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Il rap della scienza

L’anno scorso insegnai mezzo anno scolastico all’ENAIP di Rovigo.
Tra i ragazzi in un corso di meccanici auto avevo un ragazzo appassionato di RAP in grado di fare battaglie di rap, in grado di improvvisare (freestyle).

Gli chiesi. saresti in grado di fare un rap sulla scienza?

Ecco il suo testo scritto in pochi minuti:

La scienza
non è mai troppa non ci rimani senza
come un fumatore in astinenza
è una materia dove chi non pensa
rimane con l’ignoranza
e la costanza di non vedere e perdere il senso della distanza
l’incoscienza di non impararla e ritornare al punto di partenza
Il pensiero dell’indecenza
ti da una sicurezza

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Oltre la scienza la fantascienza!

Devo spiegare a dei ragazzi (solo maschi) la scienza. Cose semplici, il metodo scientifico, la misura, la materia, …
Spiegando l’impenetrabilità della materia ho fatto cozzare due oggetti dimostrando che non c’è modo che si penetrino (risate, ma dovevo farlo perché ovviamente quando ho chiesto cosa volesse dire hanno messo solo lì la loro attenzione).

Ecco che mi sono apparsi film di fantascienza con persone che attraversano i muri e solo in quel momento ho visto la fantascienza come un andare oltre la scienza, come a partire da una legge limitante basta smentirla per entrare in un nuovo mondo forse non a misura d’uomo ma molto affascinante.

Se il tempo scorre solo in avanti e passo dopo passo facciamolo fermare o scorrere indietro o scorrere in avanti a salti.
Se lo spazio si può percorrere solo seguendo una direzione ed al massimo ad una limitata velocità, saltiamo da qui a lì istantaneamente.
Se la vita dura un tempo limitato e si nasce bambini e si dovrebbe morire vecchi, torniamo indietro, andiamo a salti, non moriamo, …

Avevo sempre visto la fantascienza come “immaginiamo un mondo futuro” o “immaginiamo un cataclisma e descriviamo anche l’odierno” ma è molto più divertente partire da una limitazione della scienza ed andare oltre.