Tecnologia e Arte: non solo immersiva ma “semplicemente” luce

Mi occupo da quasi trent’anni di tecnologia e dell’aspetto legato alla comunicazione internet.
Sono un amante dell’arte e condivido l’affermazione l’arte precede la scienza (attribuita a Giacomo Ciamician).
Ho avuto la fortuna di collaborare con il MuViG (museo del Benvenuto Tisi da Garofalo) il primo museo italiano nel settore dell’arte interamente tecnologico e monografico.
Forse per una deformazione da tecnico se penso ad un connubio tecnologia-arte penso immediatamente ad una tecnologia immersiva, 3d, che ricostruisca un passato introducendo le opere d’arte.
La conferenza stampa di oggi mi ha aperto gli occhi su diverse modalità nel rapporto tecnologie e arte.
Ad esempio una gestione ottimale della luce porta alla creazione di nuovi termini come restauro percettivo

Questa la descrizione della nuova illuminazione della Cappella degli Scrovegni con gli affreschi di Giotto (iGuzzini):
Il nuovo sistema di illuminazione IoT consente di realizzare un’operazione di “restauro percettivo” grazie all’integrazione di apparecchi a LED, sensori ambientali e applicazioni software su protocollo internet. Nella prima fase, i sensori, progettati ad hoc per la Cappella, misureranno le variazioni della luce naturale; i dati raccolti permetteranno quindi di attivare, nella seconda fase, attraverso uno specifico algoritmo evoluto, un sistema dinamico di luce intelligente, in grado di adattare la luce artificiale al modificarsi delle condizioni ambientali e apportare benefici di natura visiva e conservativa. La luce artificiale interagirà quindi dinamicamente con la luce naturale e si autoregolerà in temperatura colore e intensità fino al raggiungimento dei valori necessari a consentire sempre la migliore percezione possibile delle opere.

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