Gesù “social”: voi siete miei amici

squadre di amiciGesù “social” dal Vangelo secondo Giovanni voi siete miei amici:
Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi.

Olocausto biblico e Olocausto ebraico (Shoah)

Nel giorno di Pasqua sono venuto a conoscenza che il termine Olocausto, che associavo a Shoah, non significa solamente sterminio ebraico (e non solo) nella seconda guerra mondiale / genocidio ma che è un termine molto più antico, dal greco ὁλόκαυστος (holòkaustos, “bruciato interamente”) ed era inizialmente utilizzato ad indicare la più retta forma di sacrificio prevista dal giudaismo.
Nella Bibbia (e nel Corano Oh figlio mio, mi sono visto in sogno in procinto di immolarti. Dimmi che cosa faremo Rispose: Oh padre mio, fa quel che ti fu comandato. Se Iddio vuole, sottomesso sarò.) ad Abramo viene chiesto di sacrificare Isacco (Genesi 22) Prendi tuo figlio, il tuo unico figlio che ami, Isacco, va’ nel territorio di Moria e offrilo in olocausto su di un monte che io ti indicherò.
Abramo si prepara all’olocausto di Isacco, al suo sacrificio, prepara un altare ed una pira, si prepara ad usare il pugnale sacrificale. Non sacrificherà Isacco, né un agnello, ma un ariete impigliato con le corna in un cespuglio.

Digiuno digitale / astinenza digitale per la Quaresima

In Quaresima molti sacerdoti predicano il digiuno digitale, chiedendo ai fedeli di astenersi dai social, dal web e dagli smartphone perché allontanano dalle cose importanti della vita e favoriscono la tentazione. Gianluca Nicoletti conduttore di Melog, in onda da lunedì a venerdì alle 12.10 su Radio 24, ha chiesto agli ascoltatori cosa ne pensano dell’astinenza digitale, se sono disposti a rinunciare agli smartphone, e se un fioretto di questo tipo faccia bene al corpo e all’anima. Tra le tre categorie identificate gli ascoltatori si sono divisi come segue:

1 – Cyber-penitenzieri (29%) Lo smartphone andrebbe eliminato, quando non lo usate vi sentite puliti dentro. Se proprio siete costretti ad averne uno, lo tenete quasi sempre spento.
2 – Digitalisti moderati (25%) Si all’uso dello smartphone ma solo per poche ore al giorno, a tavola e in compagnia non lo volete vedere e cercate di limitarne l’uso al lavoro e agli affetti più stretti.
3 – Connettivisti peccatori (46%) Ci dobbiamo adeguare ai tempi, oggi si vive con lo smartphone in mano e non possiamo isolarci. Che male c’è se ci scappa anche qualche occasione di piacere carnale?

Il rischio di questo sondaggio era che si risolvesse in un anticlericalismo di maniera. Il pubblico di Radio 24 ha invece saputo trattare l’argomento in maniera equilibrata, la tendenza generale è stata comunque quella di intendere il “fioretto digitale” come un velato tentativo di limitare la libertà individuale, o l’aprirsi a nuove esperienze e comportamenti pericolosi per chi segua i precetti di una vita “regolata”. “I “Connettivisti peccatori” sono la categoria più votata dal pubblico (46%)- dice Gianluca Nicoletti conduttore di Melog su Radio 24 – ma chi si riconosce in questo modo d’essere però non lo assimila a un comportamento “irregolare”, ma piuttosto a una maniera di vivere la contemporaneità. Questo non ha impedito a i “Cyber penitenzieri” di classificarsi secondi nel sondaggio con una percentuale del 29% -prosegue Nicoletti- c’è da considerare però che in questa categoria si sono collocati anche portatori di un pregiudizio assolutamente laico nei confronti degli strumenti elettronici di socializzazione. Quelli che avvertono il rischio che si perda il senso delle relazioni “vere”, che sarebbero unicamente quelle che implicano il contatto fisico o il ‘guardarsi negli occhi’.” I “digitalisti moderati” (25%) sono la categoria meno votata, questo potrebbe confermare una tendenza a considerare gli apparati elettronici per comunicare attraverso la rete oggetti oramai “incorporati” e quindi parte integrante delle nostre azioni quotidiane.

Col passo stanco del pellegrino

Col passo stanco del pellegrino è uno splendido brano che mi mette voglia di mettermi in cammino
L’ho conosciuto per merito di uno splendido video realizzato per il Festival Biblico di Rovigo 2017 (Felice chi ha la strada nel cuore) dalla Associazione Parkinson Rovigo & Amici ONLUS.
Organista Antonella Pavan, tenore Kou Hefei, arrangiamento congiunto, lo riporto qui “scorporato” per farvelo meglio apprezzare

Col passo stanco del pellegrino,
Signor, io vengo incontro a te;
non c’è più il sole sul mio sentiero,
e Te non vedo accanto a me.
Ti prego dammi un po’ di luce;
son tanto stanco di vagar.
Ravviva in me la dolce speranza
del mondo nuovo che verrà.

So che il mio gemito raggiunge il cielo,
e che il mio pianto ha un’eco in te;
lassù io vedo il dolce lido
della beata eternità.
Signore, dammi la costanza
Di camminare fino a te;
fa ch’io combatta nella certezza
del premio immenso che ne avrò.

Già vedo il termine del mio cammino,
ho gioia e pace nel mio dolor;
non son più solo, non son più triste,
poiché c’è Dio accanto a me.
Egli è venuto e mi accompagna
Lungo la strada di Emmaus;
più non mi turba il mio destino
poiché il Signore è qui con me.

3 giorni di cammino: Ninive

Ninive era una città molto grande, larga tre giornate di cammino

Tre giornate di cammino, in un periodo dove il principale mezzo personale di locomozione erano i piedi doveva dare l'impressione di una città sterminata, una Los Angeles dell'epoca. Almeno 15 km giorno, significa un'estensione di almeno 45 km. Eccessivo.

Cercando in wikipedia Ninive, ho scoperto che Ninive era la capitale degli assiri, e nel periodo degli scritti di Giona, era al suo massimo splendore con mura di 12 km e territorio di 750 ettari.

Destra e sinistra, pecore e capre, buoni e cattivi

Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli. Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre, e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra.

A destra i buoni e le pecore a sinistra i cattivi e le capre.
Ora mi è chiaro perché la sinistra era la mano del diavolo e la capra una delle rappresentazioni del diavolo utilizzata anche nell’occultismo (bafometto). La pecora ma soprattutto l’agnello il bene.

Amico, come mai sei entrato qui senza l’abito nuziale?

La festa di nozze è pronta, ma gli invitati non erano degni; andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze.
Amico, come mai sei entrato qui senza l’abito nuziale?

Secondo il costume di quel tempo l’ospite forniva a tutti i suoi invitati, un apposito abito per la cerimonia, che consisteva in un camice bianco, il quale oltre a preservare gli abiti dei festeggianti, li faceva apparire tutti uguali al cospetto del re e dava al banchetto un aspetto di maestosità.
Se l’uomo non l’aveva messo, trascurando l’ordine dato dal re, aveva preferito presentarsi al suo sovrano secondo il suo proprio capriccio.

La vita umana è la vigna?

C’era un uomo che possedeva un terreno e vi piantò una vigna. […]
La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano. […]
Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo “Avranno rispetto per mio figlio!”. Ma i contadini, visto il figlio, dissero tra loro: “Costui è l’erede. Su, uccidiamolo e avremo noi la sua eredità!”. […]
Quando verrà dunque il padrone della vigna, che cosa farà a quei contadini?