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l’educatore è come un sismografo

Questo è il terzo audio della serie podcast solo per te.
Ascoltalo (di seguito troverai anche il testo), se vorrai inviaci le tue impressioni, se ti interessa il progetto attendiamo i tuoi contributi (info @ pivari.com).

Ho partecipato, in una sala gremita, ad una conferenza in cui don Luigi Ciotti ha ricordato don Lorenzo Milani.
Un flusso inarrestabile di parole, considerazioni e riflessioni.
Non dimenticherò la metafora: l’educatore è come un sismografo.
Sensibile ad ogni minimo cambiamento della società che lo circonda. Se insegna ai giovani, prima degli altri, si accorgerà delle nuove problematiche, delle tendenze negative: droghe, alcool, anoressia e bulimia, dipendenza da consumismo sfrenato, dipendenze da internet (hikikomori), …
Se insegna ai meno giovani, prima degli altri, si accorgerà delle stesse problematiche con l’aggiunta di quelle derivanti dalla instabilità economica e della instabilità lavorativa.
La scuola degli ultimi di don Milani molto ha fatto e molto può fare.

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smartphone

Questo è il secondo audio della serie podcast solo per te.
Ascoltalo (di seguito troverai anche il testo), se vorrai inviaci le tue impressioni, se ti interessa il progetto attendiamo i tuoi contributi (info @ pivari.com).

Tengo spesso corsi a nativi digitali. Per loro lo smartphone è un estensione del loro corpo, fa parte della loro vita. Sono pero rimasto sorpreso dal fatto che molto spesso non conoscessero il significato del termine smartphone.
Questo il testo nell’audio

Sicuramente usi il tuo smartphone tutti i giorni, più ore al giorno, quando sei in giro in ogni momento di tempo libero, per lavoro o per svago.
I ragazzi sono nati con gli smartphone, li usano già a 5-6 anni, digitano con i due pollici ad una velocità supersonica, quello che conta sono i giga, scelgono un luogo/locale per il wifi gratuito ma …

cosa significa smartphone?

telefono sveglio, telefono intelligente

e se con l’intelligenza artificiale diventerà troppo intelligente rispetto all’utilizzatore?

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Chi ha inventato le trasmissioni wireless?

Questo è il primo audio della serie podcast solo per te: è una domanda/gioco base di seguenti riflessioni e considerazioni.
Ascoltalo (di seguito troverai anche il testo), se vorrai inviaci le tue impressioni, se ti interessa il progetto attendiamo i tuoi contributi (info @ pivari.com).

Chi ha inventato le trasmissioni wireless?
Uno statunitense? Un giapponese? di che nazionalità?
Quanti anni fa? 10, 20, 50, di più?
[dopo il tempo necessario per riflettere]
Ricorda, wireless significa senza cavo.
[dopo il tempo necessario per riflettere]
Come funzionava la televisione?
E la radio?

8 dicembre 1895, Guglielmo Marconi, vicino a Bologna, telegrafa senza fili via onde radio.

ps da Wikipedia A lui si deve lo sviluppo di un efficace sistema di comunicazione con la telegrafia senza fili via onde radio o radiotelegrafo che ottenne notevole diffusione, la cui evoluzione portò allo sviluppo dei moderni sistemi e metodi di radiocomunicazione, la televisione e in generale tutti i sistemi che utilizzano le comunicazioni senza fili, che gli valse il premio Nobel per la fisica nel 1909.
L’8 dicembre 1895, dopo vari tentativi, l’apparecchio si dimostra valido nel comunicare e ricevere segnali a distanza, ma anche nel superare gli ostacoli naturali (in questo caso, la collina dietro Villa Griffone). Il colpo di fucile che Mignani spara in aria per confermare la riuscita dell’esperimento (l’apparecchio aveva vibrato e cantato come un grillo per tre volte) viene considerato l’atto di battesimo della radio in Italia.

Villa Griffone, Sasso Marconi
Villa Griffone, Sasso Marconi

Alcune considerazioni:
da utilizzatori di smartphone associamo, e soprattutto i ragazzi associano, wireless a wifi
Di conseguenza i ragazzi a cui faccio i corsi rispondono sempre 10 massimo 20 anni fa e l’inventore è soprattutto statunitense.
Anche quando inizio a parlare di televisione e radio raramente arrivano a Guglielmo Marconi e non sanno che bolognese di Sasso Marconi.
Gli italiani generalmente hanno poca fiducia nelle proprie capacità e nelle capacità dei propri conterranei anche se in questo caso, pur avendo vinto un Nobel, il problema è soprattutto politico. In terra di partigiani non si poteva esaltare uno studioso schieratosi dalla parte del fascismo o per lo meno esaltato dal fascismo.