Non leggete Crash però studiate la postfazione

Ci sono opere che non si possono consigliare, che alla lettura risultano veramente pesanti, che sembrano non aver lasciato niente ma invece hanno smosso.
Mi vengono in mente Le 120 giornate di Sodoma (Marchese de Sade), alcune opere di giapponesi tra cui Mi farò mummia (Shimada Masahiko) ed ora Crash di James Graham Ballard.

La postfazione di Crash del 1974 è un capolavoro.

Il matrimonio tra ragione e incubo che ha dominato il ventesimo secolo ha generato un mondo sempre più ambiguo. Il passaggio delle comunicazioni è attraversato dagli spettri di sinistre tecnologie e dai sogni che il denaro può comprare. Sistemi d’armi termonucleari e pubblicità televisive di bibite coesistono in un mondo sovrailluminato che ubbidisce alla pubblicità e agli pseudo eventi, alla scienza e alla pornografia. Alle nostre vite presiedono i due grandi leitmotiv gemelli del ventesimo secolo: sesso e paranoia. […] Voyerismo, disgusto di sé, la base infantile dei nostri sogni e dei nostri desideri – questi mali della psiche sono ora culminati nella perdita più atroce del secolo: la morte del sentimento.
[…] sono sempre stato convinto che il futuro fosse una chiave migliore del passato per intendere il presente.
[…] Scienza e tecnologia si moltiplicano attorno a noi, dettando in misura sempre maggiore i linguaggi in cui parliamo e pensiamo. E a noi si impone di usarli, o di rimanere muti.

Solo il trash può ancora coinvolgere: Andrea Diprè, Sara Tommasi, coca e mignotte

Do merito a Andrea Diprè e Sara Tommasi di aver introdotto nel loro ultimo video musicale tutto il trash possibile e immaginabile e di essere in questo modo riusciti a coinvolgere, scatenare i commenti.
Non che non si veda di peggio tutti i giorni ma questo è così forzato che urta come in Arancia Meccanica o nel Marchese De Sade

Cantiamo il ritornello:

Vieni anche tu nel mio privé
coca e mignotte anche per te;

Qui il video https://www.youtube.com/watch?v=0eLfXzVbXBQ

Il video vi sconvolge?
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