Aiutante di peso

Mi piace il termine aiutante di peso che può interpretarsi come valido aiutante (aiutante di sostanza) oppure come aiutante pesante o in questo caso come entrambi.
Presso la chiesa del monastero di Moldovița, uno dei più bei monasteri esternamente affrescati della Romania (patrimonio dell’Umanità UNESCO) esce una suorina con il suo aiutante che le porta la scala per pulire i vetri dall’esterno.
L’aiutante poggia la scala alla vetrata e la tiene ferma con il suo peso e la suorina si arrimpica veloce. Il tutto avviene proprio affianco lo splendido affresco dell’Assedio di Costantinopoli.

suora aiutante di peso chiesa monastero UNESCO Moldovița Romania by Fabrizio Pivari on 500px.com

Ci sono luoghi da sempre magici

Ci sono luoghi da sempre magici, non ci avevo mai fatto caso, ho imparato ad apprezzarli in Bulgaria.
Beglik Tash è una specie di antico santuario Trace. Probabilmente un luogo sacro, sperduto in mezzo un bosco. Di posti così ce ne sono tanti, di molti si è perso traccia, molti poi sono stati riconvertiti con il passare dei secoli, con il cambio di popolazioni, civiltà, religioni, …
La cosa strana è scoprirli “vicino a casa”, in posti dove pensavi non vi fosse niente di significativo.
Da tanti anni vado a Pavullo nel Frignano. C’è vicino il Cimone, qualche bella chiesa, qualche bel castello, qualche bel ponte, … ma niente da lasciarti a bocca aperta.
Avevo sentito parlare di un ponte del Diavolo (ponte d’Ercole) ma pensavo si trattasse di quello di Olina. Un bel ponte del 300.
Incuriosito ho cercato su internet, ho visto che si trattava di un posto sperduto su una montagna, in mezzo ad un bosco, raggiungibile tramite un sentiero che parte vicino alla frazione di Monzone.
Incuriosito sono andato con Francesca.
Tornerò con più calma, era vicino Pasqua e c’era troppa gente, addirittura sede di grigliate per alcune famiglie.
Il luogo è misterioso come il ponte. Richiede silenzio totale.
In effetti si tratta di un monolite che ricorda un ponte, lavorato nei secoli dall’uomo.
Sembra che vi fosse vicino una sorgente e sembra che sia stato un luogo magico per il culto dell’acqua e fosse stato lavorato per avere una vasca d’acqua rituale.
Non so.
ASSOLUTAMENTE DA VEDERE e DA APPROFONDIRE!

Seneca disse, street philosophy a palazzo Massimo, Roma

Seneca disse, interessante iniziativa romana di street philosophy fruibile camminando per strada vicino alla stazione termini (sono cartelloni appesi sulle cancellate di Palazzo Massimo).

malattie dell'anima e del corpo

sono un uomo e non giudico a me estraneo nulla di ciò che è umano

la filosofia governa le azioni

incredibile è la forza della filosofia nel respingere ogni attacco della sorte

avere la debolezza di un uomo e la tranquillità di un Dio

P.S. Vi sembra giusto che a Roma, un progetto della Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici, a palazzo Massimo, per aforismi di Seneca, si riporti solo la traduzione in italiano ed inglese senza mettere l’originale in LATINO?

Stellata mi ha messo tristezza

Sono stato a Stellata, una frazione di Bondeno (Ferrara).
Mi ha messo tristezza, ha tanto ma sa di abbandonato.
E’ una piccola perla su destra Po, esposta a sud, nella direttrice ciclabile VENTO.
E’ a poche centinaia di metri dalle oasi mantovane del tartufo (non proseguono nel ferrarese).
Ha la rocca di Stellata (chiusa).
Ha una bella piazza, due tre belle chiese (chiuse).
Ha la casa del figlio di Ariosto con all’interno un piccolo museo comunale archeologico ad ingresso gratuito.
Ha un osservatorio astronomico.

Ha tanto ma sa di abbandonato.

Stellata mi ha messo tristezza.

La Grecia che non ti aspetti: la spiaggia di Zacharo, Peloponneso

Se pensi alla Grecia pensi al mare, pensi alle isole, pensi ad un caletta con il mare subito profondo di tutte le tonalità dell’azzurro blu.
La spiaggia di Zacharo in Peloponneso è la Grecia che non ti aspetti!
Km e km di sabbia, acqua bassa, cristallina ma sul verde.
Ti sembra di essere in una immensa piscina dove però, nuotando lungo la costa non riesci a toccare il bordo.
Tolto un bagno attrezzato con la musica e dove si gioca con rudimentali racchettoni (come i nostri di 15 anni fa sostituiti da quelli in fibra), nessuno per km e km.

Che sia un DELTA? 😉

P.S. Se per caso volete dormire una notte o più in queste zone vi consiglio caldamente il residence di Vakis.
vakis-apartments.gr

Lago di Fimon: una piccola perla trovata per caso

Ieri, di rientro da un piccolo giro a Soave, sono andato in direzione Vicenza e buttato a caso nei colli Berici.
Dopo aver scollinato un paio di volte ho seguito curioso le frecce Lago di Fimon.
In una piccola valle verde un piccolo lago incontaminato dove la strada che lo costeggia è chiusa.
Piste ciclabili, passeggiate, un unico piccolo punto ristoro.
Intoccabile perché per fortuna hanno trovato resti risalenti al neolitico.
Tornerò portandomi la mountain bike o la canoa.
lago di Fimon,  Arcugnano, Vicenza

Bondeno, il Po, destra Po, Garibaldi e Matteotti

Ieri pomeriggio giornata strana, non volevo stare in casa ma il cielo minacciava pioggia.
Vado a Stellata.
Non avevo voglia di arrivarci in macchina, carico la bicicletta e attraverso il Po, subito dopo il ponte giro a destra (Pontelagoscuro, Ferrara, Emilia-Romagna).
Parcheggio dopo poche centinaia di metri (la strada diventa solo per pedoni, biciclette e i pochi autorizzati), prendo la bicicletta ed inizio a pedalare lungo gli argini (destra Po).
A sinistra campagna sterminata, senza paesi e con poche cascine disabitate, a destra golene con pioppeti e coltivazioni. Si fa quasi fatica a vedere il Po.
Inizia a piovere, resisto alla tentazione di tornare indietro. Per fortuna smette. Continuo a pedalare nel silenzio più totale senza veder anima viva per chilometri.
Vedo un rapace diurno, una biscia di un metro e mezzo, alcuni fagiani.
Arrivo a Ravalle (frazione di Ferrara): Stellata a 30 di più km. Mi costringo ad andare avanti almeno fino a Bondeno.
Arrivo a Bondeno. Il terremoto ha reso tutto pericolante.
Mi fermo davanti al Municipio.
Guardandolo a sinistra scorgo il segno dell’altezza delle acque del Po della rotta del 1872 (questa è toccata a me la prossima tocca a te! Polesine 1951).

lapide, rotta del Po 1872, Municipio, Bondeno

In centro-sinistra il trionfo di Giuseppe Garibaldi (la piazza si chiama piazza Garibaldi).

Giuseppe Garibaldi, Municipio, Bondeno

Stupore, sopra Garibaldi, alla sinistra della finestra centrale dell’edificio, quella con il terrazzino per i possibili comizi, una lapide a Giacomo Matteotti.

lapide a Giacomo Matteotti, Municipio, Bondeno

Giacomo Matteotti
cadde per l’idea
sotto il pugnale della tirannide
rivive oggi nel popolo
fiamma e stimolo di lotta


il comune nel 22° anniversario
10-6-1946

P.S. Cosa spinse Bondeno a ricordare Matteotti più di Garibaldi quando in Polesine spesso non si sa dove nacque, dove hanno fatto i funerali ed è sepolto?

La nebbia polesana per Toni Cibotto interrogato da Eugenio Montale

nebbia e fico

Intanto, sulla strada del ritorno ogni tanto venivamo avvolti dalla nebbia.
Montale mi chiese cosa rappresentasse per me la nebbia.
La nebbia è il “tabarro” che indossavano i nostri contadini in inverno.
La nebbia ti copre e ti protegge, annulla tutto.
Questa casa dove ora ci troviamo, è accanto a una strada trafficata, invasa dai rumori.
Quando cala la nebbia, il “baccano” delle macchine non si sente più.
E così si può sognare e pensare, custoditi in una sorta di eremo appartato, dove la fantasia ritrova la dimensione perduta.