Il Delta del Po di Rovigo

Il delta del Po è stato recentemente dichiarato patrimonio MAB UNESCO. E’ ancora oggi un territorio poco conosciuto e difficile da conoscere ed apprezzare soprattutto per la sua parte maggioritaria che risiede in provincia di Rovigo.
Sebbene risieda a Rovigo da 15 anni inizio oggi a conoscerlo. Andando al mare ogni estate ai lidi ferraresi (lidi comacchiesi) conosco molto meglio quella parte.

Le perline storiche del delta del Po di Rovigo

La parte rodigina non ha città e monumenti storici di rilievo come la parte ferrarese: non ha l’abbazia di Pomposa, non ha il castello di Mesola, non ha torre Abate e non ha Comacchio (con i Trepponti).
Da segnalare ha la chiesetta di San Basilio, che sulla strada da Venezia a Ravenna rappresentava un importante punto prima di arrivare all’abbazia di Pomposa, la cittadina di Loreo con il suo bel colpo d’occhio del canale e con la Chiesa Arcipretale di Santa Maria Assunta di Baldassare Longhena e soprattutto il museo regionale della bonifica di Ca’ Vendramin.

Museo regionale della bonifica di Ca’ Vendramin

Se Loreo, meno di Comacchio, introduce al delta del Po, come città più d’acqua che di terra, il museo della bonifica può essere considerato la porta di ingresso al delta rodigino.
Leggermente sopraelevato nell’isola di Ariano (vi renderete conto che si tratta di un’isola solo guardando la piantina) in una sterminata campagna attraversata da canali è ben visibile da lontano grazie alla sua ciminiera.
Struttura imponente da cui traspare la fatica dell’uomo nella sua volontà di strappare terra alle acque da coltivare ha la sua massima espressione nella sala macchine dove le immense idrovore sembrano lì pronte per rimettersi in moto e nell’aria c’è ancora l’odore di olii e grassi.
E’ un posto magico che non per niente ha ispirato Zucchero nel suo splendido videoclip Voci (Namanama version) di Gaetano Morbioli, in cui molte scene sono state qui girate.

Le perle del delta del Po di Rovigo

Le vere perle sono spesso ben nascoste. Poche sono accessibili ai più. Tra queste le principali sono il Giardino Botanico di Porto Caleri, la Via delle Valli, l’isola di Albarella, la foce dell’Adige con la sua torretta, la centrale elettrica dismessa di Polesine Camerini, i ponti di barche, la spiaggia di Boccasette, la spiagga di Bacucco e la spiaggia di Barricata.

Il Giardino Botanico di Porto Caleri

Il Giardino Botanico di Porto Caleri rappresenta un unicum italiano. Consiglio una visita con guide che sappiano farne capire il valore oggi. Penso si tratti dell’unico tratto di costa rimasto in Adriatico selvaggio, in grado di mostrare come doveva essere un tempo tutta la costa. Con il ciclo delle dune, con i micro habitat tra una duna e l’altra. Dune tutte oramai spianate o per coltivare o per “fare il bagno”. Nell’entroterra esistono ancora pochissimi residui di dune fossile e pochissimi tratti di spiaggia libera con tratti costieri di dune.
Qui vive il pelobate fosco.

Dov’è il delta del Po?

Mentre nel delta del Po di Ferrara quando si è nel delta si ha la percezione di essere nel delta grazie alla valli, nel delta del Po di Rovigo spesso si fa fatica ad accorgersene. Magari si è in un isola dentro i rami del delta del Po ma si percepisce solo una sterminata campagna circondata da elevati argini. Non è semplice vedere le valli e quasi mai si riesce a vedere il mare. Se non si fanno strade elevate sembra solo campagna.
La via delle Valli è una delle più famose, spesso si possono vedere fenicotteri ed i tramonti sono eccezionali.

Le spiagge

Le spiagge più famose ed accessibili sono quelle di Rosolina Mare e dell’isola privata di Albarella.
Se invece amate tornare indietro nel tempo, andare in posti ancora poco frequentati soprattutto durante la settimana visto che non vi sono strutture vicino consiglio la spiaggia di Boccasette.
Se invece siete amanti della natura incontaminata allora dovete andare sugli scani. Ve ne sono tanti ma è difficile raggiungerli, se non con mezzi propri (motoscafi o canoe), e di conseguenza ritornare a riva.
Uno dei più famosi, perché spesso citato nei film o da poeti locali, è scano Boa.
Ce ne sono tanti, ugualmente belli, basta vedere la piantina con google maps per afferrarne il numero.
Immagino la bellezza di un’alba vista da uno scano, magari dopo una notte di luna piena trascorsa in amicizia davanti ad un falò (in sicurezza).

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