Ho tenuto moltissimi corsi di differente materie, a molteplici target ma

catena di montaggioHo tenuto corsi ad estetiste, parrucchieri, manager, aziendali, scolastici e delle comunità europea. Master e corsi accelerati. Di informatica, tecnici e meno tecnici, di comunicazione internet, di cultura informatica e internet, specifici o generici. Di pochissimi minuti o di una montagna di ore.
Ma è la prima volta che devo fare un corso aziendale a dipendenti di una catena di montaggio.
Invece di fare il loro turno in catena dovranno trascorrere tutta la loro equivalente giornata lavorativa (6 ore) in aula con me.
Come impostare il corso?
Dovrò seguire le esigenze aziendali e trasmettere solo nozioni base aziendali?
Come farò in questo caso a tenere viva l’attenzione?
Come farò a far capire la necessità in questo momento storico dell’importanza della tecnologia non solo limita all’uso ma soprattutto alla conoscenza profonda?
Dell’importanza di capire la necessità, unica cosa che può scatenare l’autoformazione, unico modo necessario per stare al passo coi tempi.
Riuscirò a far capire che i loro figli non sono geni ma solo ottimi utilizzatori se non hanno la fiamma scatenante della volontà di conoscere, di capire, di approfondire?

La scuola discrimina extracomunitari e poveri?

I genitori genitori con figli di meno di 14 anni sono discriminati dalla scuola soprattutto se extracomunitari e poveri?
Mamme, se frequentano le medie andate a prendere i vostri figli a scuola (ministra Fedeli).
Alcune considerazioni

  1. genitori extracomunitari, ed in generale stranieri, difficilmente avranno i genitori vicini
    E se i genitori non possono, vadano i nonni fuori scuola, è così piacevole per noi nonni farlo… (ministra Fedeli)
  2. genitori poveri hanno meno soldi, mediamente devono lavorare di più e non hanno le possibilità per pagare una persona per andare a prendere i propri figli (visto che spesso sono extracomunitari e stranieri e non possono utilizzare i nonni) o per utilizzare servizi (scuolabus)

L’unica alternativa possibile e sensata sembra essere, come nei paesi anglosassoni, a partire dalla scuola materna, non farli tornare a casa (scuola a tempo pieno) e se poi potessero fermarsi anche a dormire …

L’arte dello scrivere si insegna come ogni altra arte

L’arte dello scrivere si insegna come ogni altra arte

Una tecnica umile
Noi dunque si fa così:
Per prima cosa ognuno tiene in tasca un notes.
Ogni volta che gli viene un’idea ne prende appunto. Ogni idea su un foglietto separato e scritto da una parte sola.
Un giorno si mettono insieme tutti i foglietti su un grande tavolo. Si passano uno a uno per scartare i doppioni. Poi si riuniscono i foglietti imparentati in grandi monti e son capitoli. Ogni capito si divide in monticini e son paragrafi.
Ora si prova a dare un nome ad ogni paragrafo. Se non si riesce vuol dire che non contiene nulla o che contiene troppe cose. Qualche paragrafo sparisce. Qualcuno diventa due.
Coi nomi dei paragrafi si discute l’ordine logico finché nasce uno schema. Con lo schema si riordinano i monticini.
Si prende il primo monticino, si stendono sul tavolo i foglietti e se ne trova l’ordine. Ora si butta giù il testo come viene viene.
Si ciclostila per averlo davanti tutti uguale. Poi forbici, colla e matite colorate. Si butta tutto all’aria. Si aggiungono foglietti nuovi. Si ciclostila un’altra volta.
Comincia la gare a chi scopre parole da levare, aggettivi di troppo, ripetizioni, bugie, parole difficili, frasi troppo lunghe, due concetti in una frase sola.
Si chiama un estraneo dopo l’altro. Si bada che non siano stati troppo a scuola. Gli si fa leggere a alta voce. Si guarda se hanno inteso quello che volevamo dire.
Si accettano i loro consigli purché siano per la chiarezza. Si rifiutano i consigli di prudenza.
Dopo che s’è fatta tutta questa fatica, seguendo regole che valgono per tutti, si trova sempre l’intellettuale cretino che sentenzia: Questa lettera ha uno stile personalissimo.

La tecnologia ci impone un cambiamento: “Da utilizzatori tecnologici a programmatori”

La tecnologia ci impone un cambiamento: Da utilizzatori tecnologici a programmatori!
Ecco il mio recente post pubblicato in EPALE:

Mi ricordo quando si parlava di digital divide e di come, tra i vari problemi, sembrasse invalicabile quello economico. Dal mio punto di vista il reale problema non è mai stato di acquisizione o di utilizzo della tecnologia ma di comprensione.

E’ vero che esistono zone del mondo dove non arriva la corrente elettrica e la povertà è tale che diventa impensabile acquisire tecnologia. Ma è altrettanto vero che la tecnologia dismessa in luoghi predisposti potrebbe essere utilizzabile da quasi tutti (ad esempio un pc dismesso in una chiesa, in una moschea, in un luogo pubblico).
Considerando i paesi in grado di utilizzare la tecnologia ed analizzandone l’utilizzo da parte degli utenti, trovo che emerga un nuovo digital divide che diventa sempre più netto.
Gli adulti, se non lo fanno per lavoro, pensano di essere poco avvezzi alla tecnologia rispetto alle nuove generazioni.
Per contro, le nuove generazioni si sentono tecnologhe ma spesso sono solo ottime utilizzatrici. Inoltre, spesso non sanno usare i computer ma solo gli smartphone e degli smartphone solo poche app (giochi, fb, whatsapp, snapchat e poco altro).

La tecnologia, se è sempre più semplice da utilizzare, è sempre più complessa per quello che nasconde e sempre meno persone sono in grado di capire cosa si nasconda dietro.

In Italia si pensa che studiare la storia sia un valido metodo per conoscere il futuro, ma questo valido ragionamento sembra non valere per la tecnologia: non esiste nella nostra cultura la storia della tecnologia né qualcuno che sia in grado di spiegarla semplicemente.

I linguaggi di programmazione sono complessi, richiedono scelte complesse e molto tempo per impararle con il rischio che poi si rivelino scelte “fuori mercato” (pensiamo ad esempio al pascal, al fortran, …).
La soluzione c’è: nonni, genitori e figli dal punto di vista della programmazione sono allo stesso livello (livello zero) e tramite la programmazione visuale possono fare un nuovo salto in avanti contro il digital divide!

Program or be programmed.

Genitori responsabili delle attività internet dei figli, insegnanti devono “fare la spia”

A livello giuridico, gli atti illeciti commessi dal figlio minorenne ma capace di intendere e di volere rientrano nella responsabilità civile dei genitori.
Non esercitare una vigilanza volta a prevenire e correggere comportamenti inadeguati è una violazione dei doveri concernenti l’esercizio della potestà, in quanto tale sanzionabile.
Per quanto riguarda gli insegnanti invece, gli stessi incorrono in una multa da 30 a 516 euro “quando omettono o ritardano di denunciare all’Autorità Giudiziaria o ad un’altra Autorità che riferisca alla prima, un reato di cui ha avuto notizia nell’esercizio o a causa delle sue funzioni“ (art. 361 c.p.).

Seneca disse, street philosophy a palazzo Massimo, Roma

Seneca disse, interessante iniziativa romana di street philosophy fruibile camminando per strada vicino alla stazione termini (sono cartelloni appesi sulle cancellate di Palazzo Massimo).

malattie dell'anima e del corpo

sono un uomo e non giudico a me estraneo nulla di ciò che è umano

la filosofia governa le azioni

incredibile è la forza della filosofia nel respingere ogni attacco della sorte

avere la debolezza di un uomo e la tranquillità di un Dio

P.S. Vi sembra giusto che a Roma, un progetto della Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici, a palazzo Massimo, per aforismi di Seneca, si riporti solo la traduzione in italiano ed inglese senza mettere l’originale in LATINO?

Il Pater Familias non esiste più e non può decidere niente: solo un bene?

Da genitore di figlia in quarta elementare (scuola primaria) vi riporto due mie lettere al dirigente scolastico.
Non vogliono certo essere un attacco alle istituzioni e soprattutto al dirigente in questione, che stimo per il suo operato, ma che vorrebbero far riflettere le istituzioni ed i genitori.

La prima:
volevo porle all’attenzione questa mia riflessione sulla presa di posizione dell’Istituto, non so se limitato al vostro o su scala nazionale, da semplice genitore a genitore.

Da piccolo andavo a scuola da solo e tornavo a casa da solo e mi sentivo fiero. Erano forse “tempi diversi” ma anche questo mi aiutò a crescere.
Nello stesso modo sto cercando di “tirare su” le mie figlie, cercando di renderle indipendenti.
Mia figlia era tutta contenta perché essendo arrivata in quarta, come era successo per le sorelle, poteva tornare a casa da sola.
Purtroppo ha scoperto che, contrariamente alle sorelle, potrà tornare a casa dalla quinta. Le sorelle non essendo maggiorenni non potranno prenderla.
Il tutto tenendo presente che la mattina da sempre vanno a scuola da sole facendosi compagnia.

Come genitore posso scaricare la scuola di ogni responsabilità ed autorizzare l’uscita autonoma di mia figlia o con la sorella, che fa le scuole medie, visto che le altre lo potevano fare e che quando vanno la mattina lo fanno da sempre in autonomia?
Posso come genitore assumermi questa responsabilità firmando un particolare modulo?

La ringrazio di cuore, non vuol essere una critica ma solo un modo per cercare di far crescere più in fretta le mie figlie in questa società che va a mille all’ora e dove i problemi reali penso siano ben altri tra cui abusi di sesso (“baby doccia”), droghe, internet, …

Grazie per l’attenzione, resto in attesa di una sua risposta o ad un contatto telefonico nei numeri sotto riportati, per chiarire anche personalmente.

Cordiali saluti

La seconda:
grazie della sua risposta dettagliata che comprendo e non condivido.
Si è passati da un pater familias che aveva potere di vita e di morte sui propri figli ad un pater familias che non può decidere niente e prendersi nessuna responsabilità.
Mi sembra si voglia tutelare troppo “sulla carta” le miei figlie e nello stesso tempo si privi loro e le loro famiglie di molte libertà.
Questo tenendo presente che i problemi reali sono ben altri (perché i tempi sono diversi) tra cui abusi di sesso (“baby doccia”), droghe, internet, …
Mi spiegherò meglio:
se non imparano a tornare a casa da sole, se non possono tornare a casa con le sorelle o con le amiche, se …
non potranno diventare indipendenti perché lo impediscono in primo luogo le istituzioni e i loro formatori.
Mi chiedo: saranno invece mature a dodici anni, quando stando alle medie nazionali, avranno i primi rapporti, fumeranno, a volte si drogheranno, …?

Sinceramente non mi interessa molto sapere come la pensano altri in merito e chiedo semplicemente se esiste una speciale autorizzazione da sottoscrivere, una autorizzazione che sgravi la scuola di ogni responsabilità, ovviamente con il sostegno di mia moglie.

La ringrazio e spero come genitore che non fraintenda, non vuole certo essere un attacco alle istituzioni ma una decisa presa di posizione per aiutare in tutti i modi possibili mia figlia a crescere e non tenerla “nella bambagia”, in un mondo irreale che non esiste.
Per questo spero capisca la mia posizione.

Affettuosi saluti

Purtroppo il dirigente scolastico alla fine ha dovuto rispondere la dura realtà:
le confermo che il regolamento d’istituto non prevede eccezioni per l’uscita autonoma degli alunni frequentanti la classe IV della Scuola Primaria.

Possibile che un genitore, nel mio caso entrambi i genitori, non possano assumersi le responsabilità, al posto della scuola, e debbano dipendere dal regolamento?
Non stiamo parlando di leggi e di azioni contro la morale, stiamo parlando di agevolare la crescita veloce di una figlia per aiutarla ad evitare, a breve, di incorrere in problemi ben più seri.

La buona scuola: un servizio svolto da persone da noi (popolo) retribuite e incaricate per agevolarci nell’istruzione dei nostri figli.

Baby doccia, SSS, sexting, … il videogioco GTA continua

Se tutto il giorno a 8 anni giochi a GTA e ti fai fare dalle signorine di tutto stando tranquillamente al tuo posto di guida (se non giochi lo guardi su youtube) tenendo presente che lo fai solo per riposarti dalla violenza e magari dopo aver preso di tutto cosa farai quando smetti di giocare?
Inizi un nuovo gioco con la realtà!

Sei piccolo e quindi fai solo del sexting.
Poi per fortuna cresci, fai dei gruppi chiusi dove posti SSS e poi passi alla baby doccia con una, poi con l’altra, poi i festini, … finalmente hai 18 anni e puoi andare in PENSIONE!

La soluzione? Per la parità dei sessi fare un GTA femminile con uomini zerbini.

Oggi sono un po’ caustico.