima volta ho sentito indicare da un rappresentante della Regione Emilia-Romagna il triangolo d’oro della cultura (UNESCO): Venezia, Ferrara e Ravenna!
L’occhio è il suo DELTA (TRIANGOLO), MAB UNESCO, raccordato (la pupilla) dal Museo dei Grandi Fiumi che lo proietta verso tutti i delta del mondo!

P.S. Dal Delta alle Sorgenti
P.S. P.S. Tutta l’acqua del Nord Italia confluisce nel Delta