Ipocriti sessuali? considerazioni sul sesso nella nostra società

La morte è stata rimossa dalla nostra società. Ogni giorno sentiamo e compiangiamo uccisioni e morti sempre più cruenti ma nella propria vita raramente capita di stare vicino ad un moribondo.
E per il sesso?  Sebbene si pratichi sesso quasi senza inibizioni, considerando ogni sperimentazione sessuale lecita se consenziente, e sebbene si sia attorniati da provocazioni sessuali (la pubblicità attinge continuamente nel vedo-non vedo sempre più esplicito) le rappresentazioni dei sessi sono escluse dalla vita quotidiana.
Se si pensa che nel lontano passato la rappresentazione di falli, seni ed organi genitali femminili erano comunissimi e in oggetti di uso comune in tutte le case (nella fotografia penso una brocca romana forse per versare vino a forma di fallo cavalcato visibile nel museo archeologico di Adria), oggi siamo forse dei finti progressisti inibiti di moralismo, degli ipocriti sessuali?

Blue Whale: le Iene ieri sera

Sono sempre molto attento alle novità/tendenze che internet propone nel bene e nel male. Il fenomeno Blue Whale mi era però sfuggito. Sto ancora cercando di digerire il servizio delle Iene di ieri sera. Necessario anche se per come gran parte degli ultimi fenomeni, la nostra generazione a caccia dei perché, rimane sconvolta.
Sembra che i perché non esistano.
Sembra sempre un videogioco.
Ma se si videogioca con la propria vita, non si torna indietro.

P.S. Il gioco è stato creato da Philipp Budeikin per “ripulire” la società spingendo al suicidio coloro che riteneva come non degni di vivere. Blue Whale ha avuto inizio nel 2013, con “F57”, uno dei nomi del cosiddetto “gruppo della morte”; a questa pratica sono riconducibili circa 130 suicidi.

Tecnologia = la paura del silenzio, della solitudine e dell’IO

Pensavo che contemporaneità e tecnologia avessero come scopo primario l’occultamento de la morte.
Ma non è solo quello.
Soprattutto la tecnologia sta distruggendo il silenzio, l’ozio, la solitudine, … quei momenti fondamentali dove prima si rimaneva soli con il proprio IO, si cercava di capirlo per uscire rafforzati e poter vivere veramente con gli altri.
Distruggendo questa ricerca interiore si è sempre più soli.

Cimiteri: le top 10! #top10cimiteri

E’ per me incomprensibile e forse per gran parte degli italiani ma oltre ad esistere un vero turismo cimiteriale, in internet, c’è lotta ad alti livelli per la chiave top 10 cemeteries (i migliori 10 cimiteri) e le loro specificazioni (nel mondo, in Europa, …). Lotta anche per le migliori 10 tombe.
Ovviamente l’Italia è, per quanto possibile, sempre esclusa.

Anche il cimitero mafia è di altri (Russia).
Ogni tanto salta fuori solo il museo delle mummie di Urbania.

Bisogna iniziare a pensare il turismo con mentalità extraitaliana. I riminesi cercano di insegnarlo da anni a tutta l’Italia ma solo loro l’hanno capito e lo sanno fare.

P.S. La tomba Brion sembra non essere mai citata eppure quando sono andato ero l’unico italiano con almeno 15 stranieri.

i due anelli intrecciati - tomba Brion - Carlo Scarpa by Fabrizio Pivari (pivari)) on 500px.com

La morte del pudore, il pudore della morte

Il pudore è morto!
Pudore: ancora qualcuno ne conosce il significato?
Mi ricordo quando pochi scrivevano e quei pochi che scrivevano nascondevano nel cassetto i loro scritti.
Il diario era segreto anzi segretissimo e speso aveva il lucchetto.
Oggi tutti pensano di avere molto da dire, tutti scrivono di tutto e pur di stupire si è disposti a raccontare la propria vita e gli eventi più torbidi della propria esistenza.
Tutti vogliono che tutti leggano.
Il diario è pubblico ed internet.

Se da un verso si è passati dal pudore alla morte del pudore dall’altro si è passati dalla morte pubblica al pudore della morte.
La vita era a stretto contatto con la morte: gli animali si uccidevano, le persone morivano in famiglia se non per strada. La morte era parte della vita.
Oggi la morte è occultata. Tutti scrivono di tutto ma non della morte. Chi deve accompagnare alla morte? Il medico!

La morte e Dio non esistono più!

La morte e Dio non esistono più!
Sono stati occultati dalla vita quotidiana.
Si muore ma non si vede e non si deve vedere.
Se si deve vedere e sapere deve essere almeno un evento di cronaca nera di ferocia inaudita o un disastro. In ogni caso, purtroppo, sembra sempre più un film già visto troppe volte.

E Dio?
Chi ne parla più? Chi ne scrive più? E’ diventato difficile sentire anche le bestemmie.
Dio è relegato solo in ogni persona e per tempi sempre più ridotti.
Anche buona Domenica (il giorno del Signore) si è trasformato in buon weekend.

Nel parlato quotidiano non esiste una frase simile a Insha’Allah per un mussulmano.
A Dio piacendo nel senso si avvicina ma penso di non averlo più sentito dire da tantissimo tempo.

Per questo cercherò di chiudere il prossimi post con
A Dio piacendo.